Mani in pasta. Il mio cammino nel WRW

Mani in pasta. Il mio cammino nel WRW

Dei sassolini di Pollicino

Al postino era sempre piaciuta la fiaba di Pollicino, soprattutto la trovata dei sassolini lasciati sul sentiero per ritrovare la strada del ritorno. Assillato dal dubbio se la vita che viveva era quella autentica, anche a lui gli sarebbe piaciuto rinvenire sulla strada i sassolini della giustezza.1

Il mio sassolino si è presentato un pomeriggio piovoso di novembre del 2022, con i suoi capelli ricci infuocati, un sorriso contagioso e occhi brillanti ispirati da una grande passione. Poche note sul mio taccuino, a introdurre la relatrice del corso Iprase Riscrivere, riprendere, commentare Calvino: Linda Cavadini, formatrice IWT (Italian Writing Teacher) autrice in un blog

Sembra strano, ora che IWT è una sigla che fa parte della mia quotidianità, pensare che allora avevo dovuto sciogliere l’acronimo e usare l’articolo indeterminativo, un blog.

 

 

 

 

Un sassolino. 

E poi: “sporcarsi le mani”, annotato in maiuscolo, ché la “letteratura esiste se ci sono i lettori”, Ricostruisco-Interpreto-Rispondo al testo, iceberg, organizzatori grafici per lavorare sul personaggio, cuore-mano-cervello, il conflitto, le 4 C, lavorare sui simboli. 

Una pista di sassolini, chiara.

Una pista che mi porta direttamente al WRW.

E la mia guida mi ricorda tanto, troppo, l’Anna che leggevo da bambina: curiosa, onesta, sincera, un vulcano di invenzione lessicale e immaginativa. Mi riporta a quell’incontro letterario che ha contribuito a segnare la mia strada, a farmi innamorare dell’imparare, prima, e dell’insegnare, poi. 

Un personaggio, e il libro: Anna di Green Gables.2 E una grafia inconfondibile, quella di mia madre, con la dedica a me neonata: crescere onesta e curiosa come quella ragazzina coi capelli rossi e le lentiggini. 

La mia strada nel bosco, i miei sassolini di Pollicino.

 

Una cornice di senso

Inizia così un periodo di studio, di incontri, ispirazioni, ricerca di un senso ritrovato. La casa si riempie di libri sul WRW, nomi importanti diventano i miei compagni di viaggio (Atwell, Serafini, Serravallo, Poletti Riz, …). E poi l’autoformazione Erickson, il corso Iprase con Daniela Pellacani, i  materiali online sul sito IWT, il gruppo Facebook (che finalmente anche i social servono a qualcosa), le video lezioni e i materiali sui vari canali di Silvia Pognante, Loretta de Martin, Maria Aprosio… L’elenco potrebbe continuare. 

Entusiasmo. Passione. Fatica. Fomento, una parola che “ha in sé la fame, il nutrimento del fuoco”3.

La sensazione è quella di aver trovato il pezzo del puzzle che mette a posto tutti gli altri: erano là davanti ai tuoi occhi, ma solo ora che hai in mano quel pezzo, l’ordine si ricompone e tutto sembra chiaro. 

Una bottega rinascimentale, ecco cos’era4. Ecco cosa andavo cercando. Come una folgorazione: il WRW. Uno spazio in cui il maestro lavora accanto ai suoi apprendisti, fa da modello, sperimenta, impara, torna a dare il giusto valore al tempo, un tempo disteso, allungato, individuale ma insieme comunitario.

Insieme: la comunità di lettori costruisce l’interpretazione e dà voce e valore ad ognuno, l’attenzione è sul processo, il come, non solo sul cosa, per cui la riflessione metacognitiva gioca un ruolo primario, dal momento che leggere è pensare, e scrivere è pensare su carta. 

Una bottega che è anche uno spazio sicuro, strutturato, abitudinario, in cui muoversi con tranquillità e imparare di volta in volta nuove strategie, attraverso la pratica e l’esempio. 

Il posto giusto per ripensare il mio cammino di docente, il mio ruolo, il mio senso5.

 

Alcuni percorsi

Vorrei raccogliere qui e condividere alcuni percorsi che ho proposto in classe negli anni scorsi, muovendo i primi passi negli albi illustrati, una miniera di senso che ho scoperto grazie a Daniela Pellacani e al corso di Iprase Educazione alla lettura nella SSPG. Strategie per sviluppare il piacere di leggere.6

 

L’albero, Shel Silverstein 

“Penso che i libri, anche quelli per bambini piccoli, possano contenere più di un’idea. Una sola storia può contenerne molte, almeno cinquanta”.

Shel Silverstein

Classe prima: davvero i  libri per bambini sono solo per bambini? Propongo alla classe la lettura di questo albo illustrato di Shel Silverstein, a cui dedichiamo tre sessioni di lavoro. 

Prima sessione. Ventiquattro paia di occhi incuriositi, i banchi in cerchio, io in mezzo, un libro in mano: lo osserviamo, insieme. Ci soffermiamo sulla copertina e riprendiamo una strategia già introdotta: Cosa vedi? Cosa noti? Che domande ti fai? I ragazzi annotano  individualmente sui loro quaderni e poi condividiamo a classe intera. Vediamo un bimbo e un albero, una mela. Notiamo il verde, colore prevalente, e il rosso della mela e dei pantaloncini, notiamo il ramo che si vede bene e il resto della chioma che si intuisce, notiamo il fatto che l’albero è come se tendesse la mano al bimbo.  Ci chiediamo perché sono stati scelti proprio questi due colori, cosa ci viene in mente osservando la posizione di bimbo e albero, … All’inizio un po’ titubanti, i ragazzi si sciolgono mano a mano in un fiume di osservazioni e connessioni personali. 

Il terreno è pronto, la sessione prosegue con la lettura del libro. Osserviamo le immagini, ascoltiamo le parole, osserviamo le parole, ché a volte come poesia sono distribuite sul foglio bianco a suggerire a loro volta un’immagine. 

Lascio per casa il compito di fissare su carta quello che li ha colpiti, cosa è rimasto loro impresso, parole o immagini sporgenti che hanno lasciato un segno.

Seconda sessione. Lavoriamo sullo schema ad Y. Condividiamo le  impressioni che hanno già annotato e ragioniamo insieme sulle domande. Quello che maggiormente ha colpito i ragazzi è stato il fatto che il bambino da piccolo è felice, poi diventa sempre più insoddisfatto. Si chiedono perché all’inizio era tutto così semplice e si chiedono come mai l’albero, ogni volta che offre qualcosa al suo bambino, è felice. Osservano che l’albero si rivolge all’uomo sempre chiamandolo il suo bambino/ragazzo, e si chiedono perché. Si chiedono anche perché l’uomo, per quanto ottenga tutto quello che vuole, sia sempre insoddisfatto, e voglia sempre di più.

Annotiamo le domande, ci confrontiamo, discutiamo e ci lasciamo con un compito: trovare connessioni, con la nostra esperienza, con altri libri, con il mondo. Ne discuteremo la volta successiva,  quando ragioneremo in profondità sul testo.

La terza sessione è dedicata alla ripresa e condivisione delle connessioni annotate individualmente e all’individuazione dei temi  facendoci guidare da un organizzatore grafico particolarmente efficace, l’iceberg.7

A classe intera, ragioniamo sulla differenza tra argomento e temi e andiamo insieme a cercare indizi nel testo. E qui avviene la magia: questa è la parte che mi riserva le più inaspettate sorprese. La storia, apparentemente semplice, è quella di un albero che ama un bambino il quale, crescendo, diventa sempre più ingordo ed esigente finendo col pretendere dall’albero tutto quello che questo può dargli, finché non resta che un vecchio ceppo per sedersi e riposare.

I temi che i ragazzi individuano spaziano dall’infanzia, ché il bambino da piccolo è felice, poi è sempre più insoddisfatto, alla felicità, quella che “prof, c’è ogni volta che si dona qualcosa e si vuole bene agli altri, come fa l’albero con il bambino”, al tempo  che bisogna trovare per le persone care (“prof, ho pensato che anch’io mi dimentico di trovare il tempo e a volte le lascio sole…), all‘amicizia, che per farla durare ed essere entrambi felici bisogna dare, non basta prendere, alla crescita sostenibile, che, se invece di continuare a prendere avesse tenuto un po’ di mele per farne semi e piantare nuovi alberi non sarebbe rimasto un ceppo ormai sterile…

Niente male per un esperimento di lettura con alunni di prima. Le riflessioni emerse sono molto profonde, e mi convincono davvero che le potenzialità del WRW sono enormi: tutti partecipano e danno un loro contributo, prezioso alla costruzione del significato. 

Sento vibrare la comunità ermeneutica di cui leggo, di notte, nei libri di studio. 

Un altro sassolino.

Prezioso. Sto muovendo i miei primi timidi passi di docente inesperta e questo quadro di senso e significato che elaboriamo insieme, le sfaccettature del testo che io stessa non avevo considerato e sono emerse parlando con i ragazzi … sembra davvero una magia.



Il maestro, Fabrizio Silei – Simone Massi

L’idea è quella di proporre qualcosa di impatto per risvegliare la mia seconda un po’ sottotono e concentrare l’attenzione sul senso del nostro essere a scuola.

“Prof! Ma facciamo come all’asilo ché lei ci legge e noi ascoltiamo?” 

I ragazzi in cerchio, seduti per terra, qualcuno proprio bello comodo quasi sdraiato. Chiacchiericcio, il nuovo che sa di euforia, ragazzi curiosi che guardano me, guardano il libro, si guardano.

Parto direttamente con la lettura, attirando con le parole e i gesti la loro attenzione.  Alla terza pagina c’è silenzio; quando “Andiamo dal padrone! Stavolta mi sente!”, si inizia a respirare partecipazione; di fronte al foglio scritto, fitto fitto, sbattuto in faccia ai due analfabeti, si sente la rabbia, silenziosa, di qualcuno che è più che catturato dalla storia.  E poi c’è quel prete, visto di spalle, in cammino con i suoi ragazzi, e la sua scuola, che capiamo subito che è diversa. Tutti ascoltano, qualche commento, si infervorano di fronte alla chiamata al processo, gioiscono per la vittoria. E hanno il cuore strozzato davanti alla pagina nera, quasi fossero anche loro al suo capezzale, sotto la grande scritta I care. E partecipano alla lotta, e realizzano che “La luce è meglio del buio”. Anche i più distanti si sono fatti catturare, qualcuno si è commosso. Li sento, i cuori che battono. I CARE, e parte un applauso.

Non pensavo che un semplice albo illustrato potesse essere così potente. Chiedo ai ragazzi, individualmente, di annotare quello che li ha colpiti maggiormente (le impressioni dello schema ad Y) e iniziamo a ragionarci insieme, a classe intera.

Ci concentriamo poi sulla figura del protagonista-narratore e andiamo ad osservare, nel testo, come è cambiato, riflettendo insieme sul significato di questi cambiamenti e i possibili temi sottesi. La strategia proposta è quella del “cambio d’abito” e ci facciamo aiutare dall’organizzatore grafico8. Raccogliamo a classe intera i dati, andando a ricercare i puntuali riferimenti nel testo e completiamo lo schema con citazioni significative. A casa, individualmente, i ragazzi cercano di estrapolare i temi su cui torneremo insieme nella sessione successiva.

 

 

 

Riprendiamo le riflessioni sul testo tornando a parlare di argomento e temi. Prima di leggere le annotazioni individuali, introduco la strategia Come un iceberg, facendomi supportare dall’organizzatore grafico9.  Ragioniamo sulla differenza tra argomento, quello di cui parla il libro, e tema/temi, cosa intende comunicarci l’autore. L’immagine dell’iceberg è particolarmente efficace, in quanto vediamo immediatamente che l’argomento è solo la parte superficiale, mentre è solo indagando in profondità e cercando gli indizi nel testo, che possiamo ricostruire il tema nascosto. Ci lavoriamo insieme, dapprima suddivisi in piccoli gruppi, poi a classe intera.

 

Confrontiamo infine le nostre annotazioni con le osservazioni del cambio d’abito del protagonista-narratore e quello che ne esce è un estratto di temi dall’importanza dell’istruzione contro i soprusi, alla necessità di prendersi cura di quello a cui si tiene, di lottare per difenderlo, di assumersi la responsabilità.

Chiedo loro di prendersi un impegno: I care. Qual è il contributo che potete dare, quale la responsabilità che potete prendervi. Ci confrontiamo.

Lascio per casa le domande e connessioni dello schema a Y, su cui torniamo la volta successiva.

Mi accorgo di come la ripetizione aiuti il lavoro, accompagnare i ragazzi dentro il testo, esplorarlo insieme a loro, andare in profondità, torniamo a ragionare sull’essere “palombari” e sull’importanza di non fermarsi in superficie.

Ancora non padroneggio le ML, ma inizio a intuire la direzione da seguire, sento che sono a mio agio: c’è tanto tanto lavoro da fare, la strada è in salita, ma a me piacciono le salite,  specie se sono ripide.

 

La Porta, Ji Hyeon Lee

Classe prima, metà maggio 2023. Ho introdotto in corso d’anno il laboratorio di lettura e abbiamo lavorato su alcune strategie del WRW. I ragazzi sono abituati ai lampi di scrittura (riconoscono le clessidre di diversi colori che anticipano la richiesta di scrivere) e sanno cos’è un’anticipazione; sono stati avviati alla lettura delle immagini; conoscono e hanno già applicato alcune strategie sui personaggi (evoluzione di un personaggio; cuore, mano, cervello). 

Avremo un ospite speciale: una bimba sorda di quinta elementare resterà con noi in classe, per vedere com’è la vita alle medie. Molti di loro già la conoscono dalle scuole materna e primaria, hanno già usato la LIS, hanno un loro segno nome e sanno presentarsi. 

Io sono la meno preparata e, mentre penso un’attività che possa chiudere il percorso sulla lettura fatto con la classe durante l’anno e allo stesso tempo essere accogliente per la nostra ospite, ripasso con i ragazzi i rudimenti di una prima, embrionale, conversazione in LIS: “Buongiorno”, “Ben arrivata”, “Il mio nome è Giusy” (ché mi piace di più e mi risparmia un po’ di lettere rispetto a Giuseppina), “Il mio segno nome è libro” (me lo suggeriscono i ragazzi, ed io mi sento tanto tanto orgogliosa del mio segno nome, me lo sento proprio comodo comodo come una poesia nelle tasche dei jeans)10

L’albo che scelgo è La porta, di Ji Hyeon Lee che ci trasporta attraverso le immagini in un mondo surreale e misterioso. La storia segue un giovane protagonista che scopre la chiave per aprire una porta chiusa da moltissimo tempo. Curioso, decide di esplorare cosa si nasconde dietro e  si avventura in un mondo pieno di colori. Attraverso un’ampia gamma di illustrazioni dettagliate e affascinanti, Ji Hyeon Lee cattura l’immaginazione dei lettori e li coinvolge in una storia emozionante e avventurosa, in cui la fantasia e la scoperta sono protagoniste e invitano i lettori di tutte le età a sognare, esplorare e lasciarsi trasportare in nuovi mondi.

Il setting d’aula è circolare, io giro all’interno del cerchio per permettere ai ragazzi di osservare le illustrazioni e i particolari. Iniziamo soffermandoci sulla copertina e sulle carte di guardia e riprendiamo una strategia già introdotta (Cosa vedi? Cosa noti? Che domande ti fai?) ragioniamo a classe intera, ma chiedo di annotare individualmente sul quaderno quanto emerge dalla discussione.

Proseguiamo seguendo l’insetto e la sua scia, uniche note colorate in un mondo tutto grigio. Ci fermiamo ad osservare le immagini: i colori, la distribuzione delle figure, le emozioni che suscitano in noi, a cosa ci fanno pensare. Potremmo dedicare ore ai singoli personaggi, ma  seguiamo il nostro insetto, rapiti. Ci conduce ad una porta.

Qui ci fermiano, la osserviamo, notiamo le grandi ragnatele e propongo un lampo di scrittura/anticipazione: “Cosa ci sarà dietro la porta?”. Ognuno annota individualmente sul quaderno, non ci confrontiamo sulle varie ipotesi ma continuiamo la lettura.

Seguiamo il protagonista nella storia. Fornisco ai ragazzi un organizzatore grafico per raccogliere informazioni sull’evoluzione del personaggio (all’inizio… poi succede che… alla fine). Lo seguiamo dentro il mondo a colori e proviamo a metterci nei suoi panni (cuore, mano, cervello): cosa prova? cosa fa? cosa pensa? Proseguiamo la lettura confrontando le ipotesi su quello che osserviamo nei dettagli delle immagini, seguiamo il ragazzino e i suoi amici, fino a vederlo confondersi in mezzo a strampalati personaggi colorati, finalmente colorato anche lui. Notiamo porte di ogni tipo e immaginiamo mondi, infiniti mondi che si aprono, che si incontrano. Scorriamo le pagine cogliendo l’atmosfera generale, fino ad arrivare al saluto finale: il nostro protagonista non è più grigio e solo, ma colorato e felice: lo vediamo guardare la sua chiave e pensare. 

Propongo un lampo di scrittura finale: Cosa starà pensando? Cosa farà con la chiave?

E terminiamo la lettura. Giusto in tempo per un breve confronto finale e un saluto in LIS, sperando di aver aperto una porta alla nostra ospite e di averla convinta ad entrare.

Con i miei ragazzi abbiamo ripreso in due successive sedute di laboratorio le anticipazioni e l’analisi del protagonista, raccogliendo e confrontando le diverse visioni emerse. 

Riflettendo da docente sull’esperienza, individuo diversi possibili percorsi da sviluppare in una programmazione più organica. In particolare, mi sembra interessante un approfondimento sui simboli (porta, chiave, bianco-nero/colore..). Trovo due interessanti tracce da sviluppare in scrittura: salta dentro: nei panni di… per approfondire i personaggi grigi all’inizio del racconto (cosa pensano, cosa provano, dove stanno andando, perché sono tanto “grigi”?) e dove mi porterà questa porta? per descrivere i mondi immaginari che si aprono aprendo una porta a scelta.

E mi sento un po’ come il protagonista: il mio incontro con il WRW è stato come trovare la chiave e aprire una porta, che ne apre molte altre.

In un mondo pieno di colori.

 

Un sassolino dopo l’altro  

Ecco, sono tanti i sassolini che ho incontrato sulla mia strada da quel pomeriggio di novembre. Sassolini inequivocabili che, nonostante mi senta a volte maldestra insicura disorientata, tracciano una strada, mostrano un orizzonte, nutrono una visione. Cosa mi convince: il tempo. Un tempo disteso, come il respiro, fatto di ripetizioni che ci accompagnano in profondità. Fermarsi, osservare, ascoltare: riprendiamoci il tempo. Che è ridare respiro ai nostri studenti, ma anche al nostro lavoro di insegnanti. L’autentica inclusione, invisibile, in cui tutti possono trovare il proprio ritmo, il proprio spazio, i propri obiettivi. La profondità, in un mondo in cui tutto scivola in superficie. La motivazione, fatta di passione, studio, ricerca, leggere e scrivere come da ragazza…

Mettere le mani in pasta.

 

 

Bibliografia e sitografia per approfondimenti

  • Linda Cavadini, Loretta De Martin, Agnese Pianigiani, Leggere, comprendere, condividere. Guida all’analisi del testo narrativo, Pearson 2021
  • Jenny Poletti Riz, Silvia Pognante, Educare alla lettura con il WRW-Writing and Reading Workshop. Metodo e strumenti per la scuola secondaria di primo grado, Edizioni Centro Studi Erickson 2022
  • Jenny Poletti Riz, Scrittori si diventa. Metodi e percorsi operativi per un laboratorio di scrittura in classe, Edizioni Centro Studi Erickson 2017
  • Silvia Pognante, Romina Ramazzotti, Il racconto autobiografico con il metodo WRW Writing and Reading Workshop. Laboratorio di scrittura per la scuola secondaria di primo grado,  Edizioni Centro Studi Erickson 2022
  • Daniela Pellacani, Stefano Verziaggi, Il racconto realistico con il metodo WRW. Writing and Reading Workshop. Laboratorio di scrittura per la scuola secondaria di primo grado,  Edizioni Centro Studi Erickson 2023
  • Italian Writing Teachers, Il nuovo Un anno di lettura a scuola. Percorsi di Writing and reading workshop , La Compagnia del Libro Editore 2023
  • Aidan Chambers, Il lettore infinito. Educare alla lettura tra ragioni ed emozioni, a cura di Gabriella Zucchini, EquiLibri 2015
  • Linda Cavadini – Loretta De Martin – Agnese Pianigiani, L’avventura più grande. Leggere e scrivere il mondo, Edizioni scolastiche Bruno Mondadori 2023
  • Frank Serafini, The Reading Workshop: Creating Space for Readers, Heinemann, 2001
  • Nancie Atwell, Anne Atwell Merker, La zona di lettura. Come aiutare i ragazzi e le ragazze a diventare lettori abili, appassionati, abituali, critici. QdR 15, Loescher Editore 2022
  • Elisa Golinelli, Sabina Minuto, Meraviglia da sfogliare. Quando l’albo illustrato incontra il laboratorio di lettura e scrittura. QdR 16, Loescher Editore 2023
  • Serafini, Around the Reading Workshop in 180 Days: a Month by Month Guide to Effective Instruction, Heinemann, 2006.
  • Jennifer Serravallo, The Reading Strategies Book. Your Everything Guide to Developing Skilled Readers, Heimann 2015
  • Jennifer Serravallo, The Writing Strategies Book. Your Everything Guide to Developing Skilled Writers, Heimann 2017
  • Jennifer Serravallo, The Reading Strategies Book 2.0. Your Researched-based Guide to Developing Skilled Readers, Heimann 2023
  • Chiara Carminati, Per la parola, Equilibri 2020
  • Lettura – Writing and Reading Workshop Italia  
  • Ripensarci insieme – prima parte: i pilastri del Writing and Reading Workshop  
  • La comprensione è tutto! Una recensione di Understanding Texts & Readers di J. Serravallo – Writing and Reading Workshop Italia 
  • “Un campo di patate”, ovvero il mio taccuino del docente riflessivo – Writing and Reading Workshop Italia  

Albi utilizzati nei percorsi in classe

  • Shel Silverstein, L’albero, Salani Editore, 2000
  • Fabrizio Silei, Simone Massi, Il maestro, Orecchio acerbo 2017
  • Ji Hyeon Lee, La Porta, Orecchio acerbo 2018

 

Ringraziamenti

A Pollicino e ai suoi sassolini. 

Agli IWT, che adesso non serve più sciogliere l’acronimo. 

Al neonato gruppo WRW Primiero

Alla ritrovata bottega rinascimentale, dove insegnare è imparare, lavorare insieme e accanto … mettere le mani in pasta.

NOTE

1 – Domenico Dara, Breve trattato sulle coincidenze, Nutrimenti 2014, p. 57.
2- L. M. Montgomery, Anna di Green Gables, Arnoldo Mondadori Editore, 1980.
3- Chiara Carminati, Per la parola, Equilibri 2020, p. 13.
4- Jenny Poletti Riz, Silvia Pognante, Educare alla lettura con il WRW-Writing and Reading Workshop. Metodo e strumenti per la scuola secondaria di primo grado, Edizioni Centro Studi Erickson 2022, p. 30.
5- Educare alla lettura, cit. p. 33-36.
6- Educazione alla lettura nella SSPG. Strategie per sviluppare il piacere di leggere: Educazione alla lettura nella SSPG 
7- Linda Cavadini, Loretta De Martin, Agnese Pianigiani, Leggere, comprendere, condividere. Guida all’analisi del testo narrativo, Pearson 2021, p. 144.
8-  Leggere, comprendere, condividere, cit. p. 148-149.
9- Leggere, comprendere, condividere, cit. p. 143-144.
10 –  Chiara Carminati, Viaggia verso. Poesie nelle tasche dei jeans, Bompiani 2018.

 

Giuseppina Bernardin

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