Ciak, si epica!

A chi “non sa pensare insieme il prima e il dopo” (Iliade, I, 343)
“Oggi scriviamo un testo narrativo su traccia: ecco l’incipit di un racconto poliziesco. Inventa il seguito ponendo particolare attenzione al movente, agli indizi e alla soluzione del caso, in modo che tutti questi aspetti siano coerenti tra loro.
In un angolo dello scompartimento fumatori di prima classe, il signor Wargrave, giudice da poco in pensione, tirò una boccata di fumo dal sigaro e scorse con interesse le notizie politiche del «Times». Poi, depose il giornale sulle ginocchia e guardò fuori dal finestrino. Il treno correva attraverso il Somerset.
Diede un’occhiata all’orologio: ancora due ore di viaggio.
Ripensò a quello che i giornali avevano scritto su Nigger Island.”
Questo era il prima.
Eravamo da tempo alla ricerca di un approccio laboratoriale che desse senso compiuto alle attività di lettura e scrittura e che ponesse i ragazzi a contatto diretto e prolungato con i testi. Era per noi evidente che l’insegnamento della scrittura procedeva a scuola in modo disorganizzato, estemporaneo e che il successo era riservato solo ai talenti. Anche in fase di restituzione era difficile essere incisivi, oggettivi e produrre un reale miglioramento negli alunni, perché non c’era un lessico condiviso ancorato a un’esperienza condivisa. In sostanza il laboratorio finiva per essere un obbligo dell’offerta formativa, un momento “ludico” fine a sé stesso. Anche noi abbiamo tentato approcci diversi, innovativi, iniziato a immaginare percorsi e soluzioni, abbozzando indicazioni metodologiche primitive. Avvertivamo però la mancanza di un substrato teorico organico.
Da qui inizia il poi.
Anni fa, sentendo parlare di WRW, ci siamo incuriosite, perché forse faceva proprio al caso nostro. Abbiamo studiato, abbiamo frequentato dei corsi, soprattutto in presenza, e finalmente ci siamo buttate, facendo del WRW il modello del nostro agire in classe. All’inizio le sessioni di laboratorio erano ancora primitive e ancorate a vecchi schemi. Ad esempio portavamo delle schede che, nella nostra testa, erano organizzatori grafici, ma che ora comprendiamo fossero facilitatori per la comprensione di un testo specifico, e che quindi mancavano della possibilità di essere applicati a qualsiasi testo. Quello che oggi vi raccontiamo è solo il percorso sui poemi omerici che rappresenta da sempre una nostra grande passione comune.
Tempi e modi
Normalmente dedichiamo un intero anno scolastico a ciascun poema, affrontando l’Iliade in prima, l’Odissea in seconda, e aggiungendo a questi poemi epici la lettura della Commedia di Dante in terza. A chi obietta che questa scansione non lascia spazio agli altri importanti autori della letteratura, rispondiamo che troviamo il modo di affrontarli comunque, utilizzando i loro testi per altri obiettivi di apprendimento. Inoltre la scelta di leggere completamente l’opera, mantenendone l’integrità narrativa, permette non solo di averne chiaro il contenuto, ma anche di acquisire, esercitandole, le strategie e le routine di lettura, analisi e scrittura, che permetteranno ai ragazzi di leggere qualsiasi testo letterario.
Tuttavia l’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere a breve è quello di ottimizzare i tempi, per poter affrontare interamente entrambi i poemi omerici in prima, le tragedie greche e la Commedia in seconda, la letteratura moderna e contemporanea in terza.
Il nostro percorso

Nell’anno scolastico 2023-2024 abbiamo pianificato l’attività sui poemi omerici dell’Iliade e dell’Odissea sulla scia dell’entusiasmo generato da una formazione con Silvia Pognante, che proponeva di conciliare la lunga tradizione di critica letteraria con l’approccio pragmatico anglosassone, di cui il WRW è figlio. Ecco quello che ne è uscito. Partire dall’opera, scegliere i testi e chiedersi quali saperi indispensabili possano veicolare, e quali obiettivi ci permettano di raggiungere.
(qui il percorso visionabile)
Gli strumenti
Nella scelta delle strategie e delle routine di pensiero abbiamo fatto ricorso a strumenti già consolidati del WRW, in parte già noti ai ragazzi da altre attività, in parte inseriti durante il percorso. Li elenchiamo brevemente.
I fondamentali di lettura:
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5W
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Visualizza
I fondamentali di analisi:
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See Think Wonder
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Lo so – come lo so
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L’ho visto – dove l’ho visto
Gli organizzatori grafici*
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La montagna della storia* per la ricostruzione della trama
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Come un iceberg* per l’individuazione dell’idea di fondo
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Mano cuore cervello* per l’analisi dei personaggi
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Personaggi allo specchio per il confronto immediato tra due personaggi
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Dove va la folla per l’analisi del personaggio corale
* Gli organizzatori grafici contrassegnati con asterisco sono tratti da “L’avventura più grande” e sono stati da noi a volte rivisitati.
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Alcune considerazioni a fine percorso
Punti di forza:
1- Molto stimolante per i ragazzi, li ha guidati fin da subito verso riflessioni più metodiche e consapevoli. Eccone alcune sull’incipit dell’Odissea:
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osservo |
penso |
mi chiedo |
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che i personaggi non vengono chiamati per nome |
che in questo modo, non nominandoli, se ne esaltino le caratteristiche, facendo capire anche il loro ruolo |
se saranno più le caratteristiche personali ad influenzare l’andazzo, piuttosto che la nomea del personaggio |
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che ci sono verbi coniugati al passato remoto o trapassato remoto |
che sono tipici dei flashback |
se questo indica che il poema non sarà in ordine cronologico, ma sarà piuttosto un intreccio |
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che le azioni indicate dai verbi sono compiute dall’uomo dalle molte astuzie (Odisseo) |
che mi viene confermato che sarà lui ad agire e a mandare avanti la storia con le gesta che compirà |
se, nonostante per lui sia difficile farsi sopraffare dalle emozioni, mostrerà anche dei momenti in cui sentirà il peso di tutto quello che fa |
2- La partecipazione alle sessioni di laboratorio è stata significativa, non solo in termini di passione e curiosità, ma anche rispetto alla profondità delle riflessioni prodotte, e alla semplice capacità di entrare in empatia in modo spontaneo e originale su un testo. Riportiamo alcuni esempi:
Ipotesi sul titolo dell’Odissea
“Perché l’Iliade è sì la storia di Achille, ma non è solo la sua storia, perché è iniziata con un’altra storia che non era la sua. Mentre l’Odissea è solo la storia di Odisseo e delle sue avventure con i suoi compagni.”
“Perché nell’Iliade non si parla più di solo una persona, ma anche di un posto.”
“Il nome Iliade forse deriva da Ilio, cioè Troia. Ilio è come un teatro dove si scontrano i troiani con gli Achei e gli dèi intervengono aiutando o fermando gli eroi. L’Odissea deriva dal nome di Odisseo, cioè Ulisse. Parla del suo viaggio di ritorno a Itaca. Parla dell’essere umano Odisseo e delle sue virtù, non del guerriero o dell’eroe.”
3- Alcuni ragazzi, stimolati dall’attività e dagli organizzatori grafici, ne elaborano di personalizzati.
4- Si riscontra l’efficacia del coinvolgimento attivo nella qualità della conversazione in classe che è decisamente aumentata.
Un passo indietro, ma solo per prendere la rincorsa
Da dove ripartire:
1- Mai più iniziare dalla trama: pur fornendo un’importante cornice di senso, toglie tutto il gusto e la solidità dell’apprendimento per scoperta, mortificando la curiosità. Inoltre le trame complesse possono sembrare ai più deboli una massa enorme di nozioni da memorizzare, e il compito troppo arduo ancora prima di cominciare. Ma soprattutto, in un mondo dove ogni cosa è disponibile subito, vogliamo restituire ai ragazzi il brivido dell’attesa.
2- Per questo serve un aneddoto: in uno dei nostri giardini c’è una pianta di fico che, grazie a innesti diversi, produce tre diverse qualità di frutto. Il nostro percorso è così: ha un unico tronco perché lo progettiamo insieme, ma poi ciascuna di noi lo adatta alla propria personalità e alla propria classe. Il WRW d’altro canto non ha una taglia unica e non è un prêt-à-porter, ma un abito di sartoria che va cucito addosso a noi stessi. E lasciateci dire che la metafora del fico è particolarmente appropriata, in un contesto classico.
3- Classe che hai, percorso che fai. L’abito non va cucito solo addosso alla personalità dell’insegnante, ma, soprattutto, a quella corale della classe.
Ciak, si epica!
A partire da queste considerazioni nell’anno scolastico successivo abbiamo centrifugato il lavoro e progettato un nuovo percorso che avesse quasi le caratteristiche di una sceneggiatura. La modalità è stata ancora quella del laboratorio di lettura e scrittura del WRW e contestualmente alla lettura sono stati proposti progetti di scrittura a partire dall’analisi dei brani, focalizzando in particolare la tipologia del testo espositivo e introducendo quello argomentativo.
Il percorso dell’Odissea si è svolto in maniera sovversiva. Ragionando sull’obiettivo di comprensione della struttura ad intreccio, si è pensato di ribaltare la questione e proporre ai ragazzi gli episodi dell’Odissea in ordine cronologico.
Non è stata, però, una semplificazione, in quanto il percorso ha previsto che fossero gli studenti a scoprire l’intreccio nel corso delle lezioni. Infatti, dopo che i primi episodi risultavano narrati da Odisseo in prima persona, ed erano quindi associabili a un testo “autobiografico” del protagonista (anche se, tecnicamente, si tratta di un racconto nel racconto), a partire dal momento in cui l’eroe si trovava da Calipso (e contemporaneamente si svolgeva il Concilio degli Dèi e iniziava la Telemachia), la narrazione cambiava passando alla terza persona, con un narratore esterno. Durante il percorso i ragazzi hanno scoperto degli indizi e sono stati invitati a scriverli su un bigliettino firmato da lasciare in un apposito contenitore in aula (usano prevalentemente la routine See – Think – Wonder). Importante è stato chiarire con loro il concetto di “indizio”: è ciò che aiuta a risolvere un enigma, ma lo si può riconoscere in quanto elemento strano e anomalo, quindi evidente rispetto a tutto il resto.
Un piccolo indizio si ha già nella lezione 2, quando si affronta l’inizio del viaggio (Cìconi, prima tappa) sul libro che non è il primo, ma il nono. Il primo grande indizio, invece, si trova dopo l’episodio delle vacche del sole, quando Odisseo conclude il racconto delle sue avventure dicendo di essere stato scaraventato dalla tempesta sull’isola di Ogigia da Calipso e smette di narrare, rivolgendosi direttamente ad un “tu”, Alcinoo, che non viene nominato, e alla sua sposa.
Sia per poter, alla fine del percorso, ricostruire l’intreccio narrativo alla stessa maniera dell’aedo e passare quindi dalla struttura a fabula a quella a intreccio, sia per motivare i ragazzi, e ancora per realizzare un compito autentico e stimolante, durante il laboratorio i ragazzi sono stati coinvolti nella realizzazione di un gioco in scatola contenente le carte con gli episodi dell’Odissea, come se fosse una serie TV, con un’immagine di anteprima, il riassunto dell’episodio e il numero della tappa, in ordine cronologico. Il gioco, Odi’s Things, richiama alla memoria la nota serie TV e traduce letteralmente il titolo (Odissea, neutro plurale: “Le cose di Odisseo”).
Anche i focus e gli obiettivi sono stati ricalibrati e il percorso è diventato una palestra di comprensione del testo che, con strategie ricorsive, ha permesso di allenarsi ed acquisire consapevolezza e autonomia nello scegliere le modalità giuste di approcci: nelle ultime lezioni sono stati i ragazzi a individuare nei brani quello che c’era di interessante, e avevano in mano gli strumenti giusti per indagarlo.
Qui serve un altro aneddoto. “Prof! è venerdì!!! Come va a finire?” Ventiquattro paia di occhi sgranati aspettavano frementi l’episodio successivo a Le vacche del sole. “A chi Parla Odisseo? È a Telemaco, vero, prof? Che fine ha fatto Odisseo? Oggi leggiamo di Calipso, vero?” “No, oggi no. Oggi interrogo.” Una di noi ha rivisto sé stessa quando a quindici anni aspettava Beverly Hills 90210 da una settimana all’altra, e ci siamo dette che ce l’avevamo fatta. Di aspettare vale spesso la pena.
Non solo lettura
Non solo. Il percorso di lettura si è alternato a quello di scrittura: la realizzazione delle carte da gioco ha favorito l’allenamento nella tipologia testuale del riassunto e, grazie all’introduzione della tipologia testuale espositiva nel percorso parallelo di scrittura, è stato possibile attingere ai “temi” dell’Odissea come agli attrezzi di una palestra per affrontare temi e messaggi direttamente dalla lettura di un testo anche inedito, mai affrontato prima. Questo è stato un obiettivo fondamentale: essere in grado di affrontare la tipologia C dell’Esame di Stato al termine della secondaria di primo grado anche a livello di un testo espositivo che, con una struttura semplice e ben definita, portasse all’individuazione del significato profondo di qualsiasi testo letterario. Ma questo è un altro viaggio di cui possiamo parlare in seguito.
E quindi? Due parole sulla valutazione
WRW è ricerca-azione, azione e ricerca, costruzione flessibile di metodi e riflessione continua e circolare, specialmente collettiva, sull’operato di tutti. Sebbene noi insegnanti siamo ben consapevoli di ciò che i nostri alunni debbano saper fare, la valutazione va costruita collegialmente. Tappa dopo tappa, sessione dopo sessione, si stratificano saperi e competenze. Una valutazione rispettosa non può non tener conto di tutto questo e pretendere un giusto lasso di tempo per essere costruita. Insieme.
To be continued…
Come sta andando? Come stanno andando i ragazzi? Eh, non sarebbe una sceneggiatura abbastanza avvincente, se spoilerassimo il finale. Anche perché un finale non c’è, quando il “viaggio” continua…
Postilla: questo articolo non è frutto di una scrittura immediata, ma di un processo di pianificazione, progettazione e scrittura del testo organizzato nell’ultimo periodo, che ci ha permesso di abbozzare l’articolo in tempi rapidissimi.
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Claudia Ferri Claudia è un’insegnante di scuola secondaria di primo grado. Ama gli enigmi e i dolci alla crema. Legge ogni volta che può, anche in fila alle poste. Scrive poesie che forse, un giorno, farà leggere a qualcuno. Canta in un coro e fa teatro popolare. Per molto tempo funzione strumentale, da sempre studia per sperimentare nuovi approcci educativi. È stata folgorata dal WRW e, dopo molta formazione, da qualche anno ha trovato il coraggio di sperimentarlo con la collega e amica Francesca Taccaliti. Inseparabili. |
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Francesca Taccaliti |

Siamo un gruppo di docenti di Lettere della Scuola Primaria, Secondaria di Primo e Secondo grado provenienti da regioni, città e scuole diverse.
Ci accomunano la passione per l’insegnamento, la voglia di metterci in gioco ed il desiderio di fare dei nostri studenti scrittori competenti e “lettori a vita”.



