Valutare per imparare: il valore della valutazione tra pari nel laboratorio WRW

Valutare per imparare: il valore della valutazione tra pari nel laboratorio WRW

Uno dei temi insistentemente dibattuto specie nell’ultimo periodo è quello della valutazione che, almeno nella scuola dell’obbligo, non dovrebbe essere concepita come un semplice strumento selettivo, ma come un dispositivo, assieme a tutti gli altri, chiamato a promuovere l’inclusione, la partecipazione attiva e il pensiero critico: è per questo che vorrei riportare la mia esperienza di un potente strumento formativo, la valutazione tra pari, attraverso il quale ho cercato di rafforzare nel gruppo classe l’idea di un ambiente di apprendimento equo, partecipativo e, nelle intenzioni, autenticamente democratico. Ho approfondito l’argomento grazie alla Prof.ssa Valentina Grion che colloca questo momento valutativo all’interno di una cornice di valutazione sostenibile, dove il feedback è inteso non come giudizio, ma come dialogo attraverso cui gli alunni non solo ricevono indicazioni per migliorare, ma imparano anche a fornire riscontri rispettosi e pertinenti ai loro compagni, sviluppando così competenze metacognitive, autovalutative e relazionali. 

Il feedback tra pari è certamente tanto più efficace quanto più è personalizzato, chiaro e rispettoso ma anche quando i criteri valutativi sono condivisi e co-costruiti con gli alunni stessi, affinché questi diventino pienamente consapevoli di cosa significhi “valutare” e “valutarsi” all’interno di una comunità educativa, quindi il primo passo è stato proprio il lavoro di riflessione, discussione e costruzione di questi criteri con la classe per passare poi all’applicazione nel laboratorio di lettura e scrittura secondo il Writing and Reading Workshop (WRW), integrando le pratiche della valutazione tra pari con la Scala del Feedback e le consulenze. 

 

La valutazione tra pari nel laboratorio di lettura: la Scala del Feedback nel book talk 

Durante il laboratorio di lettura, uno dei momenti più significativi e attesi almeno per le mie classi è rappresentato dal book talk, il momento in cui si presentano ai compagni i libri letti individualmente. Al termine di ciascun book talk, abbiamo attivato la valutazione tra pari utilizzando la Scala del Feedback, uno strumento ispirato ai protocolli di Making Learning and Thinking Visible non solo per affinare la pratica del book talk, che ci consente di diventare lettori sempre più appassionati, esperti e consapevoli, ma anche per coinvolgere e contagiare sempre di più i compagni nella pratica della lettura.

La Scala del Feedback è strutturata in quattro fasi progressive, appunto gli scalini: 

  1. Domande di chiarimento: i compagni pongono quesiti per approfondire o comprendere meglio quanto è stato esposto; 
  2. Apprezzamenti: vengono evidenziati gli elementi più riusciti e originali della presentazione; 
  3. Suggerimenti costruttivi: si offrono gentili indicazioni su cosa potrebbe essere migliorato o approfondito;
  4. Proposte: si formulano idee concrete per arricchire la performance o ampliare la riflessione. 

Questo protocollo è servito a guidare gli alunni nel formulare feedback pertinenti e rispettosi, e ha pian piano creato un clima di fiducia e di ascolto in cui ognuno si è sentito valorizzato e incoraggiato. La valutazione, così concepita, non è stata vissuta come un giudizio, ma come un momento di supporto reciproco e di crescita personale. 

 

La valutazione tra pari nel laboratorio di scrittura: le consulenze come pratica di riflessione e miglioramento 

Nel laboratorio di scrittura, cuore pulsante del WRW, la valutazione tra pari si è invece concretizzata attraverso le consulenze tra pari, occasioni in cui gli alunni condividono e discutono con un compagno il proprio “pezzo” in fase di stesura o di revisione

Le consulenze, lungi dall’essere attività improvvisate, diventano parte integrante del processo di scrittura che si attua generalmente attraverso i classici step di immersione, esplorazione di tecniche, applicazione delle stesse nei “pezzi”, revisione, editing e pubblicazione. 

Durante le consulenze, gli alunni che ne fanno richiesta, ricevono il feedback da un compagno in merito a specifici aspetti del suo lavoro: incipit calamita, curva a campana, momento di rottura, lessico specifico, efficacia dell’argomentazione, ecc… I “commenti” nel tempo sono diventati sempre più puntuali e tecnici, molto motivati e via via più arricchiti di consigli mirati. 

Nella mia esperienza, questi momenti sono estremamente preziosi per numerose ragioni: 

  • attivano la metacognizione, perché chi scrive rilegge il proprio testo con occhi nuovi; 
  • potenziano la competenza comunicativa, perché si impara a formulare feedback utili e rispettosi; 
  • sviluppano senso critico e capacità autovalutativa, fondamentali per diventare scrittori consapevoli; 
  • promuovono la collaborazione, rendendo la classe una comunità di apprendimento autentica. 

Nella pratica delle consulenze, gli studenti sperimentano cosa significhi davvero scrivere per qualcuno: la scrittura si libera dall’ansia del giudizio dell’insegnante, diventa un atto comunicativo reale e finalizzato al miglioramento del “pezzo”. 

 

Un ambiente di apprendimento democratico 

Sia nel laboratorio di lettura che in quello di scrittura, la valutazione tra pari si è rivelata essenziale per promuovere un ambiente partecipativo. Non si tratta semplicemente di

“aiutare il compagno”, ma di prendere parte in prima persona al processo di apprendimento proprio e altrui: da un lato si riconosce l’impegno del compagno e dall’altro si impara a prendere in considerazione le critiche come occasioni di crescita. 

I momenti di valutazione tra pari, guidati e vissuti in un clima di fiducia, possono trasformare l’intero ambiente di apprendimento perché liberati dalla logica del voto come sentenza: in questo modo l’alunno si sente realmente protagonista attivo del proprio percorso, diventa capace di riflettere su quanto sta facendo e affina le sue abilità di scrittore, inoltre sente di avere un ruolo importante nel miglioramento dei suoi compagni. 

Attraverso il laboratorio di lettura e scrittura, anche utilizzando queste pratiche valutative, l’agire didattico riscopre il suo compito più autentico: quello di educare cittadini consapevoli, critici e solidali.

 

Catia Curina. Insegno alla Scuola Secondaria di I grado in una scuola di Osimo, in provincia di Ancona. Fare l’insegnante è stato sin da bambina il mio sogno nel cassetto e la lettura è da sempre la mia fedele compagna di viaggio. Mi piace studiare, mettermi in discussione e sperimentare, alla perenne ricerca della strada migliore.

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1 thought on “Valutare per imparare: il valore della valutazione tra pari nel laboratorio WRW”

  • Grazie Catia! Quest’ articolo è davvero illuminante e prezioso. Soprattutto perché aiuta a non dimenticare che il WRW è un ecosistema complesso, non una serie di attività, all’ interno del quale è possibile favorire la crescita di scrittori e lettori e cittadini consapevoli. Costruire un ambiente di apprendimento come quello che hai descritto muove ed orienta la mia pratica riflessiva! Grazie

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