Due lune. Percorso di lettura aperto alla pluralità dei punti di vista

Questo fanno le narrazioni: ti impongono lo sguardo sulla realtà e anche se gli occhi rimangono i tuoi, i parametri con cui osservi non ti appartengono più. È il motivo per cui di storie ne servono molte, moltissime, per non diventare schiavi di un solo punto di vista sulle cose.1
Non giudicare i tuoi vicini fino a quando avrai camminato due lune nei loro mocassini.2
Fratture, Azzurra d’Agostino3
Ho letto in un saggio che ci sono degli antropologi
che per parlare di violenza studiano le fratture
sui resti umani di secoli e secoli fa, inumati per il caso.
Dalle polveri di uno scavo archeologico lo svaso
di fosse su fosse aperte a San Miniato hanno
dato decine di scheletri medievali.
Sembrano all’apparenza uguali, ma poi
c’è una differenza, una piccola cosa corrotta:
sui corpi di donne si vede che spesso l’ulna è rotta.
Gli studiosi la chiamano ‘frattura da parata’
ovvero l’alzata di un braccio a proteggere il capo, il viso.
Quello che abbiamo allora è forse
il corpo di qualcuno ucciso
senza spada, senza armi, ma picchiato da vicino,
è questo che quel corpo da secoli può mostrarmi.
Passavano nel VI secolo sulla strada crocevia
tra Firenze, Pisa, Lucca e Siena
i virili eserciti che si contendevano la Tuscia.
E mostrano fratture pregresse
e guarite, ferite di armi da taglio sulle coste
traumi che lasciano immaginare
guerre e razzie, corazze robuste.
Non si parla nei libri di storia di ulne e storture
quelle sono faccende domestiche, piccole
se ne stanno in casa chiuse, sicure.
Premessa pedagogica e educativa: il quadro teorico e valoriale che sostiene il progetto
L’ingiustizia epistemica
Mentre sto lavorando a questo progetto, il mio esame finale per il corso di UniBo Prospettive di genere nella didattica delle discipline4, vengono rese note le tracce della prima prova di maturità: tra i sette testi da analizzare e commentare, uno solo è scritto da una donna, una giornalista tedesca. Si tratta di una riflessione sulla capacità dell’infanzia di meravigliarsi, nata mentre l’autrice osserva le reazioni della figlia piccola. L’articolo originale ha un taglio scientifico, tratta della funzione evolutiva del sentimento di meraviglia, ma per la traccia è stato scelto solo un estratto molto evocativo. Nell’anno dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne, è questa l’unica voce femminile che viene scelta: una madre angelo del focolare. Non è andata né meglio né peggio dei decenni precedenti: la cultura sembra esprimersi dal punto di vista di un unico genere, e lo accettiamo. Le autrici, italiane o straniere, non sono rappresentate tanto quanto gli autori nelle antologie né del primo né del secondo grado. La situazione è ancora più discriminante se consideriamo i manuali di letteratura del triennio del secondo grado: il canone letterario è sostanzialmente composto di voci maschili persino per la poesia, tradizionalmente l’unico ambito in cui le voci femminili sono state accolte come in un perimetro più confacente alla loro presunta propensione a interpretare i sentimenti.
Nel corso abbiamo analizzato i diversi modi in cui la nostra società riproduce gli stereotipi e le discriminazioni legate al genere. Infatti, anche i prodotti culturali di cui fruiscono i ragazzi e le ragazze nel tempo libero non sono molto dissimili dal canone letterario che la scuola diffonde: nei video sui social, nei reality show, nei film, nelle serie TV, nel panorama musicale, ragazze e donne sono presenti in minoranza o definite da caratterizzazione prevalentemente legata agli stereotipi di genere. Le content creators si occupano soprattutto di cosmesi, cucina e moda; le protagoniste dei teen drama sono alla ricerca dell’amore o affrontano soprattutto conflitti interiori e nella sfera familiare; le cantanti, che lo vogliano o no, vengono giudicate sempre per come esibiscono il loro corpo, e solo in seconda battuta per la loro capacità, anche quando hanno avuto una carriera decennale e degli incassi superiori al PIL di una nazione intera. E’ una questione di potere, e gli ambienti culturali non ne sono affatto esenti.
Questa rappresentazione univoca è una distorsione rispetto alla realtà e ha l’effetto di garantire la riproduzione di pregiudizi secolari su chi è l’unico soggetto capace di creare cultura: un uomo bianco, europeo, eterosessuale e abile (pensiamo a tutto quello che si è detto e scritto sulla salute di Giacomo Leopardi) ma ormai defunto. Quando noi docenti leggiamo in classe testi di autori e autrici viventi, l’effetto è di grande sorpresa perché il messaggio implicito è dirompente: anche nel presente esistono persone che scrivono per mestiere! E se esistono, possiamo anche noi immaginarci scrittori e scrittrici. Per superare l’ingiustizia epistemica, che riconosce un solo modello di intellettuale, ogni persona deve essere ritenuta in grado di produrre cultura; nell’ambito scolastico significa che a ogni studente va data la possibilità di immaginarsi capace di farlo. Il primo passo è quindi poter fruire di narrazioni ampie e plurali (bibliodiversità), ovvero un repertorio di modelli umani di ogni tipo a cui attingere. Solo così tutti e tutte possono appropriarsi delle parole adatte per conoscere a fondo la propria esperienza e riuscire a comunicarla con la scrittura.
Il reading workshop come pratica educativa oltre che didattica
Nell’aula di chi applica il laboratorio di lettura e scrittura è presente una biblioteca di svariati volumi sempre a disposizione per la lettura individuale. Cerchiamo di proporre temi, culture e stili di tante tipologie, e le classi accolgono volentieri l’invito a sfidarsi, a uscire dalla comfort zone.
Tuttavia, solo ultimamente ho osservato un problema che prima non avevo mai considerato: nei testi delle mie classi non compaiono mai personaggi che non siano bianchi, ad esempio. Anche quando alunni e alunne nere o asiatiche scrivono testi autobiografici, non ci sono mai accenni a battute o discriminazioni o micro-aggressioni di cui io stessa sono stata testimone o che proprio loro mi hanno raccontato. Sono rarissimi i riferimenti a tradizioni famigliari o feste delle culture d’origine. È il medesimo processo che ha vissuto la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie e che racconta nel suo Ted Talk Il pericolo di un’unica storia5: l’autrice di origini nigeriane iniziò a scrivere da bambina, e solo in seguito si accorse che i personaggi che inventava nei suoi racconti erano sempre bianchi, come quelli delle storie che leggeva.
Nella scuola pubblica, gli e le studenti dividono gli spazi e le esperienze, e co-costruiscono il significato che ne possono ricavare. La ricchezza delle individualità che si incontrano in questi anni di crescita rischia di non emergere se la didattica è solo frontale e non tiene conto del contributo di ogni individuo. È prioritario che ragazzi e ragazze sviluppino la capacità di decostruire il sapere non neutrale che ricevono dalla didattica tradizionale. Il contributo della didattica della letteratura, italiana e mondiale, è presentare voci femminili potenti, quelle che non sono entrate nel canone per una serie di ragioni che nulla hanno a che fare con la qualità. Leggere i testi di autrici eccezionali porterà a ampliare l’immaginario dei giovani lettori e lettrici, creando un movimento virtuoso verso la ricerca di altre voci marginalizzate o del tutto assenti. Per questo, occorre offrire anche la produzione di autori che hanno saputo, e voluto, rappresentare donne e ragazze, ma anche uomini e ragazzi, che non siano ingabbiati nei ruoli tradizionali.
Fornire rappresentazioni ampie è un primo passo necessario per educare a accogliere la propria e l’altrui identità, ma non è sufficiente: dobbiamo modificare sia i contenuti della didattica sia le modalità. L’educazione alla parità di genere deve essere veicolata da metodologie non trasmissive o verticali. Le esperienze che proponiamo devono non solo decostruire gli stereotipi ma anche pensare spazi in cui ognuno e ognuna si senta coinvolta, risultando trasformative oltre che formative. La letteratura offre contemporaneamente l’opportunità di leggere noi stessi come di fronte a uno specchio, in cui riconosciamo e nominiamo i nostri sentimenti e pensieri, ma anche di interpretare le reazioni e le scelte degli altri, fornendoci una finestra sull’interiorità di chi ci vive accanto. Quindi il lavoro di interpretazione dei significati deve essere a sua volta collaborativo, valorizzando il contributo di ognuno invece di lasciare spazio soltanto alle analisi già costruite nell’ambito della critica professionale. Il WRW crea proprio un ambiente che favorisce un confronto orizzontale.
Rappresentazioni narrative oltre gli stereotipi nei racconti di Michela Murgia
Mi sono chiesta che cosa potrei implementare, allora, affinché alunni e alunne scelgano consapevolmente di non ripetere “un’unica storia”? Se la letteratura è un ambito privilegiato in cui osservare le relazioni, la crescita e la costruzione del sé, dunque anche gli strumenti di analisi devono focalizzarsi su questi aspetti, mettere in luce le diversità. Non si tratta, ovviamente di strumentalizzare la letteratura, di “usare” un libro o un racconto per parlare di un tema, per fare una lezione di educazione civica. Questi approcci sono inefficaci e, anzi, controproducenti. La lettura di buoni testi è educazione a entrare in una storia affinando anche gli strumenti di riflessione su quali uomini e donne vengono rappresentate, in costante connessione con la propria interiorità e esperienza di vita. Nel modulo che presento, le strategie di lettura sono state selezionate proprio per approfondire la comprensione di personaggi e personagge, dei loro conflitti e cambiamenti durante l’arco narrativo. Per questo sono fondamentali testi che offrono diversi punti di vista, per sviluppare un pensiero intersezionale6.
Sto costruendo, insieme alle colleghe, dei repertori di racconti e poesie che rispondono a tali requisiti. In questo contributo, per venire incontro alle necessità della secondaria di primo e di secondo grado, consiglio di sperimentare le strategie sui racconti della raccolta postuma di Michela Murgia, Anna della pioggia. Il curatore del volume – Alessandro Giammei – ha riunito testi nati per occasioni molto varie, testimonianze della capacità dell’autrice di cogliere, e restituire, la ricchezza di sfumature dello spettro dell’umano. Sono diversi non solo i personaggi e le ambientazioni, ma anche lo stile, la tipologia e il registro linguistico di ogni racconto. Mi limito a fornire un saggio di quelli più brevi e accessibili.
L’eredità, una lettera di un figlio al padre. In poche frasi, l’uomo ricostruisce il rapporto fra di loro a partire dalla sua infanzia. La complessità della sintassi cresce progressivamente, accompagnando la costruzione della propria identità.
Angela, ritratto di una ragazza schizzato in fretta attraverso un sogno a occhi aperti.
Odabella e Elena di Troia, affascinanti esperimenti di una ventriloqua capace di interpretare con originalità e realismo anche personalità letterarie della tradizione.
La vedova nera, una donna sfuggente, costruita con ritmo incalzante tra dialogo e monologo interiore, fino alla fulminante battuta di chiusura.
Sono protagoniste anche molto distanti da quelle dei romanzi e dei graphic novel della nostra biblioteca di classe. Da insegnanti, abbiamo constatato più volte che un’adolescente ha maggiore interesse per una storia quando trova un punto di contatto proprio con il protagonista. Tuttavia, la finalità di questo percorso di analisi è smontare la convinzione che quel punto di contatto significhi in tutto e per tutto immedesimarsi, accomodarsi con agio “nei panni di…”. La letteratura, in realtà, può darci un’esperienza molto più arricchente: riconoscerci in ogni sentire umano, e non solo. Ma è necessario sviluppare un dialogo con le pagine, non sfuggire dagli interrogativi che ci si aprono.
Le strategie di lettura
Di seguito, le strategie di lettura che mi sembrano gli strumenti più efficaci per avviare quel dialogo (che ho tradotto e riadattato, durante la pratica in classe, dai testi di Serravallo citati in bibliografia).
1- Pensa a come si sente
-
Immagina di essere nella stessa situazione che vive il o la protagonista o prova a ricordare se anche tu l’hai vissuta.
-
Pensa a come si sente e individua le parole per descrivere i suoi sentimenti. Eccone alcune: spaventata, preoccupata, felice, stupita, nervosa, triste, eccitata, impaziente, arrabbiata, grata, delusa, divertita, lusingata, annoiata, invidiosa, sola, annoiata, impaurita, orgogliosa, sicura, forte, coraggiosa…
-
Osserva le sue parole: che sentimenti esprimono?
-
Rileggi la scena: come ti sentiresti tu se fossi al suo posto?
2- Entra nella parte
Interpretate una scena per capire meglio le scelte dei personaggi. Assegnate fra di voi dei ruoli, come su un set.
-
recitate la scena col corpo, il viso e la voce.
-
cercate i verbi di attribuzione per comportarvi proprio come i personaggi: urlò, bisbigliò, disse tremando, balbettò, chiese con gli occhi bassi, affermò decisa…
Fate una riflessione in plenaria tra attori e attrici e il pubblico: ora che avete vissuto la scena, cosa capite meglio dei personaggi? Che cosa pensate di loro, delle loro scelte e delle loro reazioni?
3- Reazioni al conflitto
Fermati al momento del conflitto nella storia e osserva quello che accade al o alla protagonista: come si comportano con lui o lei gli altri personaggi? Succedono cose positive o negative? Come reagisce? Ti aspettavi questa reazione o no?
-
come si comportava prima di questo conflitto o problema? Ora qualcosa è cambiato?
-
che motivazioni aveva prima il suo comportamento?
-
che motivazioni ha il suo comportamento dopo il problema?
-
descrivi come si comporta prima e dopo, per fa capire la sua personalità complessa.
4- Contrasti e contraddizioni
Identifica i desideri e gli obiettivi che vuole raggiungere il o la protagonista. Chiediti se queste motivazioni sono in sintonia fra loro o sono contrastanti.
-
elenca le varie motivazioni che animano le azioni del o della protagonista
-
qualcuna di queste motivazioni è in sintonia o noti delle contraddizioni?
-
quali scelte dovrebbe fare secondo te? Che suggerimenti daresti?
-
come si comporta quando le sue motivazioni vanno in contrasto? Come definiresti le sue scelte?
Considera le sue scelte rispetto ai contrasti che vive, e prova a descrivere la sua personalità.
5- Le regole del loro mondo
Definisci le regole sociali a cui deve adeguarsi il o la protagonista, dal contesto più ristretto a quello più ampio. Identifica tre contesti di vita: MICRO, MEDIO e MACRO. MICRO: la famiglia e gli amici. MEDIO, cioè città o gruppo sociale o altri gruppi che frequenta (scuola, gruppi sportivi o culturali). MACRO: la situazione storica, politica e culturale oppure l’ambiente geografico.
In ognuno, scrivi le risposte alle domande-guida. Quali sono le regole implicite? Quali sono i ruoli di ognuno? Chi è rispettato e chi no? Cosa è permesso e cosa no? Quali sono i rapporti fra le diverse età e i diversi generi?
Quanto influiscono questi contesti sulla sua vita e le sue scelte? Quando entra in diversi contesti, incontra regole diverse?
Questo modulo di lettura diverso dal solito può essere proposto a inizio anno per recuperare e rilanciare le pratiche del laboratorio. Ho preparato anche le strategie di scrittura, soprattutto quelle della fase di raccolta delle idee che ritengo valide per individuare conflitti e temi davvero cogenti per le mie classi. Per capirci: vorrei che nei loro racconti diminuisse la frequenza di protagonisti totalmente estranei alla loro realtà, che vivono a New York e che hanno il solo obiettivo di trovare l’anima gemella. Si tratta di strategie che non ho mai sperimentato e ne scriverò dopo aver valutato l’esito in classe.
Bibliografia e link a risorse utilizzate
Sul pensiero femminista:
- FEMMINISMI. Un’antologia contemporanea, Rossella Ghigi (a cura di), Einaudi, Torino, 2025
- IL FEMMINISMO NON E’ UN BRAND, Jennifer Guerra, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2024
- STAI ZITTA E ALTRE NOVE FRASI CHE NON VOGLIAMO PIU’ SENTIRE, Michela Murgia, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2021
- LA PAROLA FEMMINISTA, Vanessa Roghi, Mondadori, Milano, 2024
Sulla letteratura femminile e femminista:
- MAESTRE, Carolina Capria, HarperCollins, Milano, 2025
- FERITE DI PASSIONE, Una vita di scrittura, bell hooks, Il Saggiatore, Milano, 2025
- Collana STORIE NELLA STORIA, AA VV, Settenove, Cagli (PU), 2018
Podcast:
- Al mio cuore di domenica, Carolina Capria
- Sputiamo su Holden, Mariella Martucci
Sulla società plurale e democratica:
- PEDAGOGIA IMPEGNATA E DECOLONIALE, bell hooks, a cura di Lavinia Bianchi, Editrice Morcelliana, Brescia, 2024
- CHIAMAMI COSI’, Vera Gheno, Il Margine, Trento, 2021
- IL PERICOLO DI UN’UNICA STORIA, Chimamanda Ngozi Adichie, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2020
- FORTUNATAMENTE NERA, Nogaye Ndiaye, HarperCollins, Milano, 2023
- IL TIROCINIO DELLA DEMOCRAZIA, UNA GENEALOGIA PER LA SCUOLA DEL PRESENTE, Vanessa Roghi, Il Margine, Trento, 2023
- LETTERA DI UNA MADRE AFRODISCENDENTE ALLA SCUOLA ITALIANA, Marilena Umuhoza Delli, People, Busto Arsizio (VA), 2023
Sulla metodologia Writing and Reading Workshop:
- WRITING STRATEGIES BOOK, Jennifer Serravallo, Heinemann, Portsmouth (NH), 2017
- THE READING STRATEGIES BOOK 2.0, Jennifer Serravallo, Heinemann, Portsmouth (NH), 2023
Note
1- Michela Murgia, Anna della pioggia, Torino, Giulio Einaudi editore, 2025, p. 102
2- Proverbio attribuito ai popoli nativi americani, citato nel romanzo di Sharon Creech, Due lune, Milano, Mondadori, 2015.
3- Azzurra d’Agostino, Cosmic latte,Milano, Marcos y Marcos, 2025.
4- Ho presentato questo progetto didattico come lavoro conclusivo del corso di Alta formazione Prospettive di genere nella didattica delle discipline, ideato dal Centro Studi sul Genere e l’Educazione (CSGE) presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” e diretto dalla professoressa Federica Zanetti, Università di Bologna, a. a. 2025/26.
5- Il video del talk è disponibile online ed è diventato poi un volumetto, pubblicato da Einaudi con il medesimo titolo.
6- Per una ampia definizione di questo concetto: Femminismo intersezionale o perché questa lotta è anche tua – #Intersezioni 2 – Non Una Di Meno
Questo fanno le narrazioni: ti impongono lo sguardo sulla realtà e anche se gli occhi rimangono i tuoi, i parametri con cui osservi non ti appartengono più. È il motivo per cui di storie ne servono molte, moltissime, per non diventare schiavi di un solo punto di vista sulle cose.1
Non giudicare i tuoi vicini fino a quando avrai camminato due lune nei loro mocassini.2
Fratture, Azzurra d’Agostino3
Ho letto in un saggio che ci sono degli antropologi
che per parlare di violenza studiano le fratture
sui resti umani di secoli e secoli fa, inumati per il caso.
Dalle polveri di uno scavo archeologico lo svaso
di fosse su fosse aperte a San Miniato hanno
dato decine di scheletri medievali.
Sembrano all’apparenza uguali, ma poi
c’è una differenza, una piccola cosa corrotta:
sui corpi di donne si vede che spesso l’ulna è rotta.
Gli studiosi la chiamano ‘frattura da parata’
ovvero l’alzata di un braccio a proteggere il capo, il viso.
Quello che abbiamo allora è forse
il corpo di qualcuno ucciso
senza spada, senza armi, ma picchiato da vicino,
è questo che quel corpo da secoli può mostrarmi.
Passavano nel VI secolo sulla strada crocevia
tra Firenze, Pisa, Lucca e Siena
i virili eserciti che si contendevano la Tuscia.
E mostrano fratture pregresse
e guarite, ferite di armi da taglio sulle coste
traumi che lasciano immaginare
guerre e razzie, corazze robuste.
Non si parla nei libri di storia di ulne e storture
quelle sono faccende domestiche, piccole
se ne stanno in casa chiuse, sicure.
Premessa pedagogica e educativa: il quadro teorico e valoriale che sostiene il progetto
L’ingiustizia epistemica
Mentre sto lavorando a questo progetto, il mio esame finale per il corso di UniBo Prospettive di genere nella didattica delle discipline4, vengono rese note le tracce della prima prova di maturità: tra i sette testi da analizzare e commentare, uno solo è scritto da una donna, una giornalista tedesca. Si tratta di una riflessione sulla capacità dell’infanzia di meravigliarsi, nata mentre l’autrice osserva le reazioni della figlia piccola. L’articolo originale ha un taglio scientifico, tratta della funzione evolutiva del sentimento di meraviglia, ma per la traccia è stato scelto solo un estratto molto evocativo. Nell’anno dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne, è questa l’unica voce femminile che viene scelta: una madre angelo del focolare. Non è andata né meglio né peggio dei decenni precedenti: la cultura sembra esprimersi dal punto di vista di un unico genere, e lo accettiamo. Le autrici, italiane o straniere, non sono rappresentate tanto quanto gli autori nelle antologie né del primo né del secondo grado. La situazione è ancora più discriminante se consideriamo i manuali di letteratura del triennio del secondo grado: il canone letterario è sostanzialmente composto di voci maschili persino per la poesia, tradizionalmente l’unico ambito in cui le voci femminili sono state accolte come in un perimetro più confacente alla loro presunta propensione a interpretare i sentimenti.
Nel corso abbiamo analizzato i diversi modi in cui la nostra società riproduce gli stereotipi e le discriminazioni legate al genere. Infatti, anche i prodotti culturali di cui fruiscono i ragazzi e le ragazze nel tempo libero non sono molto dissimili dal canone letterario che la scuola diffonde: nei video sui social, nei reality show, nei film, nelle serie TV, nel panorama musicale, ragazze e donne sono presenti in minoranza o definite da caratterizzazione prevalentemente legata agli stereotipi di genere. Le content creators si occupano soprattutto di cosmesi, cucina e moda; le protagoniste dei teen drama sono alla ricerca dell’amore o affrontano soprattutto conflitti interiori e nella sfera familiare; le cantanti, che lo vogliano o no, vengono giudicate sempre per come esibiscono il loro corpo, e solo in seconda battuta per la loro capacità, anche quando hanno avuto una carriera decennale e degli incassi superiori al PIL di una nazione intera. E’ una questione di potere, e gli ambienti culturali non ne sono affatto esenti.
Questa rappresentazione univoca è una distorsione rispetto alla realtà e ha l’effetto di garantire la riproduzione di pregiudizi secolari su chi è l’unico soggetto capace di creare cultura: un uomo bianco, europeo, eterosessuale e abile (pensiamo a tutto quello che si è detto e scritto sulla salute di Giacomo Leopardi) ma ormai defunto. Quando noi docenti leggiamo in classe testi di autori e autrici viventi, l’effetto è di grande sorpresa perché il messaggio implicito è dirompente: anche nel presente esistono persone che scrivono per mestiere! E se esistono, possiamo anche noi immaginarci scrittori e scrittrici. Per superare l’ingiustizia epistemica, che riconosce un solo modello di intellettuale, ogni persona deve essere ritenuta in grado di produrre cultura; nell’ambito scolastico significa che a ogni studente va data la possibilità di immaginarsi capace di farlo. Il primo passo è quindi poter fruire di narrazioni ampie e plurali (bibliodiversità), ovvero un repertorio di modelli umani di ogni tipo a cui attingere. Solo così tutti e tutte possono appropriarsi delle parole adatte per conoscere a fondo la propria esperienza e riuscire a comunicarla con la scrittura.
Il reading workshop come pratica educativa oltre che didattica
Nell’aula di chi applica il laboratorio di lettura e scrittura è presente una biblioteca di svariati volumi sempre a disposizione per la lettura individuale. Cerchiamo di proporre temi, culture e stili di tante tipologie, e le classi accolgono volentieri l’invito a sfidarsi, a uscire dalla comfort zone.
Tuttavia, solo ultimamente ho osservato un problema che prima non avevo mai considerato: nei testi delle mie classi non compaiono mai personaggi che non siano bianchi, ad esempio. Anche quando alunni e alunne nere o asiatiche scrivono testi autobiografici, non ci sono mai accenni a battute o discriminazioni o micro-aggressioni di cui io stessa sono stata testimone o che proprio loro mi hanno raccontato. Sono rarissimi i riferimenti a tradizioni famigliari o feste delle culture d’origine. È il medesimo processo che ha vissuto la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie e che racconta nel suo Ted Talk Il pericolo di un’unica storia5: l’autrice di origini nigeriane iniziò a scrivere da bambina, e solo in seguito si accorse che i personaggi che inventava nei suoi racconti erano sempre bianchi, come quelli delle storie che leggeva.
Nella scuola pubblica, gli e le studenti dividono gli spazi e le esperienze, e co-costruiscono il significato che ne possono ricavare. La ricchezza delle individualità che si incontrano in questi anni di crescita rischia di non emergere se la didattica è solo frontale e non tiene conto del contributo di ogni individuo. È prioritario che ragazzi e ragazze sviluppino la capacità di decostruire il sapere non neutrale che ricevono dalla didattica tradizionale. Il contributo della didattica della letteratura, italiana e mondiale, è presentare voci femminili potenti, quelle che non sono entrate nel canone per una serie di ragioni che nulla hanno a che fare con la qualità. Leggere i testi di autrici eccezionali porterà a ampliare l’immaginario dei giovani lettori e lettrici, creando un movimento virtuoso verso la ricerca di altre voci marginalizzate o del tutto assenti. Per questo, occorre offrire anche la produzione di autori che hanno saputo, e voluto, rappresentare donne e ragazze, ma anche uomini e ragazzi, che non siano ingabbiati nei ruoli tradizionali.
Fornire rappresentazioni ampie è un primo passo necessario per educare a accogliere la propria e l’altrui identità, ma non è sufficiente: dobbiamo modificare sia i contenuti della didattica sia le modalità. L’educazione alla parità di genere deve essere veicolata da metodologie non trasmissive o verticali. Le esperienze che proponiamo devono non solo decostruire gli stereotipi ma anche pensare spazi in cui ognuno e ognuna si senta coinvolta, risultando trasformative oltre che formative. La letteratura offre contemporaneamente l’opportunità di leggere noi stessi come di fronte a uno specchio, in cui riconosciamo e nominiamo i nostri sentimenti e pensieri, ma anche di interpretare le reazioni e le scelte degli altri, fornendoci una finestra sull’interiorità di chi ci vive accanto. Quindi il lavoro di interpretazione dei significati deve essere a sua volta collaborativo, valorizzando il contributo di ognuno invece di lasciare spazio soltanto alle analisi già costruite nell’ambito della critica professionale. Il WRW crea proprio un ambiente che favorisce un confronto orizzontale.
Rappresentazioni narrative oltre gli stereotipi nei racconti di Michela Murgia
Mi sono chiesta che cosa potrei implementare, allora, affinché alunni e alunne scelgano consapevolmente di non ripetere “un’unica storia”? Se la letteratura è un ambito privilegiato in cui osservare le relazioni, la crescita e la costruzione del sé, dunque anche gli strumenti di analisi devono focalizzarsi su questi aspetti, mettere in luce le diversità. Non si tratta, ovviamente di strumentalizzare la letteratura, di “usare” un libro o un racconto per parlare di un tema, per fare una lezione di educazione civica. Questi approcci sono inefficaci e, anzi, controproducenti. La lettura di buoni testi è educazione a entrare in una storia affinando anche gli strumenti di riflessione su quali uomini e donne vengono rappresentate, in costante connessione con la propria interiorità e esperienza di vita. Nel modulo che presento, le strategie di lettura sono state selezionate proprio per approfondire la comprensione di personaggi e personagge, dei loro conflitti e cambiamenti durante l’arco narrativo. Per questo sono fondamentali testi che offrono diversi punti di vista, per sviluppare un pensiero intersezionale6.
Sto costruendo, insieme alle colleghe, dei repertori di racconti e poesie che rispondono a tali requisiti. In questo contributo, per venire incontro alle necessità della secondaria di primo e di secondo grado, consiglio di sperimentare le strategie sui racconti della raccolta postuma di Michela Murgia, Anna della pioggia. Il curatore del volume – Alessandro Giammei – ha riunito testi nati per occasioni molto varie, testimonianze della capacità dell’autrice di cogliere, e restituire, la ricchezza di sfumature dello spettro dell’umano. Sono diversi non solo i personaggi e le ambientazioni, ma anche lo stile, la tipologia e il registro linguistico di ogni racconto. Mi limito a fornire un saggio di quelli più brevi e accessibili.
L’eredità, una lettera di un figlio al padre. In poche frasi, l’uomo ricostruisce il rapporto fra di loro a partire dalla sua infanzia. La complessità della sintassi cresce progressivamente, accompagnando la costruzione della propria identità.
Angela, ritratto di una ragazza schizzato in fretta attraverso un sogno a occhi aperti.
Odabella e Elena di Troia, affascinanti esperimenti di una ventriloqua capace di interpretare con originalità e realismo anche personalità letterarie della tradizione.
La vedova nera, una donna sfuggente, costruita con ritmo incalzante tra dialogo e monologo interiore, fino alla fulminante battuta di chiusura.
Sono protagoniste anche molto distanti da quelle dei romanzi e dei graphic novel della nostra biblioteca di classe. Da insegnanti, abbiamo constatato più volte che un’adolescente ha maggiore interesse per una storia quando trova un punto di contatto proprio con il protagonista. Tuttavia, la finalità di questo percorso di analisi è smontare la convinzione che quel punto di contatto significhi in tutto e per tutto immedesimarsi, accomodarsi con agio “nei panni di…”. La letteratura, in realtà, può darci un’esperienza molto più arricchente: riconoscerci in ogni sentire umano, e non solo. Ma è necessario sviluppare un dialogo con le pagine, non sfuggire dagli interrogativi che ci si aprono.
Le strategie di lettura
Di seguito, le strategie di lettura che mi sembrano gli strumenti più efficaci per avviare quel dialogo (che ho tradotto e riadattato, durante la pratica in classe, dai testi di Serravallo citati in bibliografia).
1- Pensa a come si sente
-
Immagina di essere nella stessa situazione che vive il o la protagonista o prova a ricordare se anche tu l’hai vissuta.
-
Pensa a come si sente e individua le parole per descrivere i suoi sentimenti. Eccone alcune: spaventata, preoccupata, felice, stupita, nervosa, triste, eccitata, impaziente, arrabbiata, grata, delusa, divertita, lusingata, annoiata, invidiosa, sola, annoiata, impaurita, orgogliosa, sicura, forte, coraggiosa…
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Osserva le sue parole: che sentimenti esprimono?
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Rileggi la scena: come ti sentiresti tu se fossi al suo posto?
2- Entra nella parte
Interpretate una scena per capire meglio le scelte dei personaggi. Assegnate fra di voi dei ruoli, come su un set.
-
recitate la scena col corpo, il viso e la voce.
-
cercate i verbi di attribuzione per comportarvi proprio come i personaggi: urlò, bisbigliò, disse tremando, balbettò, chiese con gli occhi bassi, affermò decisa…
Fate una riflessione in plenaria tra attori e attrici e il pubblico: ora che avete vissuto la scena, cosa capite meglio dei personaggi? Che cosa pensate di loro, delle loro scelte e delle loro reazioni?
3- Reazioni al conflitto
Fermati al momento del conflitto nella storia e osserva quello che accade al o alla protagonista: come si comportano con lui o lei gli altri personaggi? Succedono cose positive o negative? Come reagisce? Ti aspettavi questa reazione o no?
-
come si comportava prima di questo conflitto o problema? Ora qualcosa è cambiato?
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che motivazioni aveva prima il suo comportamento?
-
che motivazioni ha il suo comportamento dopo il problema?
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descrivi come si comporta prima e dopo, per fa capire la sua personalità complessa.
4- Contrasti e contraddizioni
Identifica i desideri e gli obiettivi che vuole raggiungere il o la protagonista. Chiediti se queste motivazioni sono in sintonia fra loro o sono contrastanti.
-
elenca le varie motivazioni che animano le azioni del o della protagonista
-
qualcuna di queste motivazioni è in sintonia o noti delle contraddizioni?
-
quali scelte dovrebbe fare secondo te? Che suggerimenti daresti?
-
come si comporta quando le sue motivazioni vanno in contrasto? Come definiresti le sue scelte?
Considera le sue scelte rispetto ai contrasti che vive, e prova a descrivere la sua personalità.
5- Le regole del loro mondo
Definisci le regole sociali a cui deve adeguarsi il o la protagonista, dal contesto più ristretto a quello più ampio. Identifica tre contesti di vita: MICRO, MEDIO e MACRO. MICRO: la famiglia e gli amici. MEDIO, cioè città o gruppo sociale o altri gruppi che frequenta (scuola, gruppi sportivi o culturali). MACRO: la situazione storica, politica e culturale oppure l’ambiente geografico.
In ognuno, scrivi le risposte alle domande-guida. Quali sono le regole implicite? Quali sono i ruoli di ognuno? Chi è rispettato e chi no? Cosa è permesso e cosa no? Quali sono i rapporti fra le diverse età e i diversi generi?
Quanto influiscono questi contesti sulla sua vita e le sue scelte? Quando entra in diversi contesti, incontra regole diverse?
Questo modulo di lettura diverso dal solito può essere proposto a inizio anno per recuperare e rilanciare le pratiche del laboratorio. Ho preparato anche le strategie di scrittura, soprattutto quelle della fase di raccolta delle idee che ritengo valide per individuare conflitti e temi davvero cogenti per le mie classi. Per capirci: vorrei che nei loro racconti diminuisse la frequenza di protagonisti totalmente estranei alla loro realtà, che vivono a New York e che hanno il solo obiettivo di trovare l’anima gemella. Si tratta di strategie che non ho mai sperimentato e ne scriverò dopo aver valutato l’esito in classe.
Bibliografia e link a risorse utilizzate
Sul pensiero femminista:
- FEMMINISMI. Un’antologia contemporanea, Rossella Ghigi (a cura di), Einaudi, Torino, 2025
- IL FEMMINISMO NON E’ UN BRAND, Jennifer Guerra, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2024
- STAI ZITTA E ALTRE NOVE FRASI CHE NON VOGLIAMO PIU’ SENTIRE, Michela Murgia, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2021
- LA PAROLA FEMMINISTA, Vanessa Roghi, Mondadori, Milano, 2024
Sulla letteratura femminile e femminista:
- MAESTRE, Carolina Capria, HarperCollins, Milano, 2025
- FERITE DI PASSIONE, Una vita di scrittura, bell hooks, Il Saggiatore, Milano, 2025
- Collana STORIE NELLA STORIA, AA VV, Settenove, Cagli (PU), 2018
Podcast:
- Al mio cuore di domenica, Carolina Capria
- Sputiamo su Holden, Mariella Martucci
Sulla società plurale e democratica:
- PEDAGOGIA IMPEGNATA E DECOLONIALE, bell hooks, a cura di Lavinia Bianchi, Editrice Morcelliana, Brescia, 2024
- CHIAMAMI COSI’, Vera Gheno, Il Margine, Trento, 2021
- IL PERICOLO DI UN’UNICA STORIA, Chimamanda Ngozi Adichie, Giulio Einaudi Editore, Torino, 2020
- FORTUNATAMENTE NERA, Nogaye Ndiaye, HarperCollins, Milano, 2023
- IL TIROCINIO DELLA DEMOCRAZIA, UNA GENEALOGIA PER LA SCUOLA DEL PRESENTE, Vanessa Roghi, Il Margine, Trento, 2023
- LETTERA DI UNA MADRE AFRODISCENDENTE ALLA SCUOLA ITALIANA, Marilena Umuhoza Delli, People, Busto Arsizio (VA), 2023
Sulla metodologia Writing and Reading Workshop:
- WRITING STRATEGIES BOOK, Jennifer Serravallo, Heinemann, Portsmouth (NH), 2017
- THE READING STRATEGIES BOOK 2.0, Jennifer Serravallo, Heinemann, Portsmouth (NH), 2023
Note
1- Michela Murgia, Anna della pioggia, Torino, Giulio Einaudi editore, 2025, p. 102
2- Proverbio attribuito ai popoli nativi americani, citato nel romanzo di Sharon Creech, Due lune, Milano, Mondadori, 2015.
3- Azzurra d’Agostino, Cosmic latte,Milano, Marcos y Marcos, 2025.
4- Ho presentato questo progetto didattico come lavoro conclusivo del corso di Alta formazione Prospettive di genere nella didattica delle discipline, ideato dal Centro Studi sul Genere e l’Educazione (CSGE) presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” e diretto dalla professoressa Federica Zanetti, Università di Bologna, a. a. 2025/26.
5- Il video del talk è disponibile online ed è diventato poi un volumetto, pubblicato da Einaudi con il medesimo titolo.
6- Per una ampia definizione di questo concetto: Femminismo intersezionale o perché questa lotta è anche tua – #Intersezioni 2 – Non Una Di Meno

Docente di lettere presso la Scuola secondaria di I grado G. Fassi di Carpi (MO), è cofondatrice insieme a Jenny Poletti Riz ed Elisa Turrini di “Italian Writing Teachers”. Studiosa in continua ricerca, svolge attività di formatrice sul Writing and Reading Workshop.