Scrivere poesie e scrivere di sé. Percorso poetico in una seconda SSIG

Scrivere poesie e scrivere di sé. Percorso poetico in una seconda SSIG

L’articolo che segue descrive il percorso sul modulo della poesia svolto nell’anno scolastico 2022-2023 nella mia II A.  Innanzitutto una premessa: non è stato semplice operare in questa classe. Non nascondo che sono stati tanti i momenti in cui mi sono sentita frustrata, perché la classe non rispondeva e io avevo ogni giorno tantissimi problemi relazionali, caratteriali e sociali che mi risultavano estenuanti. “Cosa fare?” mi chiedevo. Dovevo essere innanzitutto realistica. L’invito delle Teachers formatrici ad essere “calibrate alle  classi” sono state la mia guida e così sono andata avanti imperterrita, poco ma in modo autentico. Ho iniziato con il modulo della poesia, sperimentando ciò che ho imparato ai corsi Erickson. Ho quindi proposto la poesia autobiografica, legata ad un ricordo, ad un  oggetto caro, e ne sono nate semplici poesie, forse non particolarmente eccezionali ma comunque soddisfacenti sotto il profilo del processo. A giugno si è concluso quest’anno difficile; zaini in aria e felici di andare in vacanza. Io guardavo i miei ormai ex primini con  sorriso sornione perché sapevo che, finiti quell’anno gli esami di terza, mi sarei messa a lavorare per loro, tenendo presente i loro bisogni per “venir fuori” e avevo tanta voglia di farlo. 

A luglio mi sono messa subito a lavorare insieme a due colleghe che avevano deciso anche loro di provare a sperimentare il WRW per l’anno successivo e di questo devo ringraziare Daniela Pellacani che nell’aprile aveva tenuto a Siracusa un corso di formazione, erogato dal Centro Studi Erickson, sull’educazione alla lettura. Non era stato solo un corso, Daniela aveva fatto molto di più: era riuscita  a cambiare la prospettiva, quello che desideravo per la mia scuola. Furono preziosi quei giorni di luglio a progettare insieme alle mie colleghe Rossana Pesce e Roberta Pane, ma anche gli scambi con le altre  due colleghe, Rosaria Cavallaro e Nicoletta Longo.

 

La progettazione del modulo di poesia 

Per la progettazione del modulo di poesia dovevo far riferimento a ciò che i miei alunni e le mie alunne sapevano già e a ciò che avrebbero dovuto sapere. Pensavo alle loro difficoltà, alla loro lotta per sapere chi sono e cosa vogliono. Il mio modello non poteva che essere il  percorso sul modulo poetico svolto da Silvia Pognante. Ho guardato i video caricati sul suo canale Youtube, un suo articolo, “Le  piccole cose che sanno di poesia”, che mi ha aiutato a riflettere sugli obiettivi e ad entrare in classe con lei, a seguire i suoi passi. Gli obiettivi fissati da Silvia calzavano a pennello e li abbiamo fatti nostri, a misura delle nostre classi.

Obiettivi di lettura: 

    • Riconoscere la struttura del testo 
    • Riflettere sull’intenzione comunicativa dell’autore 
    • Saper istituire connessioni con il testo 
    • Soffermarsi sulle proprie impressioni relative a semplici elementi stilistici (lessico sensoriale – metafore – ritmo del testo – personificazioni …) 
    • Riconoscere il ruolo, anche simbolico, del lessico. 

Immersione 

In fase di immersione abbiamo scelto poesie autobiografiche in cui il poeta esprime il proprio io lirico attraverso metafore con elementi naturali o anche dove sono forti i simboli che rimandano alla natura; le poesie devono avere tre caratteristiche: sfidanti, di qualità e in linea con le strategie.  

Le prime quattro minilesson sono state condotte sui passi di Silvia Pognante 

    1. Immagina il testo: i ragazzi sono stati guidati nel visualizzare il testo ed individuarne il significato, l’argomento
    2. Senti cosa sente: i ragazzi si sono soffermati sulle parole della poesia e hanno riflettuto come il poeta sceglie le parole  giuste per esprimere un significato ben preciso
    3. Senti cosa senti: i ragazzi hanno applicato lo schema a Y scrivendo impressioni, connessioni, ma anche si sono posti  domande (lo schema era una strategia già sperimentata l’anno prima).
    4. Senti come suona: abbiamo sperimentato la lettura ad alta voce delle poesie; i ragazzi si sono soffermati sul ritmo, i suoni  e insieme abbiamo costruito significato tra cosa dice il poeta e come lo dice.
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A queste minilesson imprescindibili ne ho aggiunte alcune costruite da Rossana Pesce e da me; devo dire una bella sfida a cui sono stata spinta dalla necessità di fornire ai miei alunni delle strategie calibrate agli obiettivi che ancora dall’anno scorso non mi sembravano raggiunti. 

5- Rintracciare il tema e il messaggio di un testo: leggere una poesia e comprenderne il significato profondo significa essere in grado di rintracciarne il tema ma anche il messaggio, cioè cosa il poeta vuole dirci.
6-  Scoprire i significati nascosti delle parole: per scoprire il significato profondo di una poesia bisogna interpretarne il significato figurato e rintracciarne i simboli.
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7 – il linguaggio dei poeti: la metafora: i poeti per rendere più forte il significato di un’immagine utilizzano la metafora,  leggiamo per rubare il mestiere ai grandi.

 

Prescrittura 

Particolarmente efficace l’organizzatore proposto da Silvia “la ragnatela dell’identità” e poi le Ml “Dal cosa al come” e “Passa al  setaccio”. Soprattutto questa minilezione è stata quella che mi ha regalato più soddisfazioni, confermate poi dai ragazzi stessi che in fase di metacognizione hanno confessato di essersi “sciolti” in questo lampo di scrittura (“quando ho scritto il mio lampo di scrittura, prima sono stata male perché non mi è facile parlare di me stessa”, scrive Tamara; oppure “quando ho scritto il mio lampo di scrittura mi sono resa conto che ci sono aspetti del mio carattere che non mi piacciono” scrive Aurora). Da dire però che io per prima ho  sperimentato le strategie presentate da Silvia e ho fatto modeling, confessandomi io per prima ai miei alunni e alle mie alunne. È stato un momento molto bello perché eravamo comunità. Una precisazione: volutamente ho poi scelto un elemento che non fosse naturale per non influenzare la scelta dei ragazzi che avrebbero invece dovuto scegliere un elemento della natura (per i ragazzi fragili ho però fatto eccezione e hanno scelto un oggetto). 

In fase di scrittura ho invitato i ragazzi, che avevano scelto l’elemento e le parole chiave da cui cominciare la loro bozza, a scrivere. In  consulenza mi sono resa conto che facevano fatica, erano un po’ bloccati e quindi il pomeriggio a casa ho iniziato a chiedermi come  potevo aiutarli. Ho ripreso la mia poesia e ho ripensato a come era nata, come avevo fatto a tradurre il mio elemento in metafora di me (qui una foto del mio taccuino).  

Ecco la minilesson che ne è venuta fuori: Dall’immagine alle parole. Ho visualizzato l’immagine che volevo creare nella  mente del lettore e poi ho applicato una strategia che avevano imparato da lettori nella ML “Scoprire i significati nascosti delle parole”: una tabella a 4 colonne: nella prima la parola chiave, nella seconda il suo significato proprio (lo cercavano sul dizionario), nella terza il significato denotativo e nella quarta il significato che nella propria poesia avrebbe avuto. Questa strategia ha permesso  loro di riflettere sul doppio significato delle parole e su come creare simboli. Mancava però ancora qualcosa, i ragazzi avevano difficoltà a dare un ordine alle loro idee e ho proposto loro una sorta di storyboard (l’ho chiamato poetry board).  

So che non è del tutto canonico presentare tante strategie in una minilezione sola, ma ho agito d’istinto perché sentivo che in bottega avevano bisogno di questo. Ho avuto ragione, perché in quella mattina e in quelle seguenti c’è stato un grande fermento: si respirava un’aria entusiasta. Sempre seguendo il suggerimento di Silvia, abbiamo utilizzato vocabolari, dizionari di sinonimi e contrari. Tra di loro si sono consultati tantissimo sulle scelte lessicali e lo stesso hanno fatto per la scelta dei suoni e del ritmo, leggendosi a vicenda le bozze. Per i suoni ho fornito loro una tabella reperita in rete dalla mia collega Rossana Pesce. 

 

Scrittura 

Dopo questo prolungamento della fase di scrittura, i ragazzi e le ragazze hanno iniziato a scrivere, tra i banchi. In consulenza davo individualmente loro le strategie di cui mi rendevo conto avevano bisogno; nel frattempo era un’occasione per parlare di quello che volevano esprimere di sé, di alcuni aspetti che avevano scoperto, “scoprire” nel senso di togliere il velo. Nel suo process paper, Giuseppe scrive: “Ho parlato spesso in consulenza con la prof e le ho confessato le cose che mi fanno stare male”. 

 

Revisione 

Per la revisione ho fatto riferimento ai consigli di Georgia Head (The Revision Toolbox) adattandoli alle mie esigenze. Ognuno di loro  è stato invitato a “rileggere con lenti diverse” la propria poesia: 

La lente dello sconosciuto:  

    • cosa penserebbe il lettore circa la mia poesia? 
    • cosa vorrebbe cambiare? 
    • quali parti della poesia potrebbero essere oscure o poco chiare? 
    • il lettore capirebbe il tema o il messaggio della mia poesia? 
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La lente del linguaggio 

    • ho usato parole vaghe, generiche, ordinarie
    • ci sono parole che posso eliminare perché non sono necessarie? 
    • ho utilizzato parole che rendessero vivide le immagini? 
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La lente dei sentimenti 

    • può il lettore capire come mi sento? 

La lente dei suoni 

    • concentrati sul suono delle parole: sono i suoni che avevi scelto in prescrittura?  
      rendono il senso che desideravi? c’è qualcosa che stona? Come posso migliorare i suoni? 
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Abbiamo quindi ripreso minilezioni note come “spezza verso e strofe”, “riduci all’osso”, “Il potere dell’io”, “suoni e ritmo”. Le nostre ultime due minilesson prima dell’editing sono state: “Il titolo non è un’etichetta” suggerita da Linda Cavadini, Loretta De Martin e Agnese Pianegiani nell’antologia L’avventura più grande.  

Anche in questa fase sono state tantissime le ML riprese in modo individuale durante le consulenze. 

 

Editing

In questa fase abbiamo ripreso una ML sulla punteggiatura che avevamo fatto l’anno precedente, ma ho capito che l’hanno recepita  meglio perché ciascuno di loro sapeva bene il ritmo che voleva dare alla propria poesia, ma soprattutto riusciva ad ascoltare le pause,  le accelerazioni dentro di sé. 

 

Valutazione 

Cosa ho valutato? Innanzitutto dopo l’immersione avevamo stabilito insieme alla classe quali erano le caratteristiche di una poesia autobiografica di qualità, poi ho formalizzato in modo più strutturato prendendo come modello la tabella presentata da Romina Ramazzotti e Simona Malfatti al Summer school di Roma ad agosto: Contenuto – Processo di scrittura – Strategie –  Lessico –  Editing. Ho aggiunto anche la voce “metacognizione” 

Le poesie? Che dire, un tuffo nel loro io (qui i testi pubblicati). Li ho riconosciuti tutti e tutte: chi sta attraversando un brutto momento per degli attacchi di panico, chi soffre perché cerca di inserirsi in un gruppo e chi è alla ricerca di una forma o chi si sente pieno di offese, pieno come una bottiglia colma. 

La soddisfazione più grande è stata non solo leggere le loro poesie, entrare nel loro io, ma anche guardare il loro processo metacognitivo. Come domande stimolo ho utilizzato il modello proposto dall’antologia L’avventura più grande, adattandole ovviamente al nostro percorso. Non potevo credere a quello che leggevo, erano proprio loro, i miei “impossibili” primini dell’anno prima? Dentro quelle loro riflessioni metacognitive c’era tutto il lavoro dell’anno precedente, innanzitutto il modulo di poesia proposto dal mio primo corso Erickson nel 2021, online, quando mi sembrava impossibile che quel periodo nero del covid mi potesse consentire in seguito di seguire altri corsi in presenza, di partecipare a workshop e soprattutto di sperimentare nelle mie classi, di sedermi accanto  ai miei alunni e guardarli negli occhi e bere i loro sguardi.   

Per concludere: all’inizio ho esordito parlando dell’anno precedente e delle difficoltà che questa classe presentava. Durante il periodo  di accoglienza ho presentato la “Mongolfiera”, un’attività che in “Educare alla lettura” di Jenny Poletti Riz e Silvia Pognante è consigliata in fase di accoglienza per una classe che ha già sperimentato il WRW. Serve a fare un po’ il bilancio di ciò che è stato per  poter riprendere il viaggio, sicuri di conoscere i propri punti di forza e di debolezza. Dopo aver concluso l’attività abbiamo deciso di  lasciare in classe la Mongolfiera e di segnare tutti gli eventi significativi, nel bene e nel male. Il giorno della celebrazione, quando ho consegnato loro gli attestati di merito, abbiamo voluto ricordare questo momento. La definizione “evoluzione poetica” l’hanno scelta loro e a me va bene, va soprattutto bene il termine “evoluzione”. 

 

Nota 

Per la progettazione e sperimentazione di questo modulo, i miei punti di riferimento sono stati: 

    • Laboratorio di parole, blog di Silvia Pognante
    • Corso sulla poesia autobiografica, Linda Cavadini e Maria Aprosio, Corso Erickson on line, Aprile 2021
    • Insegnanti in bottega: dalla scelta dei testi alla creazione di un modulo di lavoro – Simona Malfatti – Romina Ramazzotti Corso Erickson Summer school 29/30 Agosto 2023
    •  Nancie Atwell, In the Middle
    • Georgia Head, The Revision Toolbox
    • Linda Cavadini, Loretta De Martin, Agnese Pianigiani, L’avventura più grande, Sanoma 
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Lisa Manca

Insegno lettere alla scuola secondaria di primo grado a Sortino, un paesino sui monti iblei, in provincia di Siracusa, la mia città natale. Un po’ girovaga per vocazione, ho abitato in varie città italiane prima di fare ritorno definitivo nella mia amata Sicilia. Sono una lettrice appassionata e quando ho scelto di diventare insegnante ho da subito messo al centro della mia attività didattica la lettura e la scrittura perché credo nel potere delle parole e nella possibilità di dare a ciascuno la propria voce. La formazione continua è, per me, parte integrante del mestiere, perché chi insegna non smette mai di essere curioso. E fuori dalla scuola? Famiglia, libri, viaggi e cani!

 

 

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