La grande guida delle strategie di scrittura

Finalmente esce per le Edizioni Centro Studi Erickson La grande guida delle strategie di scrittura. Oltre 300 attività per migliorare l’ideazione e la stesura di un testo, attesissima traduzione del volume di Jennifer Serravallo, una delle principali autrici di riferimento per Italian Writing Teachers. Come per la guida gemella sulla lettura, il volume italiano contiene la prefazione di Jenny Poletti Riz, che riportiamo di seguito. Il volume è disponibile in anteprima sul sito delle edizioni Erickson e sarà presente al Convegno La qualità dell’inclusione scolastica e sociale, prima di essere distribuito nelle altre librerie, dal 14 novembre.
Donald Murray, premio Pulitzer e promotore di una metodologia rivoluzionaria già dagli anni ‘70, scriveva che «la scrittura è qualcosa che va insegnato, non semplicemente assegnato» (1985, p. 4).
Questa affermazione, se accolta e trasformata in azione, ha il potenziale di cambiare il modo in cui è concepito l’insegnamento della scrittura. E il volume di Jennifer Serravallo supporta la stessa visione innovativa, basata su un approccio centrato sul processo, sull’accompagnamento e sull’insegnamento esplicito: a scuola non si devono solo assegnare testi e valutarli, ma si può – e si deve – insegnare a scrivere in modo pratico e rigoroso.
Così si può dare un contributo significativo alla costruzione di una scuola realmente democratica: se si propongono strumenti e tecniche a tutti e a tutte, si offrirà in modo concreto la possibilità a ciascuno e ciascuna di esprimersi, di trovare e far sentire la propria voce nel mondo, anche per cambiarlo, quando serve. Questa è la scuola che vogliamo, seguendo le tracce di tanti maestri e pedagogisti illuminati, tra cui anche Don Lorenzo Milani.
Quando ho iniziato a consultare per la prima volta The Writing Strategies Book di Jennifer Serravallo, ho ritrovato la stessa efficacia e ricchezza che avevo riconosciuto nel volume gemello dedicato alla lettura. Anche qui, le strategie non sono affatto esercizi, ma chiavi per aprire porte, strumenti per costruire, mappe per orientarsi. Sono il come che rende possibile il cosa.
«Se gli obiettivi sono il cosa, le strategie sono il come», scrive infatti Serravallo. Ogni strategia è formulata in modo da essere scomposta in passaggi concreti e attuabili. Questo rende visibile, chiaro e accessibile ciò che gli scrittori esperti fanno in modo naturale, automatico, spesso inconsapevole. È un insegnamento che non si rivolge genericamente alla scrittura, ma a chi scrive. Significa cioè non correggere un elaborato specifico, ma offrire strumenti e consapevolezze per tutti i testi, presenti e futuri.
Per troppo tempo la scrittura è stata considerata come un talento di pochi, oppure come un compito da svolgere e valutare. Ancora oggi è facile inciampare in questa visione, anche perché i docenti si trovano spesso a corto di strumenti concreti e di un quadro metodologico solido. Questo libro offre proprio ciò che serve: un repertorio ricco e fondato sulle evidenze, ma al tempo stesso flessibile e generativo.
Vale la pena sottolineare il valore dell’introduzione del volume, che consiglio vivamente di leggere: rappresenta una guida straordinaria. Con chiarezza e autorevolezza, Serravallo ci mostra come utilizzare le strategie, con quale progressione introdurle, come scegliere la strategia giusta per ogni classe o studente. Bisogna considerare che la loro efficacia è massima all’interno di un ambiente in cui si valorizza la scrittura autentica, autonoma, quotidiana, ma funzionano ovunque, non solo nei contesti in cui si attua l’approccio del Writing and Reading Workshop. Possono essere adottate, adattate e integrate in qualsiasi classe e con qualsiasi curricolo.
Scegliere di insegnare strategie significa anche allenare una mentalità orientata alla crescita: ogni studente sarà in grado di riconoscere che, se qualcosa non gli riesce ancora, saprà cosa osservare, dove trovare strumenti, verso quale obiettivo orientarsi. Le strategie diventano «una struttura di sostegno temporanea», per usare le parole dell’autrice, che sostiene chi scrive finché ce n’è bisogno, e poi scompare sotto traccia, lasciando però un’abilità solida e duratura.
Le strategie, così come sono pensate e presentate in questo libro, sono ancore e ali. Sono tasselli di percorsi concreti, attuabili, pensati per accompagnare chi scrive passo dopo passo e allo stesso tempo per condurre verso una sempre maggiore autonomia. Una volta interiorizzata la loro struttura, sarà possibile per ogni insegnante anche crearne di nuove oppure personalizzare quelle contenute nel volume.
Le strategie possono essere integrate nelle unità didattiche, nei percorsi disciplinari, nella routine di classe. Si può scegliere di condividerle con tutta la classe, oppure proporle in piccoli gruppi o in consulenze individuali. In ogni caso, il cuore della proposta resta lo stesso: uno sguardo che mette al centro la persona che scrive, con i suoi bisogni, le sue idee, la sua voce unica e irripetibile.
Ecco perché questo non è solo un manuale: è un alleato. Un compagno di viaggio prezioso per tutti coloro che credono che scrivere si possa insegnare – e che scrittori si diventa, giorno dopo giorno, insieme.

Insegnante appassionata e bibliofila esagerata, internet dipendente, ha scovato per caso tanti anni fa il libro che ha cambiato per sempre la sua vita, da allora denominato La Bibbia (“In the middle” di Nancie Atwell). Da allora ha studiato e sperimentato il Writing and Reading Workshop entusiasmandosi e parlandone con chiunque capitasse a tiro. Ha poi capito che poteva farlo anche per lavoro ed è diventata formatrice e in seguito ha scritto per Erickson un manuale in cui racconta la sua storia di insegnante-scrittrice. Con incredibile fortuna ha trovato nel suo cammino tante colleghe diventate amiche con cui ha fondato prima un gruppo Facebook e poi una comunità, quella che si esprime proprio qui in modo corale.