Progettare d’estate: dalla visione globale alla macro-progettazione

L’estate, per chi insegna, non è soltanto pausa e riposo: per alcuni è anche il momento in cui la mente torna con calma al lavoro svolto e si può guardare all’anno che verrà con maggiore lucidità, provando a immaginare scenari, tempi, percorsi possibili… Disegnare un cammino che tenga conto degli obiettivi, delle relazioni da costruire, degli imprevisti da prevedere.
Dal calendario alla visione globale
A fine luglio la mia testa aveva già iniziato a pensare a settembre (e ottobre, novembre, dicembre…), però non mi ero ancora messa a tavolino a lavorare alla mia progettazione didattica. Ma non riesco a stare ferma a lungo, quel pensiero aveva bisogno di trovare terreno fertile su cui germogliare.
Il primo passo è stato scaricare il mio fidato calendario annuale (lavorando spesso con il tablet, mi piace questo, ma si può sfruttare anche quello presente nelle varie agende cartacee), segnare in giallo ponti e vacanze e poi contare le settimane piene, annotandole sotto ogni mese. Infine fare il totale, dal quale ho sottratto per precauzione tre settimane (se dovesse invece andare tutto liscio, saranno giorni guadagnati).
In questo modo riesco ad avere una visione globale di quali mesi saranno più impegnativi, quali voleranno veloci e saranno da rincorrere. È un tentativo di prevedere l’imprevedibile. Il risultato del conteggio? 28 settimane piene. Non da riempire, ma da far fruttare, rendere significative.
Analisi dell’anno precedente
Dopo aver calcolato le settimane effettive di lezione, ho dedicato del tempo all’analisi di come è andata con la mia prima (secondaria di I grado), confrontando la progettazione iniziale con quanto effettivamente svolto (nella foto, scritto in verde).

Questo passaggio ha numerosi vantaggi ed è fondamentale per la progettazione dell’anno successivo: mi mostra cosa effettivamente abbiamo fatto (e cosa eventualmente è da recuperare), come ho risposto alle diverse sollecitazioni interne ed esterne alla classe e quando (e perché) abbiamo dovuto apportare cambiamenti.
La mia progettazione estiva, costruita su questo documento, cerca di essere abbastanza dettagliata per le prime settimane e più a maglie larghe via via che ci si allontana dall’inizio.
L’organizzazione del file
Mi piace progettare sfruttando il foglio di calcolo perché mi permette di mantenere in ordine il documento. Nel primo foglio in alto creo una tabella con l’elenco dei moduli (lavoro per blocchi alternando settimane di reading workshop a settimane di writing workshop), l’ipotesi delle settimane necessarie per ogni modulo e il periodo di svolgimento.
Ciò che è scritto in nero è la mia formulazione iniziale, in verde gli aggiustamenti in corsa.
Per l’anno appena concluso, ad esempio, ho calcolato 30 settimane di lavoro pur avendone a disposizione 33: il margine di sicurezza mi ha permesso di inserire senza difficoltà un modulo di educazione civica, di cui (ammetto), mi ero inizialmente dimenticata.
Nella parte sottostante dettaglio i singoli moduli: nome, suddivisione delle settimane in lezioni, una riga per ciascuna, con indicate per parole chiave le attività. So che nelle prime settimane, causa orario non ancora a regime e organico incompleto, ci potranno essere variazioni. Non mi cruccio troppo: avere un percorso già tracciato, materiali pronti, idee chiare mi permette di liberare energie per ciò che davvero conta all’inizio dell’anno, cioè costruire la relazione, base dell’apprendimento.

Dalla vetta alla valle
Un’altra buona pratica riguarda l’approccio agli obiettivi. Prima di scrivere i moduli e le attività, cerco di chiarire gli obiettivi a lungo termine, partendo da quella che chiamo “la vetta” per poi ridiscendere “a valle”.
La domanda fondamentale è: “Cosa voglio che sappiano e sappiano fare alla fine del triennio/dell’anno?” e, connessa a questa, “Cosa mi viene chiesto dalla normativa?”.
Personalmente mi aspetto che abbiano coltivato il piacere della lettura, in autonomia o in condivisione; che sappiano partecipare in modo attivo alle discussioni, esprimendo idee, ascoltando, ponendo domande, collegando e confrontando.
Che sappiano scrivere testi di diverso genere e tipologia, corretti, coerenti, frutto di un processo che parta dalla pianificazione, si arricchisca con la revisione, rientri nella forma con l’editing e arrivi alla pubblicazione.
Che abbiano sperimentato strategie per il coinvolgimento, il monitoraggio, l’autovalutazione e ancora per la comprensione e l’analisi di varie tipologie testuali sotto diversi aspetti (lessico, trama, personaggi, stile…).
Il risultato: la macro-progettazione per la mia seconda
Dopo vari ripensamenti, credo di aver delineato la macro-progettazione per la mia seconda. La grande novità di quest’anno saranno i gruppi di lettura, che introdurrò già in accoglienza in forma concentrata (su alcune poesie o albi) per rinsaldare i legami, crearne di nuovi e favorire l’autonomia.

Alterneremo moduli di RW e WW, con l’eccezione di due moduli RW ravvicinati nel secondo quadrimestre, uno dei quali legato all’incontro con l’autore. Per la scrittura lavoreremo su fiction realistica, testo espositivo (con un approfondimento sulla ricerca online) e autobiografia.
Non mancheranno i momenti di autovalutazione in chiusura di quadrimestre, per riflettere sul percorso e fissare nuovi obiettivi.
In totale, circa 29 settimane di attività, con alcune lezioni cuscinetto che permettono di respirare.
Il prossimo passo sarà pensare più nel dettaglio all’accoglienza e al modulo di lettura ad alta voce, i primi che vivremo in classe: ho ancora qualche settimana di tempo per rifletterci e trovare la combinazione adatta di testi e strategie per ravvivare i legami e rinfrescare la pratica.
Per me progettare in estate non è un esercizio di controllo sul futuro, ma un modo per regalarsi serenità all’inizio dell’anno: avere uno sguardo globale, materiali pronti, idee chiare libera energie preziose per ciò che davvero conta, cioè incontrare la classe e costruire insieme una comunità che ruota attorno alla parola letta e scritta.

Insegnante appassionata, entra sempre in classe con il sorriso. Divora libri e cioccolato. Ama informarsi e apprendere. Cammina tra analogico e digitale in una scuola secondaria di primo grado in provincia di Padova.
Chiara, sintetica, precisa, appassionata! Ma la differenza con i ragazzi la fa ” Alice” quando lavora con loro!
Grazie Fiorenza per questo messaggio! 🙂