Coloriamo le descrizioni

Ci provo. Questo 2022-2023 è l’anno della sperimentazione, del resto. Classe I della scuola secondaria di I grado, 24 tra alunni e alunne, indirizzo sportivo e una professora di italiano in formazione continua. Didattica esperienziale, MCE, benessere scolastico, coordinamento valutazione educativa, coesistenza di stili di apprendimento diversi e… Writing and Reading Workshop!
Nei primi due mesi di scuola ci dedichiamo alla conoscenza reciproca, ci scopriamo poco a poco senza essere mai invadenti né superficiali e stabiliamo le nostre regole per stare bene in classe, sentirci a nostro agio, fare affidamento al gruppo. Nel farlo, leggo ad alta voce il romanzo per ragazzi Il gioco del silenzio, il cui percorso (più o meno) è sintetizzato qui.
Sperimentazione per sperimentazione, quest’anno non ho voluto adottare il libro di antologia e, in accordo con le famiglie, alunni e alunne hanno comprato Skellig, libro che abbiamo iniziato a leggere a metà novembre e che ci accompagnerà fino a Natale: qui trovate il percorso ideato per questa lettura1. Volutamente non l’ho strutturato fino alla fine perché il mio essere educatrice non può più prescindere dalla pedagogia dell’inciampo, per cui “el camino se hace al andar” (Antonio Machado), cioè il percorso si costruisce strada facendo e in continuo ascolto delle esigenze e delle genialità di alunni e alunne.
Parallelamente alla lettura del testo si svolgono diverse minilesson su struttura e funzionamento del laboratorio di scrittura: particolare attenzione viene posto alla valutazione formativa e alla valutazione per l’apprendimento. Insieme analizziamo la griglia presa da Scrittori si diventa di Jenny Poletti Riz.
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Iniziale |
Base |
Intermedio |
Avanzato |
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Prescrittura |
Poco tempo e attenzione dedicati all’ideazione e ai semi gettati. |
Uso piccole quantità di tempo e attenzione dedicate all’ideazione e alla scrittura di getto |
Uso tempo e attenzione adeguati a raccogliere le idee, uso strumenti adeguati (mappe, schemi, schizzi, attivatori, taccuino) |
Uso tempo e attenzione a raccogliere le idee in modo dettagliato e scrupoloso, uso strumenti adeguati (mappe, schemi, schizzi, attivatori, taccuino) |
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Stesura bozze |
Nella stesura della bozza sono poco concentrato/a, non uso gli strumenti del laboratorio né quelle appena imparate in questa UdA. Mi distraggo molto e scrivo per piccole parti di tempo, in modo molto discontinuo. |
Nella stesura della bozza sono concentrato/a a tratti, uso almeno uno degli strumenti del laboratorio e/o uno di quelle appena imparati in questa UdA. Scrivo per piccole parti di tempo, ma mi distraggo in altre. |
Nella stesura della bozza sono concentrato/a per la maggior parte del tempo, uso gli strumenti del laboratorio e anche alcuni di quelli appena imparati nell’UdA. Scrivo per la maggior parte del tempo. |
Nella stesura della bozza sono concentrato/a per tutto il tempo, uso con consapevolezza gli strumenti del laboratorio e le ultime tecniche apprese in questa UdA. Scrivo per tutto il tempo. |
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Revisione |
Non mi dedico alla revisione del testo né effettuo modifiche sul testo in base ai consigli dei compagni o dell’insegnante. |
Ho tentato di migliorare il testo, ma non sono riuscito/a sempre in maniera efficace. Ho però tentato di usare almeno un suggerimento dei compagni o dell’insegnante. |
Ho apportato alcuni miglioramenti al mio testo nella struttura, nei contenuti o nella qualità della scrittura e di aver tradotto in modo efficace alcuni suggerimenti offerti da compagni e insegnante. |
Ho migliorato il mio testo in modo significativo, accogliendo tutti i suggerimenti di compagni e insegnante. |
Ogni alunno / alunna ha un foglio con la griglia e sul retro questa tabella costruita insieme
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Livelli – secondo me |
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Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
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Prescrittura |
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Bozza |
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Revisione |
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Livelli – con la prof. |
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Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
Pezzo finito ______________ ______________ |
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Prescrittura |
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Bozza |
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Revisione |
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La rubrica e la tabella saranno i nostri strumenti per la valutazione dei pezzi finiti.
Una volta messi a disposizione di tutti e tutte gli strumenti necessari ci perdiamo nella lettura, facendo ipotesi, connessioni ed esprimendo idee e consigli.
Quando arriviamo ad una delle prime descrizioni di Skellig parte un piccolo percorso di scrittura:
“Stava seduto con le gambe allungate e la testa appoggiata all’indietro, contro il muro. Era pieno di polvere e ragnatele come tutto il resto e aveva la faccia magra e pallida. I capelli e le spalle erano coperti di mosconi morti. Con la torcia illuminai la faccia bianca e il completo nero. […] La voce gracchiava.”
Complice l’inciampo su una domanda geniale di un’alunna – “Prof, secondo me questa descrizione ci coinvolge perché non è asettica, è viva”- propongo questo testo mentor creato da me.
Colorare le descrizioni
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Descrizione grigia |
Descrizione colorata |
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La gatta Seta Seta è una gatta di circa 9 anni, è prevalentemente nera con delle zone bianche. Ha il pelo medio-lungo e gli occhi verdi; le orecchie sono normali e iniziamo, data l’età, a rimanere senza peli. Spesso Seta dorme in casa e quando vuole esce in giardino per i suoi bisogni. Ha le zampe corte rispetto al resto del corpo e la coda che le arriva quasi fino alla testa. |
Seta, la gatta Seta non è un animale, non è un felino, non è (solo) una gatta: è una regina. Troneggia dall’alto del suo apparente dualismo bianco-nero su qualche mobile in casa, da cui non scende fino a quando le sue necessità fisiologiche non la costringono. Seta è ben salda alla terra, con queste zampotte brevi, ma aspira all’alto grazie alla sua coda lunghissima, che sembra costruire un arco tra il sacro e il profano. Nonostante non sia più di primo pelo, per me rimane sempre bellissima. |
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Nella descrizione grigia le informazioni riportate sono valide per tutti e tutte, sono cioè “oggettive”. |
Nella descrizione colorata ci sono parole che fanno emergere il punto di vista di chi scrive. |



Inizialmente la descrizione colorata non è evidenziata, sono gli alunni e le alunne a fare ipotesi “per differenza” dal testo grigio. Solo dopo mostro il testo evidenziato e ci soffermiamo sulle tecniche utilizzate.
La descrizione della “mia” gatta e le foto funzionano a meraviglia come aggancio emotivo che si trasforma in un seme di scrittura sul taccuino (tradotto: bolgia infernale in cui tutti e tutte vogliono assolutamente raccontare del proprio animale domestico).
Successivamente ci avviamo alla prima stesura della bozza: gli e le studenti sono invitati/e a comporre una descrizione grigia e una colorata di un animale o una persona, tenendo presente il testo mentor e le strategie affrontate. Nelle sessioni successive ci confrontiamo, sperimentando anche le consulenze. Solo alla fine, quando arriva il momento di redigere il pezzo finito, decido di offrire loro un organizzatore grafico, una sorta di pista da seguire già predisposta. Spiego loro che è come un passaggio intermedio, per abituarsi all’editing finale. Quello che ne esce fuori è una sessione di scrittura intensa, partecipata e vivacissima.




Negli ultimi 10 minuti di una sessione ci fermiamo e in un cerchio narrativo domando ai ragazzi e alle ragazze come si trovano, dopo questi primi mesi di scuola secondaria, con questa nuova modalità di leggere e scrivere. Le risposte sono tutte positive e incoraggianti.
“Prima odiavo scrivere perché era noioso farlo, adesso mi sembra che il tempo voli”, Paolo.
“Ero convinto di non essere capace di scrivere in modo ordinato”, Giovanni
“Finalmente posso cancellare e riscrivere quello che avevo scritto e non mi convince più”, Diletta
“Ammazza, quanto sono bravo!” Nicholas.
Saremo sulla buona strada? Io penso di sì, ma in attesa di capirlo…ci divertiamo un sacco!
Note
1- Alcune attività sono tratte dall’articolo Leggere per andare oltre. Una proposta su “Skellig” di David Almond, di Anna Bosia, edito su DIDIT.
Daniela Russo – Innamorata del mare, dei libri e dei gatti, viaggiatrice che odia gli aerei e femminista convinta. Conosciuta come ProfessorA, mi sento attivista civile prima che insegnante, da sempre attenta ai processi, sostenuta dalla pedagogia dell’inciampo e in continua formazione.

Siamo un gruppo di docenti di Lettere della Scuola Primaria, Secondaria di Primo e Secondo grado provenienti da regioni, città e scuole diverse.
Ci accomunano la passione per l’insegnamento, la voglia di metterci in gioco ed il desiderio di fare dei nostri studenti scrittori competenti e “lettori a vita”.