ASCOLTO, OSSERVO, IPOTIZZO, COMPRENDO…LEGGO! SCRIVO!

ASCOLTO, OSSERVO, IPOTIZZO, COMPRENDO…LEGGO! SCRIVO!

LABORATORIO DI LETTURA classe 1° scuola primaria

Lo scorso anno scolastico ho avuto la fortuna di seguire due formazioni relative alla didattica laboratoriale della Lettura condotte da Daniela Pellacani, di cui una interamente in presenza. Stimolata dagli spunti, dalla necessità di sperimentare anche per rispondere alle consegne, dal mio precedente lavoro in classe, a partire da metà aprile ho proposto ai bambini e alle bambine della classe prima dove insegno, la lettura del libro Il tesoro più bello (Janosch, Edizioni Il battello a vapore, Piemme Junior). L’attività ha richiesto fino alla fine dell’anno scolastico.


Dall’inizio dell’anno, grazie alla proposta di albi illustrati, alunne ed alunni si erano abituati a lavorare sulla lettura e alcune strategie erano già routine, perché imparate prima separatamente (es. attività utilizzando i silent book: sfogliare il libro osservando con attenzione le immagini – o guardarle insieme alla LIM –, ripartire dall’inizio fermandosi sulle singole pagine per scoprire i dettagli, condividere interpretazioni e scoprire significati, costruire la narrazione, raccontarsi a coppie la storia, narrare il racconto ascoltato/letto a scuola ad un adulto a casa…). Mi ero servita molto spesso di un lavoro orale comune con appoggio visivo tramite slide e immagini, considerate le numerose difficoltà presenti in classe.

Con questo nuovo percorso, mi sono posta alcuni obiettivi:

  • coinvolgere i bambini guidandoli ad entrare nel testo per andare in profondità, collegando significato, immagini, parole;
  • aiutare a confrontarsi con gli altri per sperimentare l’idea che la lettura apre porte e accende nuove idee;
  • sollecitare la curiosità e la scoperta dei personaggi del racconto per creare legami narrativi;
  • collegare la lettura alle prime forme di scrittura seguendo i “trucchi dello scrittore” scoperti.


Ho letto ad alta voce, proiettando le pagine attraverso la LIM ma anche mostrando il libro stesso, una volta a settimana, nel nostro incontro di laboratorio di 2 ore, per un totale di circa 16 ore. Siamo partiti – come abituati fin dai primi giorni attraverso la lettura degli albi illustrati – dall’analisi della prima di copertina, dei risguardi, della quarta di copertina; i bambini hanno formulato ipotesi sul titolo, sul tipo di storia, sulle prime immagini, sui possibili protagonisti…

Dopo la lettura della prima pagina, ho posto alcune domande di qualità per stimolare il confronto e la
condivisione dei significati; per esempio abbiamo analizzato l’espressione “fame da lupi”.

 

Nello stesso modo, proseguendo nella lettura e fermandomi al momento opportuno, ho chiesto a loro di rispondere alla domanda posta da piccola Tigre: “Tu sai qual è la cosa più bella del mondo?”. Ognuno ha dato la propria risposta, che io ho scritto contemporaneamente in modo che tutti potessero ascoltare e leggere; successivamente abbiamo inserito nel taccuino il patrimonio comune.
Approfittando delle suggestioni offerte dalla narrazione, ho ampliato il pensiero creativo dei miei piccoli chiedendo di trasformare in immagini le parole ascoltate. Ad esempio, come sarà la “torta di pungiglioni d’ape” di cui piccolo Orso è così desideroso?

I bambini lavoravano individualmente sul proprio taccuino, ma al termine, a rotazione, si alzavano e spostandosi in autonomia per la classe a piccoli gruppi, andavano a vedere i disegni dei compagni.

Questa modalità di intervento sul testo, già attivata anche in precedenza, per i bambini è diventata una routine, un modo per esprimere i loro pensieri e condividere idee con gli altri. Nella conversazione che ne è scaturita, è stato bello scoprire che a qualcuno viene l’acquolina in bocca per la frutta e che ci sono gusti uguali ai propri e specialmente che tutti i gusti sono giusti!

Mano a mano che ci addentravamo nel racconto, verificavo la comprensione e sollecitavo la riflessione per far emergere parti significative del racconto.

Per permettere loro di attivare processi di autoverifica, oltre a sollecitare il confronto in gruppo dei ricordi di ciascuno, ho proposto immagini attraverso cui verificare in autonomia e modificare il proprio lavoro se necessario.

Abbiamo notato che ad un certo punto la lettura ripeteva una parola e ho chiesto come mai lo scrittore usava questo “trucco”. I bimbi facilmente hanno intuito come fare e sono stati portati esempi oralmente. Poi alcuni hanno detto che lo sforzo non portava a nulla, per cui abbiamo potuto precisare meglio le frasi che si potevano costruire; ho presentato anche i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa per facilitare un’alunna straniera appena inserita e i bambini più in difficoltà. Poi ogni bambino ha scritto e disegnato.

 

A metà circa del racconto, ho proposto un organizzatore grafico per aiutare a ricostruire e a fissare l’incontro con i diversi personaggi. I bambini hanno ritagliato e incollato le scritte nel riquadro opportuno e disegnato, dopo aver deciso come rappresentare i contenuti (es. la ricchezza=soldi).

Una delle pagine successive del testo, mi ha offerto la possibilità di far scoprire un altro “trucco da scrittore” e di muovere i primi passi nel laboratorio di scrittura.

Lo scrittore dialoga coi suoi personaggi, gli fa delle raccomandazioni… Molti bambini si sono mostrati divertiti da questo fatto e quasi spontaneamente hanno cominciato a “giocare” con la stessa modalità, per cui poi è stato abbastanza semplice chiedere di scrivere gli esempi scaturiti.

 

A questo punto del racconto, avevamo incontrato tutti i personaggi che in un modo o nell’altro avevano interagito con i protagonisti. Ho chiesto di scrivere individualmente su un foglietto giallo, cercando di ricordare la sequenza e gli aspetti che riguardavano ciascun personaggio.
Attraverso questa slide, abbiamo ripercorso gli incontri e ricordato alcuni fatti. Poi i bambini hanno incollato il loro foglietto sul taccuino e scritto i nomi dei personaggi nella giusta sequenza temporale, verificando da soli se il loro ricordo era giusto oppure no.

Ora il racconto offre la possibilità di applicare la strategia COME STANNO I NOSTRI PERSONAGGI? Ponendo le domande opportune (come si sentono a questo punto della storia? Come si sentivano prima di partire? Da cosa lo avete capito? Cosa succederà ora?) ho creato un legame emotivo consentendo connessioni personali. Inoltre, guardando le immagini i bambini hanno potuto formulare delle anticipazioni, attivando intuizione e collegamenti col precedente conosciuto.

Siamo arrivati al finale! Ci siamo collegati al titolo che inizialmente ci indicava che avremmo forse capito
qual era il tesoro più bello… per Orso e Tigre sicuramente è stare insieme. Parlando tra noi, abbiamo scoperto che vi erano pensieri diversi anche su questo: lo stare insieme necessitava venisse spiegato il “con chi”. Le risposte mi hanno commossa, perché, oltre allo stare insieme con gli amici, gli animali, i genitori, la famiglia, i nonni… c’è anche “stare insieme con la maestra”.

Come ultima attività, riprendendo la routine di pensiero MAIN-SIDE-HIDDEN, ho proposto questo attivatore grafico. Ho guidato i bambini ad analizzare gli incontri con i personaggi per ripercorrere gli eventi e costruire una specie di trama. Abbiamo individuato i protagonisti (TRONCO), i personaggi che parlano con loro (RAMI DA SINISTRA A DESTRA, le figure di contorno (NUVOLETTE). Sulle radici abbiamo scritto i “temi” che i bimbi hanno individuato nel racconto.

Bibliografia:

 

Katia Tarozzi – insegno in una scuola primaria in provincia di Bologna; appassionata di didattica e ricerca di strategie per rendere l’apprendimento interessante e avvincente… come un bel libro!
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2 thoughts on “ASCOLTO, OSSERVO, IPOTIZZO, COMPRENDO…LEGGO! SCRIVO!”

  • Complimenti, che bel lavoro!
    In prima ho usato anch’io molto la CAA. Ora siamo in quarta e la conoscono bene, ma non la usano quasi più, anche se leggono ancora i libri scritti con quel linguaggio.
    mAtilda

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