Rimani aderente alla storia

Rimani aderente alla storia

Serravallo’s Summer Reading Camp 2019

Giorno 4

Strategia 11.9 di The Reading Strategies Book “Rimani aderente alla storia”

Oggi vedremo come capire il vocabolario e il linguaggio figurato nei nostri libri. Insegnerò la strategia 11.9 “Stick to your story” (rimani aderente/attaccato alla storia). Maggiori informazioni su cosa aspettarsi dai lettori con V&FL si possono trovare in Understanding Texts and Readers.

Quando leggete, oggi, trovate un punto nel libro in cui l’autore usa un vocabolario o un linguaggio che vi costringe a fermarvi. Provate la strategia, e poi condividete nei commenti la parola o la frase e anche le vostre riflessioni.

Ciao a tutti i “campers”, oggi è il giorno 4 e abbiamo passato una settimana nei nostri libri di narrativa cercando diversi modi per approfondire la nostra comprensione [mostra lo schema del suo libro “The Reading Strategies Book]: abbiamo iniziato dall’impegno, siamo passati alla trama, all’ambientazione e ai personaggi e oggi esploriamo un pochino il lessico e il linguaggio figurato. 

Come dicevo ieri, in classe non salterei, come sto facendo adesso, da un obiettivo all’altro; lo sto facendo per darvi un assaggio dei tanti modi che abbiamo a disposizione per riflettere sui libri e supportare i vostri alunni nella comprensione della lettura.

Una delle cose da tenere in mente riguardo all’area “Vocabolario e linguaggio figurato” è che c’è una grande differenza tra cogliere il senso di una parola o di una frase, saper dare una definizione di una parola e comprendere davvero una parola.

Credo che conoscere il vocabolario e il linguaggio figurato aiuti a capire cosa succede davvero in un episodio della storia, ma allo stesso tempo comprendere una scena aiuta a migliorare la capacità di fare inferenze sul significato di parole e frasi.

Nel testo “Understanding texts and readers” (sempre di Serravallo) per ogni diversa competenza e obiettivo fornisco alcuni esempi di linguaggio degli studenti, di come si esprime uno studente quando veramente capisce e raggiunge quella determinata competenza.

Vi leggerò un piccolo estratto per darvi un’idea di come si esprime uno studente quando capisce a fondo il contesto della storia e, di conseguenza, riesce a dare molto più di una definizione di una parola, riesce a spiegarla.

Qui abbiamo uno studente di quinta elementare che sta scrivendo sul libro “Joey Pigza swallowed the key” [Joey Pigza ingoiò la chiave]; nel libro c’è una frase che dice: 

“Mi sentii come se mancassero solo pochi giorni a Natale”

E il bambino la spiega così: “era così contento ed emozionato perché il dottore gli aveva detto che sarebbe stato bene, dopo aver trovato la medicina giusta, che si sentì come a Natale.”

Quindi non sta ragionando a livello letterale, non sta dando una semplice definizione generale, ma sta pensando alla storia e al contesto e da lì fornisce una spiegazione dell’espressione.

Lasciatemene leggere un altro: questo è un ragazzino di quinta, che sta leggendo il libro “Crash” di Jerry Spinelli e la frase che sta cercando è:

“Adesso c’era una fessura di luce tra di loro come se il mio guscio si stesse sciogliendo”

Man mano che saliamo di grado, alla secondaria o nei romanzi per adolescenti, incontreremo un maggior numero di esempi come questo in cui troviamo sempre più linguaggio poetico e parole e frasi usate in senso figurato.

Quindi, tornando all’interpretazione dello studente, lui scrive: “Quando Crash [il protagonista] pronuncia questa frase intende che il suo nome [nel senso di reputazione] e lui stesso si stanno allontanando, e che il finto Crash [nel senso di personaggio che si è costruito] sta svanendo e il vero Crash sta iniziando a mostrarsi.”

Quindi sta ragionando su questa frase pensando al personaggio inserito nel contesto e nella storia per spiegare davvero cosa significa.

La strategia che ho in mente di affrontare con voi oggi esplora l’idea che questi bambini stanno facendo più di dare una mera definizione ma stanno davvero cercando di spiegare il significato.

Dal mio libro “The reading strategies book”, si tratta della strategia 11.9 che è chiamata “Stick to your story” (Rimani aderente, attaccato alla tua storia”) e qui ecco la strategia (mostra l’infografica):

  1. THINK (pensa): iniziamo scegliendo una parola o una frase sulla quale pensiamo sia importante soffermarsi e rifletterci su, oppure qualcosa che può essere confuso o difficile da capire. Ci fermiamo e pensiamo: “Cosa sta succedendo nella storia?”;
  2. DEFINE (definisci): dopodiché diamo una semplice definizione: questa parola/frase significa… e con una frase ne illustriamo il significato;
  3. EXPLAIN (spiega): infine torniamo indietro e rileggiamo l’episodio, rileggiamo un pochino prima e un pochino dopo la parte in cui la parola o la frase su cui lavoriamo appare, e utilizziamo quel contesto per cercare se esiste un significato più profondo, se il contesto ci fornisce elementi in più per arrivare a una comprensione più profonda di quella parola o frase, per permetterci di spiegarla davvero alla luce del contesto e della storia.

Per mostrarvi questa strategia, utilizziamo un albo illustrato (ieri molti di voi mi hanno detto che gradirebbero alcuni consigli di albi illustrati), un bellissimo libro che si chiama “Dreamers” (sognatori). Assomiglia molto a un poema, una storia raccontata in poesia, ma è in effetti una storia, in cui le immagini raccontano molto; è la storia vera dell’autore, che è emigrato dal Messico verso gli Stati Uniti. Inizia così:

“Ho sognato di te

e mi sei apparsa;

insieme siamo diventati

risplendenti di vita

tu ed io.

Un giorno abbiamo impacchettato le nostre cose

Nel nostro zaino

E abbiamo attraversato il ponte

Esteso come l’universo”.

Mi fermo qui, all’espressione “outstretched like the universe”, “esteso come l’universo” e inizio dal punto 1) della strategia: inizio a pensare a cosa sta succedendo, anche aiutandomi con le immagini.

In questo passaggio succede che lei, la protagonista, è insieme alla sua bambina e sta attraversando un ponte.

Passiamo al punto 2) e definiamo l’espressione “Esteso come l’Universo”, dando una definizione di base, generica: il ponte era davvero lungo, si tratta di un ponte molto lungo.

Al punto 3) torno indietro, rileggo e provo ad usare il contesto per dare una spiegazione più profonda e accurata di questa espressione. 

[rilegge] 

Il ponte è così lungo, e il viaggio che stanno iniziando anche, che si sentono come se stessero attraversando tutto l’universo, uno spazio enorme, non solo un semplice ponte.

Proviamo con un altro passaggio [legge]:

“E quando arrivammo

Dall’altra parte [del ponte, ma anche del loro viaggio]

Assetate, incantate,

impossibilitate a tornare indietro,

diventammo immigrate”.

Mi soffermo su questa parola, “assetate”, e applico la strategia:

  1. Cosa sta succedendo qui? Sono arrivate in questo nuovo luogo, alla loro meta.
  2. Definiamo cosa significa “assetate”: può significare in modo letterale che hanno bisogno di qualcosa da bere, di acqua.
  3. Rileggo e provo a usare il contesto per trovare una spiegazione più articolata: sappiamo che arrivano in questo nuovo luogo, sono incantate, la loro sete magari non è solo letterale ma indica che forse stanno cercando qualcosa, la loro realizzazione, il loro appagamento in qualche maniera, oppure che stanno cercando nuove opportunità, che sono aperte a qualcosa di nuovo e sono pronte a “berselo” tutto, pronte ad affrontare queste nuove esperienze che hanno davanti.

Quindi quando ritrovate nelle vostre letture, nei vostri libri, alcuni passaggi in cui l’autore usa parole e espressioni particolarmente interessanti o che vi suggeriscono di fare una pausa o ancora che trovate un po’ confusi nel significato, non chiari, potete dunque [mostra l’infografica]:

  1. Pensare a cosa sta succedendo;
  2. Provare a dare da soli una definizione generica;
  3. Infine rileggendo provare ad utilizzare il contesto per andare più a fondo e provare davvero a dare una spiegazione della parola e dell’espressione.

Buona lettura a tutti!

 

Grazie a Luca Vaudagnotto per la traduzione, a Loredana Semperlotti per la versione italiana dell’infografica, a Michela Griggio e a Loredana per la revisione.

Condividi


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *