“Leggere, comprendere, condividere” per chi ancora non lo conosce

“Leggere, comprendere, condividere” per chi ancora non lo conosce

Leggere, comprendere, condividere (Pearson, 2021 – qui la scheda editoriale) è uscito la scorsa primavera e da allora è diventato per molti docenti uno dei libri di riferimento per pianificare percorsi di lettura. 

Proprio come scrivono nell’introduzione le autrici Linda Cavadini, Loretta De Martin e Agnese Pianigiani, una volta in mano, la tentazione di attingere qua e là alle strategie è forte: a chi non è capitato? Ma “sarebbe un errore, non perché le strategie non siano valide, ma perché lo diventano solo se inserite in un percorso che ha chiaro da dove si parte e dove si vuole arrivare.” 

Ecco, in queste poche righe, ci sono già alcune indicazioni chiare: il laboratorio di lettura prevede un lavoro di pianificazione; per creare lettori non sono sufficienti attività estemporanee di promozione alla lettura, né da sole risultano incisive le strategie contenute in questo volume. 

Nel libro le autrici ci indicano una strada diversa che mette al centro la lettura a voce alta, la lettura autonoma e le strategie di comprensione.   

Quello di cui stiamo parlando è un volumetto di solo 160 pagine ma che ha il pregio di coniugare teoria e pratica: spiega infatti in modo chiaro ed essenziale i principi metodologici del RW, coniugandoli con la sperimentazione del Project Zero (Making Thinking Visible), e offre un’ampia panoramica di strategie di comprensione a più livelli. 

Il libro nasce per guidare il lavoro del docente che intende fare della sua classe una comunità di lettori e sviluppare le competenze di pensiero dei suoi studenti. Per questo la prima sezione, dal titolo “Per cominciare”, propone proprio all’insegnante di riflettere su di sé, sulla sua esperienza di lettore da studente e da docente. Il laboratorio di lettura parte da questo presupposto: la consapevolezza è richiesta prima di tutto al docente, in quanto è lui il lettore forte che modella con il suo esempio la classe. Si legge a pag. 13: “Per educare alla lettura dobbiamo essere, o tornare a essere, il tipo di lettore appassionato, vorace e gioioso che ha sempre una storia da condividere; dobbiamo testimoniare con la nostra presenza  che cosa significa avere accesso a mondi infiniti e poterne godere appieno. Insomma: dobbiamo essere sia modelli sia, come scrive Frank Serafini, «catalizzatori» di lettura”. Per fare dei nostri alunni dei lettori, noi insegnanti dobbiamo leggere e amare la lettura. 

 

Il libro offre davvero tante strategie. Per chi non ha chiara la cornice del RW, possiamo dire che una strategia è una procedura, una specie di ricetta che indica tutti i passaggi da compiere per raggiungere un risultato. Ecco, nel merito, iniziamo dicendo che abbiamo molto apprezzato la scelta di dedicare una sezione a sé (“Costruire una comunità di lettori”) alle strategie  definite “di base”. Si tratta di fatto di quelle strategie che “lavorano su un primissimo livello di comprensione e permettono ai nostri alunni di avvicinarsi in modo autonomo alla lettura di un libro”. Sia chiaro, “di base” non significa “facile”. Possiamo dire piuttosto che sono le strategie su cui poggiano tutte le altre. 

Ecco, queste strategie andrebbero inserite in tutte le antologie e proposte da tutti i docenti che leggono libri ad alta voce in classe, indipendentemente dal fatto che seguano o meno l’approccio del WRW. 

Perché? Semplicemente perché garantiscono a tutti gli alunni di acquisire le basi per comprendere un testo e solo se si comprende si può godere della lettura. 

 

Altro punto forte del libro è la chiarezza. Prendiamo ad esempio l’ultima sezione, “Strategie per comprendere”. È la più corposa in quanto vengono proposte strategie “di comprensione profonda” sulla struttura del testo, sul narratore, sui personaggi, su ambientazione e società, sul conflitto, sul simbolo e sui temi. 

Anche in questo caso, il docente viene guidato passo passo. Ogni strategia infatti è presentata tramite una scheda organizzata attorno alle medesime voci.

In alto troviamo “Abilità da sviluppare”, “Argomento” e “Livello” che ci forniscono rispettivamente un’indicazione dell’abilità di comprensione che la strategia si propone di sviluppare, l’argomento specifico di cui si occupa e il livello di complessità (base, intermedio, avanzato). Più sotto viene indicato in che cosa consiste la strategia, a che cosa serve e a chi si rivolge. 

Per usare una formula, potremmo parlare di rigore nella gradualità. Di ogni strategia viene esplicitato a chi si rivolge, e non si tratta di un’indicazione generica: si parla di un livello e di conoscenze pregresse. È la piena applicazione del concetto di “preconoscenze”, intese non come sterile elenco di “cose” da sapere, ma di consapevolezza del proprio percorso. 

Alla voce “Come proporla” vengono invece spiegati i passaggi della strategia, quasi sempre illustrati attraverso un organizzatore grafico che si trova nella pagina a fianco. Un QR code permette di scaricare il modello vuoto dell’organizzatore grafico così da poterlo usare in classe. 

Molto utili le ultime due sezioni della scheda: in “Un’idea in più” vengono dati suggerimenti al docente su come applicare la strategia in modo collaborativo e come svolgere ulteriori attività di approfondimento; mentre in “Testi consigliati” vengono indicati albi illustrati, racconti e romanzi sui quali è possibile sperimentare quella particolare strategia. 

 

Il volume propone molte strategie, ma l’ordine in cui sono state presentate non è da intendersi come un percorso preconfezionato da seguire pedissequamente. Ogni docente deve pianificare il proprio, pensando alla classe che ha davanti, consapevole che dovrà magari anche apportare cambiamenti in corso d’opera. In fondo  questo testo cattura il docente proprio perché traccia una pista ben illuminata, ma non dà ricette: fornisce piuttosto, come si fa con i ragazzi, strategie riutilizzabili, componibili e anche rimodulabili a piacere (ad esempio, quando si parla degli organizzatori, i docenti hanno le linee guida per inventarne da sé). 

Nel libro inoltre viene più volte ripetuto che non serve offrire ai ragazzi troppe strategie, occorre piuttosto fare in modo che quelle proposte vengano interiorizzate, diventando davvero spendibili in autonomia. Per far sì che  vengano acquisite è necessario presentarle in modo ricorsivo, farle diventare una routine. La ripetizione delle medesime procedure non crea noia, ma anzi potenzia la comprensione, innescando un meccanismo che porta a una maggiore autonomia nell’interpretazione e nell’analisi dei testi. La routine aiuta a identificare prima, e a padroneggiare poi, i propri processi di pensiero, quindi forma cittadini, oltre che lettori. 

 

La ricchezza di questo libro è proprio qui, non solo nelle strategie ma anche nella capacità di spiegare in modo semplice e chiaro il processo di comprensione e quale ruolo abbia la scuola. 

Il testo dichiara con forza che lavorare sulla comprensione del testo significa svolgere una funzione civile, sociale e culturale. Civile, in quanto “dobbiamo garantire ai nostri studenti le competenze per capire il mondo in cui vivono, interagire alla pari con gli altri e partecipare alla vita democratica del Paese e per far questo le nostre energie di insegnanti devono essere rivolte al raggiungimento da parte degli studenti della piena competenza nella comprensione delle comunicazioni che si troveranno a dover interpretare in modo critico ogni giorno”. Inoltre le storie lette ad alta voce, le vicende che troviamo nei libri rappresentano “una sorta di allenamento per la vita sociale” e permettono ai ragazzi di riflettere, porsi domande, “capire meglio gli altri e la comunità che li circonda”. Infine per raggiungere “il cuore del testo e dei suoi autori”, gli studenti imparano a vestire i panni d’altri, a calarsi in epoche diverse e a “liberarsi dalle proprie categorie di giudizio”. 

 

Per concludere, l’importanza di questo libro e la sua utilità risiedono nel fatto che offre ai docenti e alla scuola italiana una riflessione sulla lettura che riesce a motivare gli insegnanti e al tempo stesso li guida nella pianificazione di lezioni efficaci.

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