Voci a distanza

Voci a distanza

Prima voce: Gloria Dicati

Ai bambini e alle bambine di classe prima della scuola primaria “Diego Valeri” di Monselice arriva una voce che parla di cose già dette, già sperimentate e che spero serva a mantenere l’entusiasmo e la curiosità che si poteva percepire a scuola.

È una voce che legge e che invita a leggere, a svolgere perciò un’attività anche senza aiuto da parte degli adulti.

Il primo video inviato tramite canale Youtube e presentato nel blog di classe è la mia lettura dell’albo “Un grande giorno di niente” di Beatrice Alemagna. 

Alla fine della lettura chiedo ai bambini di inviarmi qualche commento (A cosa ti ha fatto pensare la storia? Hai fatto delle connessioni? C’è una parte che ti è piaciuta di più?) e questi sono alcuni di quelli che ho ricevuto:

“Cara maestra Gloria, questo racconto mi fa pensare a quando esploro il giardino del nonno e alle volte in cui anche la mamma mi sgrida. Mi fa pensare anche al papà”.

“Il bambino ha scoperto che fuori si può scoprire di più: se vai tanto avanti scopri che c’è anche l’arcobaleno e il sole.”

“Io penso che la pioggia è come le lacrime di una nuvola. La mamma della storia è come la mamma Giulia che è sempre occupata e io mi annoio. A me piacciono i tesori che aveva trovato per terra. Una volta una cavalletta mi è saltata sulla spalla e pensavo che era mia amica come le lumache e il bambino della storia. Il bambino ha trovato dei tesori e io ho trovato le conchiglie e quello è il mio tesoro”

“Ciao maestra Gloria a me questa storia ha fatto pensare a quando la nonna mi offre la cioccolata calda”

Da questi commenti, capisco che c’è stata una riflessione sul racconto che ho proposto e che il lavoro fatto a scuola sta dando i suoi frutti. 

Nei giorni seguenti mi sono dedicata alla lettura individuale. 

A scuola era stato avviato da febbraio, il laboratorio di lettura autonoma, durante il quale i bambini leggevano per 20/25 minuti prima di iniziare la lezione. 

Ognuno con il proprio libro, ognuno con la propria strategia per migliorare la lettura strumentale e la scorrevolezza. Ad ognuno di loro avevo dato un segnalibro, con indicazione della SUA PERSONALE strategia da utilizzare sulla base di quanto emerso durante le consulenze individuali. Purtroppo il segnalibro è rimasto in classe e comunque, ne sono certa, avrebbe avuto bisogno di essere aggiornato con nuove strategie.

Per questo motivo ho deciso di inserire ogni giorno nel blog di classe un video realizzato con Screencast o matic, nel quale, con una presentazione di  SLIDESGO, chiedo di mantenere il ritmo di lettura quotidiana e ricordo le strategie utilizzate a scuola per prepararsi alla lettura, per riuscire a leggere anche le parole difficili, per leggere in modo scorrevole.

Ricordo CONTINUAMENTE che tutte queste strategie servono a capire la storia, perché è questo l’obiettivo principale che abbiamo quando leggiamo un testo e quindi ne presento una sulla comprensione in modo che possano verificare da soli se hanno capito e se si ricordano la storia che hanno letto. 

Nel video ripropongo la struttura della minilesson: connessione, insegnamento esplicito, coinvolgimento attivo e link.

Connessione: faccio riferimento alle strategie di lettura presentate, ricordando che non dobbiamo dimenticarci che tutto quello che abbiamo imparato serve per capire la storia.

Insegnamento esplicito: spiego che oggi mostrerò loro come fare per controllare se hanno capito quello che hanno letto e se sono in grado di raccontarlo a qualcuno. Prendo l’albo “Un grande giorno di niente” che avevo letto qualche giorno prima e mostro come, guardando i disegni posso raccontare di nuovo la storia. Ripeto cosa bisogna fare: leggere il libro, tornare all’inizio e osservando le immagini ripetere la storia.

Coinvolgimento attivo: chiedo loro di provare la strategia con un libro che hanno già letto, raccontando la storia ad un adulto o ad un amico a un’amica. 

Link: ricordo che ogni volta che leggono un libretto, possono provare a utilizzare questa strategia per verificare la loro comprensione.

Questa è sicuramente la fase più complessa, visto che non è possibile avere dei riscontri su come stiano utilizzando le strategie proposte. Le consulenze individuali o di gruppo sono impossibili per ora e conto sulla capacità dei genitori di ascoltare i loro figli e le loro figlie affinché non perdano le competenze già acquisite a scuola e riescano anzi a migliorarle.

Per facilitare il lavoro ho trascritto le strategie in un foglio A4 e gliele ho inviate in modo che possano stamparle e tenerle davanti a loro mentre leggono. 

Il lavoro procederà con altre letture ad alta voce da parte mia e successivamente con altre strategie di comprensione, sperando che tutto questo possa servire a mantenere vivo il senso di comunità di lettori e lettrici che si era creato nelle due classi.

 

Seconda voce: Laura Bacchi

Alla seconda C della scuola primaria “Anna Frank” arriva solo una voce leggera, un sussurro della maestra Laura: sono poche parole per accompagnare i bambini allo svolgimento dell’attività. Ho scelto infatti di lavorare attraverso un silent book, un libro senza parole dove le illustrazioni diventano la narrazione della storia. 

La prima “attività a distanza” ha lo scopo di non spezzare il filo del Laboratorio, il legame di comunità di lettori e scrittori che stiamo costruendo a passi piccoli, piccoli come quelli dei bimbi di sette anni. È una proposta che si colloca a metà strada tra la lettura e la scrittura, per meglio dire è lettura che genera scrittura.

Decido di caricare sul registro elettronico un breve video, creato con Screencast-o -matic dove ho inserito un audio iniziale e le immagini del Silent book “Mentre tu dormi”  di Mariana Ruiz Johnson che scorrono in una presentazione Power Point.

In corrispondenza della copertina inserisco un breve audio in cui spiego le consegne ai bambini, consegne che trascrivo anche in una slide, ma credo che la voce della maestra riesca a veicolare meglio i messaggi. 

Le consegne sono poche e semplici e ripercorrono le abitudini che abbiamo a scuola:

  • chiedo ai bambini di sfogliare il libro una prima volta osservando con attenzione le immagini;
  • successivamente dico loro di ripartire dall’inizio sfogliando e soffermandosi sulle singole pagine per scoprire anche i piccoli dettagli;
  • il terzo passaggio è forse quello più difficile perché a scuola siamo abituati a parlare insieme, ad ascoltare le diverse interpretazioni e a negoziare i significati. A distanza tutto questo non è possibile e chiedo loro, dopo aver osservato il libro più volte, di  provare a costruire la narrazione. Suggerisco loro di non lavorare in un solo giorno, ma di riprendere il video più volte rileggendo ciò che hanno scritto; come sappiamo, ogni volta che si sfoglia una pagina si scoprono particolari nuovi.

Nel fine settimana mi invieranno le produzioni e al nostro rientro ripartiremo da quanto hanno scritto per ricreare una comunità che osserva, riflette e ragiona sulle illustrazioni.

 

Terza voce:  Anna Maria Mercuri

Scelgo di entrare a piccoli passi nelle case dei bambini della 2B della scuola “Anna Frank”,  decido di registrare la mia voce per accompagnare i bambini durante l’attività.

La voce è un po’ imbarazzata anche un po’ agitata ma  so che sarà  il nostro modo  per sentirci  più uniti e continuare ad accompagnarci durante il nostro viaggio come  comunità di lettori e scrittori.  

Scelgo di farlo con una poesia  lunga una settimana di Giusi Quarenghi, “Voglio bene a te”, dove le parole  sprigionano sensazioni, emozioni e sentimenti .

È una poesia sincera, spontanea: una vera dichiarazione d’affetto che riporta in forma di elenco tutto ciò che si ama di una persona compresi i minimi dettagli.

È una poesia intensa, vera che ci invita a coltivare legami rassicuranti, avvolgenti come il cielo, come un mantello.

La poesia  ci accompagna con calore e tenerezza, si fa ascoltare.

Le consegne sono le nostre , quelle di sempre, imparate a scuola.

Il primo giorno
Leggo la poesia e suggerisco ai bambini di chiudere gli occhi e li accompagno con qualche domanda.

  1. Pensa ad una persona a cui vuoi bene 
  2. Cosa ami di questa persona?
  3. Pensa ai dettagli come l’autore 

Successivamente chiedo di trascrivere la poesia sul taccuino.

Il secondo giorno
Rileggo la poesia e chiedo ai bambini di disegnare ciò che passa loro in testa durante la lettura.

Il terzo giorno
Rileggo la poesia e chiedo ai bambini di pensare ad una canzone o una musica che viene loro in mente durante la lettura.

Il quarto giorno
Rileggo nuovamente la poesia e propongo il lavoro sulla connessione personale: un breve lampo di scrittura – Io e la poesia-.
Chiedo loro: “ Cosa ha che fare questa poesia con voi?”

Il quinto giorno
Leggo nuovamente la poesia, chi vuole può impararla a memoria e scrivere la sua poesia in risposta.

Amo pensare, in attesa di ricevere il materiale durante il fine settimana,  che le nostre scelte di scrittura in questa prima fase di “didattica a distanza” possano aiutarci a  crescere  lettori  e scrittori attenti, caldi,  sinceri.

 

Quarta voce: Loredana Semperlotti

Ai bambini e bambine delle seconde della scuola “G. Pascoli” di Saccolongo arriva la voce della maestra Loredana che prova a riallacciare il dialogo su lettura e comprensione attraverso la narrazione focalizzata sugli elementi che costituiscono un racconto.

La prima “attività a distanza” ha quindi lo scopo di sviluppare competenze di comprensione del testo. Ho provato a riprodurre una minilesson guidando i bambini attraverso un video realizzato con la registrazione dello schermo (eseguita con Screencast-o-matic) mentre scorrevano le slide di una presentazione fatta con Google Slide.

Connessione
Decido di utilizzare la strategia “La mano che racconta” attraverso la quale i bambini si esercitano a ripetere gli eventi principali e ad analizzare i personaggi, l’ambientazione e la trama del racconto. Propongo questo lavoro perché in classe avevamo già lavorato sui singoli elementi sia durante le sessioni di lettura ad alta voce degli albi, sia nel laboratorio di scrittura affrontando la struttura del testo con la strategia “La montagna della trama”.

Istruzione esplicita
Ricordo gli elementi importanti per la costruzione di un racconto.

 

Li suddivido in cinque parti.



Coinvolgimento attivo
Faccio notare che gli elementi principali che costituiscono il racconto sono cinque come le dita della nostra mano. Li rispiego indicando ogni dito e poi chiedo loro, se possibile, di ripeterli eseguendo un Turn&talk, con un adulto o fratello/sorella.

 

Mostro l’immagine guida. 

Per essere sicuri che sia chiaro come si deve applicare la strategia, proseguo con un esempio molto semplice e alla portata di tutti. Utilizzando la mano come guida presento la storia dei Tre Porcellini.

Normalmente in classe a questo punto li avrei mandati al loro posto per procedere con il laboratorio di lettura dopo aver ricordato di applicare la strategia per verificare di aver compreso il testo letto (link).

Invece ora, data la distanza, chiedo un nuovo Turn&talk, dove possono provare a raccontare, ad esempio, Cappuccetto Rosso, o un’altra storia a piacere che conoscono molto bene.

Per avere un riscontro del lavoro svolto chiederò di trasferire su un organizzatore grafico il lavoro fatto a voce.

Questo sarà l’argomento di una nuova ML. Qui i bambini potranno disegnare e scrivere.

 

Quinta voce: Michela Griggio

Ai bambini della classe 3B della scuola “Pascoli” di Saccolongo arriva, silenziosa, la maestra Michela.

Ho pensato di continuare il nostro percorso sulla lettura, “collegandomi” con i bambini attraverso una presentazione fatta con Slidesgo che seguirà passo passo il nostro virtuale laboratorio di lettura, perché raccoglierà le strategie, le proposte di attività e le buone pratiche, come quella di leggere ogni mattina 15 minuti, così come facevamo in classe. 

La prima attività è in continuità con il percorso sullo sviluppo delle competenze di comprensione del testo che avevamo avviato a scuola.

Immaginando che i bambini siano dall’altra parte dello schermo, decido di presentare loro la strategia della “Montagna della trama” che possono utilizzare sia per raccontare un brano, un capitolo o una parte del libro che stanno leggendo ma anche tutto il libro che hanno letto. 

Utilizzo come mentor “Il cacciatore sfortunato” di Gianni Rodari e allego il file audio e il testo della favola. 

Nel coinvolgimento attivo chiedo loro di identificare le diverse parti della favola, e di scriverle o disegnarle o entrambe le cose, su piccoli foglietti di carta o su post it e di collocarli sulla montagna della trama, lavorando come avevamo fatto in classe con la fiaba di “Cappuccetto Rosso”. Ricordo loro che devono fare attenzione all’inizio della favola dove troviamo il luogo, il tempo e i personaggi; al problema che il protagonista deve affrontare; ai fatti che avvengono; al culmine del racconto; alla soluzione del problema. Una volta posizionate le diverse parti, dovranno raccontare a voce alta la favola a qualcuno che in quel momento sarà lì con loro.

Nella presentazione trovano l’immagine della montagna della trama con le sue diverse parti e le parole che possono utilizzare per la narrazione.

Infine li ’invito ad utilizzare la strategia per raccontare ciò che stanno leggendo e quando ci ritroveremo in classe avremo modo di parlar di libri.

Ora mi sono attrezzata anche con l’audio e le presentazioni non saranno più tanto silenziose.

 

 

 

GLORIA (LORENA) DICATI – insegno in una scuola primaria in provincia di Padova; ho sempre amato sperimentare sia a scuola che in cucina. Di me i bambini dicono “La maestra Gloria? È sempre felice!”.

 

 

LAURA BACCHI Sogno da sempre di abitare al mare, ma per ora vivo e lavoro a Parma. Insegno in una scuola primaria dove ho il privilegio di tornare ogni giorno un po’ bambina.

 

 

ANNA MARIA MERCURI Lavora con passione alla primaria e sperimenta da qualche anno il WRW anche con i più piccoli. È formatrice per il nostro gruppo, in un sodalizio inossidabile con Laura Bacchi.

 

 

LOREDANA SEMPERLOTTI Da sempre mi sento ripetere che non sarò io a cambiare il mondo, ma non ci ho mai creduto. Per questo continuo ad insegnare in una scuola primaria della provincia di Padova.

 


MICHELA GRIGGIO Insegno nella scuola primaria in provincia di Padova. Amo sperimentare e cogliere la magia che si manifesta negli occhi dei bambini

 

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