“Il perfetto angolo lettura”

“Il perfetto angolo lettura”

Serravallo’s Summer Reading Camp 2019

Giorno 1

Strategia 2.1 di The Reading Strategies Book “Il perfetto angolo lettura” (variazione)

Benvenute/i alla scuola estiva sulla lettura. La lezione di oggi è su come controllare il nostro impegno nella lettura e riflettere poi su come possiamo creare le migliori condizioni per leggere, una variante della strategia 2.1  del Reading Strategy Book.

Guardate il video leggete il vostro libro e poi unitevi ai commenti.

Ciao a tutte/i. sono Jen Serravallo e sono qui per la prima lezione del summer camp sulla lettura. Spero che abbiate già visto il video precedente nel quale vi ho dato varie opzioni sul libro da scegliere per provare le strategie di cui parleremo.

Iniziamo con una strategia davvero importante da presentare all’inizio dell’anno scolastico, cioè come far sentire i bambini completamente immersi nel libro,  per arrivare a  quella che viene chiamata reading zone”. A me capita che se sono completamente presa da un libro, non sento nulla di quello che mi succede intorno, c’è una specie di black out. In questi casi se qualcuno mi chiede se voglio un sandwich, io posso rispondere di sì e quando chiudo il libro  potrei domandarmi: ma come mai c’è un sandwich qui? Come ci è arrivato? 

Quindi il libro che vi ho chiesto di scegliere deve essere un libro che sapete vi può interessare e il primo passo è quello di essere sicuri di aver creato le condizioni  per leggere. Abbiamo un sacco di possibilità quest’anno per scegliere le migliori condizioni: dove vogliamo leggere, quando vogliamo leggere, come deve essere l’ambiente in cui ci troviamo a leggere, e voglio incoraggiarvi a provare a leggere in orari diversi del giorno e in posti diversi così da riflettere su quali sono le condizioni più favorevoli per voi per leggere nel modo migliore (your best reading)

Quindi la lezione di oggi è: (mostra il foglio con lo schema) le condizioni per leggere nel modo migliore. Si tratta della strategia 2.1 del libro”The Reading Strategies Book”  che parla proprio di come scegliere il posto per leggere. E’ un adattamento di quella strategia. 

La prima cosa su cui voglio che vi concentriate è il rumore. Alcune persone preferiscono stare in posti rumorosi, come da Starbucks, in cui si sentono persone parlare o il rumore della macchina del caffè, oppure preferiscono stare in una libreria, dove ci sono persone che si muovono e che guardano libri o fanno qualcos’altro, perché altrimenti se stanno a casa in silenzio si addormentano.

Io sono un tipo di lettrice che ama il silenzio. Non voglio nessun rumore intorno a me. Amo la musica ma non mentre sto leggendo, nemmeno la classica. Sono andata al mare, lo scorso weekend e ho provato a leggere, ma c’era troppa gente e troppo vicino a me e non riuscivo a concentrarmi sia perché sentivo quello che si dicevano sia perché mi distraevo a vedere  quello che facevano.

Quindi io sono una lettrice che non ama il rumore, non ama la musica, ma può essere che per voi non sia così, e credo che se fossi in un’aula probabilmente preferirei leggere con le cuffiette, ascoltando un po’ di musica per non farmi distrarre dal chiacchierio che potrebbe esserci.

La seconda cosa su cui voglio che riflettiate è quella che mi ha ispirato questo libro (mostra il libro di Daniel H. Pink, “Quando”) che sto leggendo e che non è un libro di narrativa. Il sottotitolo è “I segreti della scienza per scegliere il momento giusto”, e la prima parte del libro che ho appena finito di leggere è tutta sui ritmi naturali, sui livelli di energia, il momento migliore per fare le diverse attività durante il giorno, quando è meglio fare una conversazione con qualcuno al lavoro, il momento migliore per il pensiero astratto o per attività di tipo creativo, o per un lavoro di tipo logico, e così via Ci sono delle evidenze che dimostrano delle correlazioni, ma ci sono delle eccezioni, Quindi vi chiedo: qual è il momento del giorno migliore, per voi, per leggere? Vi piace alzarvi presto al mattino oppure preferite farlo quando tutti sono a letto che dormono? 

E poi c’è anche la questione della durata: siete una persona che porta sempre con sé il libro e lo leggete anche a spizzichi, magari mentre siete in treno o in pullman, o mentre fate la fila e così via, oppure siete una persona che ha bisogno di leggere in modo continuativo, senza interruzioni?

Io amo leggere alla sera e preferisco leggere senza interruzioni perché altrimenti se leggo un po’ e poi abbandono e riprendo e poi abbandono e così via, devo sempre tornare indietro, ricordarmi quello che ho letto, riprendere il filo del discorso… 

L’ultima cosa di cui voglio parlarvi è il luogo: dove preferite leggere? A casa o fuori casa? Vi piace leggere in spiaggia, ad esempio? E pensate anche a dove vi sedete. Sembra una cosa sciocca, ma alcuni preferiscono una poltrona, altri una sedia in cucina, eccetera.

Quindi riflettete sull’ambiente in cui leggere e anche quale tipo di “seduta” preferite.

Riassumendo: riflettete su quali sono le condizioni che vi permettono di leggere al meglio:  il rumore, il tempo, la durata, il luogo e “la seduta”

Vi dico questo perché se volete essere un lettore di successo, è importante che troviate del tempo per leggere, per alimentare le vostre letture e se capite quali sono le condizioni  migliori per voi, le potete cercare e ricreare.

Vi ho proposto questa strategia anche perché voglio che riflettiate sugli studenti delle vostre classi e vi rendiate conto della varietà di lettori che potete avere di fronte e che pensiate a quello che fate come insegnanti per ricreare anche per loro le condizioni più adatte per migliorare l’impegno nella lettura fin dall’inizio.

Ellin Keen, nel suo libro “Engaging children” (impegnare i bambini) spiega che è importante che i bambini capiscano quali sono le condizioni migliori per loro per impegnarsi, quando si sentono maggiormente impegnati e cosa può fare l’insegnante per creare tali condizioni.

Bene, questo è tutto per oggi, buona lettura, provate posti diversi, provate orari diversi e poi unitevi ai commenti e riflettete sul fatto che tutte/i noi possiamo imparare qualcosa da voi!

Grazie a Gloria Dicati per la traduzione, a Loredana Semperlotti per la versione italiana dell’infografica, a Michela Griggio e a Loredana per la revisione.

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