I promessi sposi alle medie: il filo rosso del lettore e il filo rosso dello scrittore.

I promessi sposi alle medie: il filo rosso del lettore e il filo rosso dello scrittore.

Ogni anno mi pongo il problema su quanto sia utile far leggere alla scuola media testi che alle superiori saranno osservati con il microscopio. La preoccupazione di “bruciare” l’entusiasmo degli studenti di fronte ai grandi classici per quando sarà il momento dello studio tradizionale esiste, ma la risposta continua a risuonare chiara e forte: noi i classici li leggiamo e non li analizziamo.

Sembra una differenza da poco, ma non lo è. Non lo è perché la nostra lettura si ferma, sempre che sia un fermarsi e non uno sguazzare, alla storia, ai personaggi, all’ambiente in cui la storia si svolge.

Da quando sperimento il metodo, dal mio orario interno settimanale, infatti, è sparita la voce letteratura che è stata sostituita dal termine più potente di lettura. Come ho già avuto modo di affermare altrove, ribadisco che la mia più grande ambizione quando faccio leggere un classico è che ciò avvenga nella maniera più naturale possibile affinché possa essere “solamente” letto e magari anche assaporato.

Ed è così, quindi, che in terza media leggo con i miei studenti I promessi sposi. Non è raro che molti di loro ne abbiano già sentito parlare o che, ancor più di frequente ultimamente, li abbiano già letti o recitati alla scuola primaria. Questo primo approccio in età infantile spesso non crea problemi, in quanto le insegnanti della primaria normalmente colgono nel classico l’aspetto ludico – sì, i classici hanno anche quello – qualche volta, invece, purtroppo vanno convinti a rileggere qualcosa che è stata loro imposta con un approccio prematuro, ma la varietà delle risposte agli stimoli sta nella varietà dei nostri studenti.

Nel corso della terza dedico molto tempo alla lettura della letteratura, cercando di creare un filo rosso fra i testi che scelgo di proporre: non sempre la mia organizzazione mentale finisce per coincidere con quella degli studenti che trovano altre connessioni e organizzano le idee seguendo percorsi propri che sono, ovviamente, ben accetti.

La scelta dei brani de I promessi sposi che propongo agli studenti segue due tracce: “il filo rosso del lettore” e “il filo rosso dello scrittore”. 

Il filo rosso del lettore 

“Oggi sono così perché sono stato in quel modo e un domani sarò così perché oggi sono in questo modo”.

Esplicitando questo gioco di parole, la mia scelta dei brani da leggere de I promessi sposi è stata guidata dal desiderio di far riflettere i ragazzi sul processo che li ha portati a essere quello che sono e, quindi, anche a pensare al loro futuro sulla base di come sono oggi. È lampante, quindi, come mai pensi che I promessi sposi siano un testo perfetto per questo scopo: Manzoni ci ricorda per ogni personaggio il percorso che sta dietro alle sue scelte. (1)

Così come faccio per tutti i testi classici di una certa corposità, scelgo in lettura originale solo alcune parti in cui il testo offre numerosi stimoli per lavorare sul tema che mi sono data. Poiché non credo, però, che si possano leggere parti di un romanzo in maniera slegata le une dalle altre, utilizzo una riscrittura di pregio per collegarle fra di loro (La storia de I promessi sposi raccontata da Umberto Eco, 2010). 

Faccio anche attenzione a scegliere dove tagliare: le singole parti, infatti, devono rispettare l’unità che l’autore ha voluto dare loro. Prendo ad esempio uno dei passi più noti: la monaca di Monza. Il brano che si propone agli studenti di leggere non si deve limitare al ritratto fisico della monaca “insofferente”, così come spesso si trova nelle antologie, ma deve includere tutta la sua esperienza domestica, il suo rapporto con il padre prima e dopo la scoperta del biglietto “peccaminoso”, la relazione con le altre monache e con quel disgraziato di Egidio: insomma, seleziono ampie parti dei capitoli X e XI,  in modo che la vicenda umana di Gertrude risulti sufficientemente illustrata e, allo stesso tempo, sia rispettata la struttura narrativa di Manzoni.

Il filo rosso dello scrittore

La mia programmazione della classe terza prevede anche un percorso sul racconto realistico che, normalmente, prende le mosse dalla lettura ad alta voce di un romanzo per ragazzi che ha un argomento di attualità. Ciò non significa però che la lettura dei classici, e fra questi ovviamente metto anche le novelle di Verga, non possa contribuire alla riflessione su cosa voglia dire raccontare il reale, sia questo attuale sia storico.

È evidente che I promessi sposi sono perfetti anche a questo scopo, in quanto lo scrittore esplicita all’interno del romanzo le sue scelte come scrittore. In tal modo funge da guida diretta alla scrittura del testo storico e, in una certa misura, quindi anche di quello realistico. Nella scelta dei brani da leggere, pertanto,  includo sempre l’introduzione su cos’è la Storia e su come è stato costruito il romanzo: il manoscritto/fonte; l’analisi della fonte da parte di Manzoni e la separazione che egli stesso fa tra qualità scarsamente letteraria del manoscritto e l’alto interesse storico e umano che trasmette la vicenda dei due giovani promessi sposi nella bufera della Lombardia del Seicento.

La connessione fra la realtà dei fatti e la finzione letteraria deve stimolare gli alunni a annotare sul loro taccuino tutto ciò che immaginano possa un giorno servire per delineare il profilo di un personaggio o di un ambiente. Per incoraggiarli a scrivere e a usare come scrittori ciò che hanno registrato, quando possibile metto a disposizione le biografie storiche dei personaggi, come la monaca di Monza e l’Innominato, in modo tale che risulti evidente il passaggio dalle informazioni storiche alla narrazione, compresi anche gli elementi di finzione letteraria.

La programmazione

All’interno dell’anno scolastico, dedico circa un mese e mezzo alla lettura de I promessi sposi, con due/tre sessioni settimanali.

   

Letture

Strategie di comprensione e personalizzazione della lettura.

1

Il romanzo storico

Introduzione a I promessi sposi di Manzoni: cos’è la Storia, come si racconta la Storia 

Scrittura veloce (quick write): secondo te, quale era l’obiettivo di Manzoni? 

Quale operazione voleva fare?

Cos’è storico/cosa ha inventato.

2

L’ambientazione del romanzo

Quel ramo del lago di Como

Scrittura veloce (quick write) Come ha scelto Manzoni le informazioni da dare al lettore? Su cosa ha puntato la sua attenzione? 

3

Il personaggio

Don Abbondio e i bravi

Schema a T Cosa fa don Abbondio/come è don Abbondio.

Salta dentro: perché don Abbondio si comporta così? Salta fuori: perché Manzoni fa agire così don Abbondio?

4. 

Il personaggio

Fra Cristoforo 

Schema a T L’aspetto fisico/le caratteristiche morali.

Com’ra/come è

5.

Il contesto e il personaggio

Addio ai monti

Di cosa parla Manzoni/come si sente Lucia.

6.

Il personaggio

La Monaca di Monza

Schema a T L’aspetto fisico/le caratteristiche morali.

Educazione/volontà personale

Salta dentro salta fuori 

Gertrude si sente libera?/Manzoni crede alla libertà?

7

Il personaggio

L’Innominato

Annotazioni libere sulla base di quanto detto finora.

8

Il personaggio

Renzo a Milano

Schema a T: come si comporta/come è.

9

Il personaggio

Renzo sente parlare di se stesso

Schema libro-cervello-mondo

10

Il concetto di provvidenza/destino

La morte di Don Rodrigo

Salta dentro salta fuori 

Don Rodrigo è morto a causa dei suoi peccati/è morto a causa della peste?

Il percorso su I promessi sposi si conclude con la scrittura del commento letterario. 

Non si tratta di un commento letterario vero e proprio in realtà, perché gli studenti hanno il compito di organizzare le informazioni sulla base delle annotazioni, organizzatori grafici, domande stimolo che hanno raccolto durante la lettura del romanzo. Di conseguenza, in questo commento prevale il rapporto fra lettore e romanzo e non tanto gli aspetti narratologici sui quali ci si è soffermati solo quando diventavano funzionali alla comprensione profonda del testo. Ma in definitiva credo che in questa fase, e rispetto agli obiettivi iniziali, un commento molto personale sia un’azione coerente: raccogliere e organizzare il proprio pensiero su uno scrittore classico è un processo complesso e non di immediata realizzazione. 

Nella scrittura del commento sono state date tre priorità: la struttura tripartita del testo, l’uso dei connettivi logici appropriato per dimostrare la bontà delle affermazioni personali, una riflessione su quanto il testo possa essere messo in relazione con il contesto in cui viviamo.

Questa annotazione mostra come già durante la lettura si è cercato di impostare la struttura del commento.

 

Ogni anno

Ogni anno mi sembra di fare meno di quello precedente, ogni estate programmo per eliminazione. Ogni dicembre  mi sento che non riuscirò a portare a termine nemmeno quello che mi sono prefissa di fare. Ogni volta che leggo le annotazioni dei miei alunni, i loro testi più o meno sudati, capisco che per far sì che tutti, almeno una volta nella vita, possano avere il piacere di incontrare la letteratura devo togliere, in modo che le poche perle che ho l’onore di leggere loro possano risplendere nell’oceano di contenuti, attività, progetti della scuola media. 

 

1. L’approccio alla letteratura con il preciso scopo orientativo è discusso in F. Batini, S. Giusti, L’orientamento narrativo a scuola, 2013 e nei lavori successivi di questi due autori.

2. L’immagine di copertina è tratta dalla copertina de I promessi sposi: storia milanese del secolo XVII, Tip. Guglielmini e Radaelli MI, 1840,  realizzata dal pittore Francesco Gonin.

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