La poesia è come il pane

La poesia è come il pane

La poesia, come il pane, è per tutti.

Come si dice nelle occasioni importanti, sono veramente emozionata dell’opportunità  di presentare il libro Awakening the Heart della poetessa e insegnante Georgia Heard.

Non si tratta di una novità editoriale, il libro esce nel 1999, ben vent’anni fa:  e dunque, perché tornare su un libro così datato? Perché è uno dei testi fondamentali del metodo del Writing Reading Workshop; perché accompagna i docenti verso una visione originale del ruolo della poesia nella scuola e nella vita; perché è molto utile nella programmazione e nella pratica della didattica all’interno del laboratorio di lettura e di scrittura e, per quanto mi riguarda, perché è un piacere leggerlo.

Prima di essere un libro sulla lettura e scrittura della poesia nella scuola, questo è un libro sulla poesia: in ogni capitolo si afferma con garbo e veemenza che la poesia è ovunque e che chiunque può adottarla.

Ma Georgia Heard è una poetessa.

Non mi cimento in una traduzione delle sue poesie perché il pudore me lo impedisce, ma qui potete trovare tutto quello che desiderate sapere: www.georgiaheard.com.

Osservando la produzione di Georgia Heard, si capisce subito che per l’autrice di questo volume il linguaggio poetico deve essere alla base della produzione scritta in generale, non limitatamente alla poesia vera e propria. La Heard passa attraverso la poesia anche quando ragiona sui testi non fiction (Finding the Heart of Nonfiction, come spiegato nell’articolo di Agnese Pianigiani), in quanto sostiene che l’aspetto emotivo e quello dell’osservazione della realtà debbano confluire per poter entrare in relazione con noi stessi e con ciò che ci circonda e ci interessa.

È di Georgia Heard l’ideazione della “Mappa del cuore”, quello strumento che tutti noi utilizziamo per accompagnare i nostri alunni alla ricerca di cosa conta veramente per loro, di cosa è meritevole della loro scrittura (poi Heart Maps, 2016). La “Mappa del cuore” riassume, in una serie di cerchi concentrici, la ricerca di sé: cosa realmente mi riguarda? Cosa appartiene a me solamente, cosa arriva dall’esterno, quali dolori e quali gioie, qual è il limite tra il mio “dentro” e il mio “fuori”? La “Mappa del cuore” funziona come detonatore per poter osservare l’osmosi fra quanto avviene dentro di noi e quanto avviene fuori, condizione necessaria e indispensabile per scrivere.

Come dice il titolo del volume, Awakening the Heart, “Risvegliare il cuore”, il libro vuole far emergere la poesia che è dentro di noi e che viene fuori nei momenti in cui siamo più liberi di esprimerci. Ecco il punto: la scuola spesso non è il luogo dove ciò possa avvenire: ecco perché “una lezione sulla poesia non può che essere una lezione di vita”.

Faccio fatica a trattenermi dal raccontare quasi pagina dopo pagina i contenuti di questo che è molto più che un libro di didattica, pertanto cercherò, per quanto possibile, di guardare dentro di me e di trasmettere  quanto questo libro mi ha dato.

La classe deve essere un luogo accogliente e non giudicante, evocativo.  Le condizioni perché ciò avvenga vanno create, non esistono di per sé: leggere come i poeti intendono la poesia crea il senso di comunità. L’inclusione si produce laddove la ricerca della poesia avviene attraverso immagini, libri illustrati, testi anche non espressamente poetici, oggetti quotidiani. Il principio è: la poesia è ovunque. Questo approccio è tanto più importante quando si considera il fatto che spesso i nostri alunni pensano di essere privi di argomenti sui quali riflettere.

La ricerca della poesia all’interno delle nostre vite ci permette di guardare in faccia i nostri “ospiti invisibili”, le emozioni. Di conseguenza l’approccio alla poesia deve essere il più possibile accessibile e deve anche riguardare l’esperienza personale degli alunni. Deve parlare loro, l’approccio deve essere naturale. Ne consegue che debba trattare della quotidianità. Pertanto, diventa molto importante la scelta delle poesie da leggere e da mettere a disposizione degli alunni: devono sorprendere, coinvolgere, essere accessibili e, allo stesso tempo, devono costituire una frattura nella quotidianità. La connessione con la propria vita è un processo che va guidato. La Heard propone, ad esempio,  che gli alunni facciano una antologia-autoritratto in cui copiano, sul loro quaderno o taccuino, le poesie che parlano a loro o di loro.

È interessante che, in questo contesto, la Heard non trascuri gli aspetti più “tecnici” del testo poetico, ribadendo, tuttavia, che la poesia non è un testo da vivisezionare, ma da ascoltare. La poesia è nascosta e il poeta la svela. Questo è il presupposto.

Il libro offre una serie di strategie didattiche – “le cinque porte della poesia”- in cui la Heard indica verso quali spazi vada spalancata la nostra sensibilità e attenzione mentre si scrive:

  • il cuore;
  • l’osservazione appassionata della natura;
  • lo sguardo curioso su tutti gli aspetti del mondo che ci circonda o che dista migliaia di chilometri da noi;
  • le grandi e piccole domande che sono rimaste irrisolte dentro di noi;
  • il ricordo, la memoria.

Attraverso questo percorso avviene il passaggio dall’osservazione alla poesia: il poeta trasmette il suo sguardo attraverso pensieri e riflessioni sull’oggetto osservato.

Le strategie proposte dalla Heard sono chiare, efficaci e facilmente traducibili nelle minilesson del laboratorio di scrittura, inoltre mostrano come la poesia possa diventare il veicolo per accedere anche a altri tipi di testo.

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