Pensare per immagini. Progettare organizzatori grafici efficaci nel WRW

Pensare per immagini. Progettare organizzatori grafici efficaci nel WRW

“Gli organizzatori grafici sono un utile strumento di apprendimento per gli studenti di ogni età, per organizzare, chiarire o semplificare informazioni complesse: li aiutano a costruire comprensione attraverso l’esplorazione delle relazioni tra concetti” (Mark Wise e Carl Cooper)

Non solo disegnini

Nel 1971 Bruno Munari pubblica “Codice ovvio”, un parziale tentativo di autobiografia che intreccia disegni, fotografie e parole, un inno alla libertà creativa perseguita attraverso il rigore del pensiero e della progettazione. Non a caso proprio Munari per raccontarsi sceglie le parole di Paul Valéry: «La più grande libertà nasce dal più grande rigore» (2).

Nello stesso anno Allan Paivio pubblica Imagery and Verbal Processes, testo che diffonde la teoria del doppio codice, o del doppio canale (DTC). Secondo il professore dell’University of Western Ontario, la nostra mente utilizza due canali per immagazzinare le informazioni e per comprenderle: il canale linguistico, che riguarda parole e frasi che archiviamo nella memoria, e quello non linguistico, che coinvolge le informazioni sensoriali e le immagini mentali (3).

 

Due autori molto diversi ci aiutano a sgomberare subito il campo dal pregiudizio che molti, docenti e non, si portano dietro: gli organizzatori grafici non sono “disegni” o “esercizi” o “attività”, si tratta invece di potenti strumenti strategici di analisi e comprensione della realtà, perché stimolano contemporaneamente il canale linguistico e quello non verbale. Inoltre sono strutture rigorose che accompagnano i nostri alunni e alunne in un duplice viaggio: quello verso l’autonomia nella comprensione profonda del testo e quello della libertà nella generazione di idee e organizzazione di testi efficaci e coinvolgenti. Paivio e Munari, insomma.

 

Le 3C degli organizzatori grafici

Brad W. Baxendell sostiene che la progettazione di buoni organizzatori grafici deve seguire tre vie (4):

  • Coerenza: ogni elemento (parole, simboli, disegni) deve concorrere alla costruzione del significato e non essere puramente decorativo, ogni parte deve essere legata alle altre da rapporti logici espliciti ed essere “al servizio della comprensione”, come insegna Frank Serafini.
  • Continuità: per essere efficaci gli organizzatori grafici devono essere utilizzati a sostegno di strategie esplicite di comprensione e essere proposti con costanza, fino a diventare routine; solo così gli alunni e le alunne potranno interiorizzare il processo cognitivo che essi sollecitano.
  • Creatività: è bene che gli organizzatori grafici siano graficamente piacevoli, in modo da coinvolgere chi li utilizza e da soddisfare l’aspetto estetico, molto importante nei processi di apprendimento. Eventuali immagini non devono essere elementi di distrazione ma concorrere al raggiungimento di una comprensione più profonda.

 

Rendere visibile il pensiero

Come il volume “Making Thinking Visible” del Project Zero di Harvard ci insegna, oltre a essere strumenti di comprensione e di organizzazione del testo, gli organizzatori grafici sono molto utili in chiave metacognitiva, perché permettono a studenti e docenti di far emergere e osservare i passaggi mentali sottesi al pensiero, passaggi che solitamente è difficile ricostruire: gli organizzatori grafici puntano l’attenzione sui processi cognitivi e non sui loro prodotti finali, sul “come” e non solo sul “cosa”, ecco perché diventano compagni indispensabili nella pratica valutativa e autovalutativa quotidiana.

 

Organizzatori grafici in pratica

Progettare organizzatori grafici è anche un potente mezzo di pratica riflessiva, perché obbliga ad analizzare il proprio processo di comprensione o di pianificazione di un testo per isolarne i passaggi e riproporli in una veste esteticamente soddisfacente e graficamente efficace. Quella che segue è la descrizione del mio processo di progettazione, ma ovviamente ciascuno deve trovare il proprio sperimentando e, quando necessario, correggendo il tiro.

 

Organizzatori per il laboratorio di lettura

Se sto progettando un percorso di lettura ad alta voce, per prima cosa decido le strategie da proporre pensando alla mia comunità di lettori e lettrici e cercando di proporre pochi insegnamenti ma incisivi, per non minare il piacere e la spontaneità della lettura condivisa.

Poi mi domando se ci siano strumenti che possano sostenere la comprensione, la messa in pratica e l’interiorizzazione di ciascuna strategia. 

In alcuni casi è sufficiente una semplice tabella a doppia entrata, come per esempio se dobbiamo paragonare tra loro due elementi diversi (due personaggi, due ambientazioni, due momenti diversi nell’evoluzione del protagonista…) in altri casi l’aspetto grafico è importante per aiutare a fissare passaggi, routine, flusso di pensieri (tipologie di conflitto, evoluzione del protagonista a partire dal problema che incontra, ruolo dell’ambientazione e della società…).

Per realizzare gli organizzatori più complessi ho un mio trucco che credo possa funzionare anche per chi come me pensa per immagini: mi concentro sulla strategia che intendo insegnare e la visualizzo creando associazioni e paragoni in un processo simile  a quello di generazione di metafore (per esempio sono nati così gli organizzatori “Tieni il filo” e “Cambio d’abito” (5)).

Al termine di un percorso propongo un organizzatore grafico di sintesi per riflettere su un testo letto applicando le strategie imparate: è possibile scegliere tra l’ormai celebre e spesso travisato “Onepager” (cioè “colui che mette tutto in una pagina”: l’accento va posto sul processo e non sul prodotto finale, per quanto accattivante!), oppure “Sbuccia la frutta”, sempre dal Project Zero, o “Al cuore della storia”. Gli organizzatori grafici di sintesi non sono  esercizi o attività fine a se stesse: si tratta di strumenti che permettono ai nostri lettori e lettrici di far emergere la loro comprensione di un testo e, nel corso del triennio, organizzare un’esposizione orale o un commento letterario.

 

Organizzatori per il laboratorio di scrittura

Se un organizzatore grafico è efficace deve essere esportabile, proprio come la strategia a cui è abbinato.

Ecco perché la maggior parte degli organizzatori grafici che proponiamo nel laboratorio di lettura possono essere proposti anche nel laboratorio di scrittura, in particolar modo per la generazione di idee e per la pianificazione: un grafico della trama è utile a ricostruire un racconto letto in fase di immersione, ma è ottimo anche come base per pianificare una storia; l’organizzatore “Come un iceberg” è utile per indagare il rapporto tra argomento, temi e prove dal testo in un racconto, ma anche per pianificare un articolo di approfondimento; la “Sfera storica di influenza” è indispensabile per comprendere come la Storia influenzi la storia del personaggio, ma è sfruttabile anche per pianificare un racconto realistico; l’organizzatore di sintesi “Al cuore della storia”, con qualche modifica, può essere utilizzato come process paper di un racconto.

 

Organizzatori grafici e metacognizione (e oltre)

Gli organizzatori grafici sono diventati compagni di viaggio fin dai primi giorni di scuola: li propongo per lavorare sull’identità da lettori e da scrittori, ma anche in chiave autovalutativa a fine quadrimestre e a fine anno, e come strumenti di riflessione per l’orientamento (potete provare a proporre ai vostri alunni e alunne di applicare a loro stessi “Anatomia del personaggio” o “Cambio d’abito”, ad esempio).

Ancora una volta insisto sul fatto che non si tratta di schede da riempire e colorare ma di impalcature a sostegno di processi di pensiero affrontati insieme e (si spera) interiorizzati. Per questo motivo vi consiglio di provare pian piano a costruire i vostri strumenti tarati sulle vostre classi con il vostro “lessico famigliare” e il vostro immaginario condiviso. 

In questo articolo ho trattato solo di laboratorio di lettura e scrittura, ma non posso non accennare al fatto che gli organizzatori grafici sono ovviamente entrati anche nelle mie ore di storia e geografia, sia come strumenti di comprensione che come strumenti di autovalutazione e valutazione.

 

Mano alle matite!

Riassumo il mio processo di progettazione e realizzazione di un organizzatore grafico con un acrostico: C.R.E.A!

  1. Chiediti quali strategie intendi insegnare.
  2. Rifletti: di quali passaggi è composta ciascuna strategia?
  3. Elenca i passaggi uno per uno.
  4. Associa la strategia intera o ciascun passaggio a immagini evocative (disegni) e parole-chiave legate da simboli (es. linee, frecce…).

Un ultimo suggerimento: non fatevi spaventare dall’idea di dover disegnare. Oltre al fatto che è bene sperimentare noi per primi quello che chiediamo ai nostri alunni e alunne, ricordate l’insegnamento del grande illustratore Quentin Blake, che ha fatto della semplicità la sua forza: “Non aspetto l’ispirazione. Non sono, infatti, del tutto sicuro di cosa sia l’ispirazione, ma sono sicuro che se sta per arrivare, la precondizione per il suo arrivo è che io abbia cominciato a lavorare” (6).

Note
1. Ho rubato il titolo di questo articolo alla mostra che il MAXXI ha dedicato al grande fotografo emiliano Luigi Ghirri nel 2013.
2. Bruno Munari, Codice ovvio, Corraini 2017.
3.  Allan Paivio, Dual Coding Theory and Education, University of Western Ontario, 2006.
4. Brad W. Baxendell, Consistent, coherent, creative: The 3 C’s of graphic organizers. TEACHING Exceptional Children, trad. it.  di E. Ricci: Gli organizzatori anticipati: rappresentazioni visive delle idee chiave nella rivista “Difficoltà di apprendimento”, edizioni Erickson, Vol. 8, n. 4, aprile 2003.
5.
Linda Cavadini, Loretta De Martin, Agnese Pianigiani, Leggere, comprendere, condividere, Pearson 2021, come anche gli altri organizzatori senza riferimento esplicito ad altra provenienza.
6. Quentin Blake, Words and Pictures, Jonathan Cape Ltd 2000.

 

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