Danny il campione del mondo (come ti progetto la lettura ad alta voce)

Danny il campione del mondo (come ti progetto la lettura ad alta voce)

Classe prima, un inizio in tutti i sensi, per loro e per me: scuola nuova, compagni nuovi, nuovi professori e, soprattutto, primo incontro con il laboratorio, con la nostra officina di lettura. Per questo nuovo ciclo ho scelto di iniziare il nostro percorso di lettura ad alta voce con Danny il campione del mondo, libro scritto da Roal Dahl, nel 1975, ormai un classico della narrativa per ragazzi.

Danny campione del mondo perché?

Cercavo un libro che avesse queste caratteristiche:

 

  • apparente semplicità nello stile e nell’intreccio
  • sguardo all’altezza di bambino
  • narrazione in prima persona
  • una trama incalzante che avesse queste due coordinate: avventura e divertimento
  • personaggi ben definiti, non piatti e stereotipati
  • una bella relazione tra adulti e bambini
  • continuità coi libri dalla scuola primaria, per temi, struttura e sintassi.

Danny campione del mondo rispondeva pienamente ai miei bisogni: è un romanzo semplice, ma, giacché per Dahl la realtà non è mai ciò che sembra, vi si possono trovare molti significati nascosti. La storia è ricca e divertente, non ha pretese di insegnare; semplicemente racconta, ad altezza di bambino, inoltre lo stile è ricco e ricercato. Dahl lavora in levare, mai una parola di troppo, un indugio nell’emozione e del pianto. 

Volevo un libro con cui passare delle ore belle, lievi e positive, un libro che celebrasse la vita e l’amore. La relazione tra Danny e suo papà, infatti, è il cuore di questo libro, come ci dice lo stesso Danny alla fine: “quello che ho cercato in tutte le maniere di dirvi durante questa storia è semplicemente che mio padre, senza il minimo dubbio, era il padre più meraviglioso e straordinario che un ragazzo abbia mai avuto”. Un padre che protegge il figlio, ma lo lascia sperimentare, un padre che da lui impara tanto quanto insegna.
Va detto che nella scelta di un libro per la lettura ad alta voce sono tante le variabili che un docente deve considerare: questo libro tratta, sullo sfondo almeno, il tema del lutto e della perdita. Valutate bene.

Ai blocchi di partenza

Una volta scelto il libro me lo sono letto d’un fiato, come un lettore, gustandomelo proprio, senza indugiare su stile e analisi. Alla fine mi sono domandata: cosa mi è rimasto? Quali scene mi hanno colpito? Che gusto mi è rimasto nella bocca? 

So bene che la risposta a queste domande dipende da me e sono curiosa di sapere come risponderanno i miei studenti alla fine. Io non leggo un libro ad alta voce per spiegare la mia visione sul libro, ma per ascoltare la loro, per insegnare loro ad unire i punti, a interpretare, a scegliere, ad andare in profondità. So bene che alla fine io stessa da questa lettura uscirò più ricca e avrò scoperto nel libro cose che nemmeno immaginavo esistessero.

Comunque, per quello che mi riguarda:

 

  • mi sono rimasti nel cuore la felicità e gli occhi che ridono di Danny, l’eccitazione del suo papà e il fare il solletico alle trote;
  • non riesco a togliermi dagli occhi Danny che guida pianissimo la baby Austin, la macchina di Hazel ricoperta di cacca di fagiano, la culla che prende il volo e la passeggiata finale per acquistare il forno;
  • mi è rimasto il gusto agrodolce delle notti nel carrozzone senza forno ed elettricità, ma che a Danny sembravano le più belle del mondo perché suo padre gli raccontava storie meravigliose, come quelle del Grande Gigante Gentile.

 

Io, docente, il libro e la classe

Ora è tempo di progettare e di ragionare su come presentare il libro in classe, è tempo dunque di rileggere il testo come uno scrittore, come uno specialista di narrazione.

A una seconda lettura ho notato che:

1) Il capitolo si apre con un incipit secco, asciutto e minimale, che non lascia spazio ad alcun sentimentalismo:
Quando avevo quattro mesi, mia madre morì all’improvviso, e mio padre dovette occuparsi di me tutto da solo.
Fin da subito l’unicità del rapporto col padre è ribadita, si prenda la frase Non ho né fratelli, né sorelle. Così per tutta la mia infanzia fummo solo noi due, mio padre ed io. Una frase che inizia con una negazione, una mancanza ma si illumina nell’equazione famiglia = mio padre ed io

2) Il finale del libro invece è dolcissimo e riprende ed amplifica quella che secondo me è la frase chiave del libro e che Dahl ci propone già al primo capitolo: penso che riversasse su di me tutto l’amore che aveva provato per mia madre quando era viva. 

3) In questo romanzo il narratore è Danny e tutto è visto con i suoi occhi, ma Dahl non  rinuncia a darci un altro messaggio, che troviamo nell’ultimissima pagina. 

MESSAGGIO
Per tutti i Ragazzi-Che-Hanno-Letto-Questo-Libro

Quando sarete grandi
E avrete a vostra volta dei figli,
Ricordatevi, mi raccomando,
Di una cosa importantissima
Una papà barboso è barboso e basta.
Quel che un ragazzo vuole
E gli spetta
È un papà
CHE FA SCINTILLE

4) Il rapporto straordinario tra Danny e suo padre è tale perché il padre non lo tratta come un bambino: lo fa giocare nell’officina, gli insegna ad essere un meccanico, gli affida compiti importanti, lo ascolta e mette in pratica i suoi suggerimenti. Però William è per Danny anche padre amorevole nei piccoli gesti: lo aspetta sempre per fare la strada insieme quando tornano da scuola, inventa per lui storie, lo protegge e difende davanti all’arroganza del signor Hazel e alla violenza del professor Lancaster. William con il suo esempio insegna a Danny che il mondo può essere un posto meraviglioso se lo si affronta con gli occhi della meraviglia, se c’è qualcuno che si prende cura di te.

5) Della mamma non si parla quasi mai, tranne all’inizio e nel massimo acme della storia, quando Danny aiuta suo papà nella caccia di frodo. Questa è solo in parte un’investitura del ragazzo, che prende il posto della madre: Danny diventa un autonomo cacciatore di fagiani, non l’aiutante del padre (funzione svolta da sua madre), perché è Danny che inventa e scopre un nuovo metodo. È il suo rito di iniziazione, il suo cammino verso il mondo dei grandi.

6) Solitamente nei romanzi di Dahl gli adulti sono terribili, qui c’è un cattivo il signor Hazzel che viene punito, ma abbiamo tanti adulti positivi che ruotano intorno a Danny e al suo papà, uno su tutti il dottor Spencer.

Un esempio di lavoro in classe sul primo capitolo

Ora che sono pronta per cominciare a leggere in classe posso decidere di:
– dedicare due settimane delle mie ore di italiano alla lettura e al lavoro su Danny;
– dedicare uno spazio fisso settimanale alla lettura;
– dedicare quindici minuti ogni giorno alla lettura.

Qualsiasi sia la vostra scelta, ricordate:
– È fondamentale essere flessibili e rispettare i ritmi della  classe.
– Non lasciate la lettura a metà, ma fermatevi quando l’episodio finisce o si ha una pausa; io ad esempio scelgo di leggere e di fermarmi alla fine dei capitoli rispettando la suddivisione dell’autore.
– Le attività sulla lettura che propongo sono solo un mezzo: non facciamo leggere per risolvere gli esercizi, ma per aiutare i ragazzi a diventare lettori. Leggere è importante e necessario, fare gli esercizi no; come dice Ivonne ciò che conta è leggere, creare una comunità di lettori, dialogare e fornire strategie.

Prima di mostrarvi alcuni esempi di attività che proporrei su questo capitolo, ci tengo a ribadire che non è detto che faremo attività su ogni capitolo: a volte leggeremo e basta, altre discuteremo e lavoreremo in plenaria, altre ancora ci fermeremo a lavorare per poter andare avanti prima di tuffarci nel capitolo successivo.

Come attività iniziale propongo un quick write sul taccuino: 
“Perché secondo voi Danny è un campione del mondo? Cosa ha fatto per guadagnare questo titolo?”
Nel momento della condivisione proveremo a raggruppare tutte le ipotesi, ci verranno buone alla fine della nostra lettura.
Poi ho intenzione di mostrare loro la copertina del testo e discutere insieme partendo da alcune domande guida (la discussione può essere a coppie, a coppie prima e a gruppo ristretto poi, in classe):
Quali colori prevalgono nella copertina? Che sensazione ti danno?
Prova a descrivere l’immagine, cosa vedi? Che cosa sta facendo la persona rappresentata? Chi è secondo te?
Come sono scritti l’autore e il titolo?
Cosa ti aspetti da questa copertina?

Anche questo lavoro mi servirà in seguito, quando a conclusione del percorso chiederò loro di progettare una nuova copertina per il libro.

Inizio dunque a leggere il primo capitolo. Leggo io cercando di rallentare e aumentare il ritmo della lettura a seconda della sintassi e della punteggiatura scelta dall’autore e enfatizzando quelle che mi paiono le parole chiave, ad esempio:
“Era una piccolissima stazione di servizio su una stradicciola circondata da campi e colline boscose
Questi tre lemmi prima restringono il campo visivo,  la stazione è piccolissima e la strada altrettanto, ma poi lo allargano e si riempiono di mistero grazie all’aggettivo boscosa, almeno così pare a me.

“E la cosa più bella era sapere che quando mi fossi addormentato, mio padre sarebbe rimasto lì, vicino a me. Seduto in poltrona davanti al fuoco o disteso nella cuccetta sopra la mia” Ecco, nella lettura della frase che chiude il capitolo la voce deve diventare dolce e la velocità di lettura lenta, quasi come se accompagnasse il sonno.

Terminata la lettura è il momento delle domande che pongo alla classe e che hanno come obiettivo quello di aiutarli a ricostruire il testo:
Quali informazioni scopriamo su Danny?
Cosa pensa Danny di suo papà? Da cosa lo capisci?
Quali oggetti vengono presentati? Perché proprio quelli?
Ci sono degli oggetti a cui siete affezionati?

Un’altra attività che potrei fare è il visualizza:
“Chiudete gli occhi e ripensate al capitolo, provate a passare in rassegna nella vostra mente ciò che abbiamo letto: c’è un carrozzone, come lo immagini? Cosa ci dice Danny? Ora guardiamo gli oggetti che ci vengono presentati: il registratore di cassa, l’officina di mattoni rossi, il telefono, il tavolo, le sedie e le tinozze…
Ora entriamo dentro al carrozzone: che mobili vedi? Come faceva Danny a fare il bagno? E alla sera dove dormiva? Come fa il suo papà a raccontargli storie?
Bene ora riaprite i vostri occhi e sul vostro taccuino provate a disegnare quello che  vi siete immaginati, non dimenticate di dare un titolo al vostro disegno.”

Se poi volessi usare gli stimoli del testo per costruire altro potrei chiedere loro di progettare una casa speciale, speciale come il carrozzone di Danny.

Un altro lavoro che proporrò è far loro lasciare sul quaderno una pagina dedicata a Danny, una al papà e una al signor Hazel: man mano che leggeremo chiederò loro di elencare lì le caratteristiche che incontreremo. Esse ci torneranno comode quando faremo l’anatomia del personaggio (lo schema che rappresenta graficamente il personaggio: cosa ha nel cuore, nel cervello, che cosa guarda, cosa tiene nelle mani, quali sono le sue radici, verso dove è diretto, quale è il suo punto debole).
Per aiutarli a capire cosa intendo, costruirò una sagoma che incollerò in classe e che piano piano riempiremo con l’anatomia di William: già nel secondo capitolo, ad esempio si danno indicazioni chiare sui suoi occhi: mio padre era un tipo che sorrideva con gli occhi/ manifestava tutto con gli occhi.

Conclusioni

A questo punto la lettura è avviata e sta a noi decidere quando e come interromperla con attività di comprensione. La mia esperienza nei passati trienni mi porta a dire che la lettura non deve durare troppo tempo, ma essere immersiva, per questo leggerò circa quindici venti minuti al giorno e dedicherò un giorno a settimana per fermarci a riflettere. Il tutto però in modo molto flessibile.
In questa tabella trovate tutte le idee che mi sono venute pensando a come lavorare in classe con il libro. Come sempre quando si progetta d’estate, e a maggior ragione per una prima, manca la variabile più importante: la conoscenza dei ragazzi e delle relazioni all’interno della classe.
Nessun percorso in classe può essere fatto senza tenerne conto: sono i nostri lettori che ci insegnano come leggere loro.

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