Sfumature IWT dei gruppi di lettura – 2° parte

Sfumature IWT dei gruppi di lettura – 2° parte

[Prosegue il racconto dell’esperienza dei gruppi di lettura targati IWT. Dopo quella di Daniela, l’esperienza di Stefano]

Diversa, finora, la mia esperienza con i gruppi delle superiori.

È indispensabile partire dalla considerazione che i lettori e le lettrici più grandi sono già in buona parte formati: hanno i loro gusti, conoscono i loro ritmi di lettura, sanno già (o sono convinti di sapere) quali generi amano e manifestano le prime agguerrite idiosincrasie per qualche autore o tema. Inoltre, per molti e molte si è già compiuta la scelta di campo sulla lettura: “sono un lettore” e “io non leggo” si manifesta come una dicotomia in cui non esistono, tranne in alcuni casi, le vie di mezzo. E la scuola spesso non aiuta, con le liste di romanzi del Novecento date da leggere obbligatoriamente per l’estate. 

Pertanto, finora il mio lavoro si è mosso in due direzioni. 

Come educatore alla lettura ho promosso un gruppo di lettura di istituto (ed è questo, tra le altre cose, che ha partecipato e partecipa a Mare di Libri); come insegnante tengo il gruppo di lettura come attività secondaria ma da svolgere in classe nelle ore di laboratorio.

Il lavoro con il gruppo di istituto, in questi due anni, non può che essere stato online nella sua quasi totalità. La prima parte dell’anno è dedicata alla costruzione del gruppo nonostante le barriere della distanza: attraverso presentazioni (di sé e del libro) e soprattutto discussioni su temi legati al mondo della lettura (finora la più agguerrita e partecipata è stata quella relativa a come ordinare la propria libreria; ma degne di nota sono anche quelle sull’opportunità di leggere i romanzi stranieri in lingua e sul ruolo che gli studenti e le studentesse dovrebbero avere nella scelta dei romanzi che l’insegnante assegna alla classe). In un secondo momento si iniziano a leggere i libri degli autori che sono invitati a scuola: ad esempio l’anno scorso il gruppo del triennio si è dedicato alla lettura dei romanzi di Gabriele Dadati, sempre prima presentati dal conduttore e poi letti e discussi. Un esperimento a parte è stato quello della lettura “sincronizzata” gestita attraverso un gruppo Hangout: i volontari e le volontarie si iscrivevano e decidevano tempi e scadenze della lettura, per poi scatenare una volta alla settimana i commenti fino a un certo punto stabilito del libro; questo ovviamente evita il pericolo, temutissimo, degli spoiler. Dopo l’incontro con l’autore invitato dalla scuola c’è stato il tempo della preparazione di Mare di Libri: anche al nostro gruppo è stato affidato un “Tutto sull’autore”, relativo a Lorenza Ghinelli, oltre che una presentazione del libro “The skin I’m in”. Arrivati ormai a giugno e prossimi alla partenza è stato possibile, finalmente, vedersi dal vivo. Il resto è leggenda. L’esperienza di quest’anno sembra procedere al momento sullo stesso sentiero.

I gruppi di lettura di classe, invece, sono una faccenda più delicata: avendo a che fare con lettori e lettrici non sempre gioiosi, vanno inseriti solo quando la classe è pronta e per questo motivo fino a quest’anno non ero mai arrivato a proporli (negli ultimi tre anni ho cambiato tre scuole, ovviamente con conseguente cambio di classe). Ma il destino ha messo quest’anno sul mio percorso la quarta CA: un gruppo costituito quasi esclusivamente da forti lettori, con gusti piuttosto marcati e idee già ben tracciate sul mondo della lettura. Per questo è nata l’idea dei gruppi di lettura classici: presentazione dei tre libri (Le piccole virtù di N. Ginzburg, Feed di M. T. Anderson e Un attimo perfetto di M. Rosoff), formazione dei gruppi, discussione in classe divisi e poi condivisione collettiva finale a conclusione del lavoro.

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