Pianificare un racconto. Consulenze di scrittura durante la fase di pre-scrittura

Pianificare un racconto. Consulenze di scrittura durante la fase di pre-scrittura

In un precedente articolo abbiamo visto alcune strategie che potremmo suggerire in una consulenza quando, nella fase di pre-scrittura, i nostri alunni dichiarano di non sapere cosa scrivere. In questo, invece, proviamo a considerare un’altra situazione tipica: gli alunni hanno raccolto le idee per un racconto ma si lanciano nella scrittura della bozza senza aver pensato a come strutturare il testo oppure lo devono organizzare meglio. 

In questo caso chiederemo loro di recuperare alcuni schemi che aiutano a pianificare e organizzare un testo spiegati in precedenza in apposite minilesson. In pratica consiglieremo di recuperare nel quaderno, ad esempio, le pagine con  “Le dita della mano” o “La curva a campana” e le riprenderemo insieme. Quindi chiederemo allo studente di iniziare a raccontarci la trama del suo racconto seguendo lo schema e di inserire appunti. Potremo poi gentilmente interromperlo e dire: “Ora voglio che tu provi da solo ad andare avanti”. 

Esempi di schemi

LE DITA DELLA MANO

Può essere proposto sia ai bambini sia ai ragazzi. Disegniamo la sagoma della mano destra e inseriamo le seguenti parole nelle rispettive dita (come nel disegno): QUALCUNO – VORREBBE – COSÌ/MA – MA/COSÌ – INFINE.
Si comincia scegliendo un personaggio (QUALCUNO) a cui attribuiamo una qualità e un desiderio (VORREBBE). Si individua il conflitto e poi le conseguenze che porta con sé (COSÌ/MA). A questo punto prosegue la storia in modo da concluderla.

LA CURVA A CAMPANA

La curva a campana, elaborata da Gustav Freytag, aiuta gli alunni a strutturare il testo seguendo questo schema:
– INTRODUZIONE Si introduce il racconto (INCIPIT), si presenta il protagonista e l’ambientazione.
– CLIMAX ASCENDENTE Parte con la rottura dell’equilibrio determinata da un’occasione, un desiderio o da un problema che interessa il protagonista.
A questo punto si succedono eventi (alternanza di sequenze narrative/dialogiche/descrittive) che devono accrescere l’attesa nel lettore fino all’ACME (punto di massima tensione). 
– CLIMAX DISCENDENTE: la storia si avvia gradualmente a trovare una soluzione. 

Osservazioni conclusive

Affinché gli alunni interiorizzino schemi come la curva a campana o le dita della mano è necessario che l’insegnante li presenti in modo chiaro alla classe, ma una sola volta non basta. Il docente dovrà  riprenderli più e più volte nel corso dell’anno sia nel laboratorio di lettura sia in quello di scrittura.

Ad esempio la lettura di racconti, in particolare all’inizio, è bene che sia seguita dalla costruzione guidata della curva a campana. Inoltre durante le consulenze, le riflessioni o le spiegazioni, non esitiamo ad utilizzare le parole climax, acme, incipit, ambientazione, explicit

Sollecitiamo l’immaginazione degli alunni attraverso “le dita della mano”, che si rivelano utili anche nell’esposizione orale e nella sintesi (ad esempio in vista di un booktalk). 

E ancora, quando introduciamo un particolare genere narrativo, preoccupiamoci di presentare ai ragazzi la struttura che riteniamo sia la più congeniale per aiutarli a pianificare il testo (storytelling, lo schema a diamante, “il panino”…).

In pratica la strategia vera sta nel fornire ai nostri ragazzi schemi che possano seguire per strutturare/pianificare i testi, riprendendoli periodicamente sia nel laboratorio di scrittura sia in quello di lettura, dando così il tempo di assimilarli.

 

Bibliografia

Jennifer Serravallo, The Writing Strategies Book, Heinemann 2017.
Carl Anderson, A Teacher’s Guide to Writing Conferences, Heinemann 2018.

Condividi


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *