“Come si fa a…”: le strategie

“Come si fa a…”: le strategie

A un certo punto della nostra vita, qualcuno ci ha insegnato ad allacciare le stringhe delle scarpe. Ci ha ripetuto per giorni, piano piano, i vari passaggi. Ci ha fatto provare e riprovare a incrociare tra loro le due stringhe, poi a fare un anello con uno dei lacci e via dicendo. Insomma, ci ha insegnato come fare ad allacciarci le scarpe. 

Ecco, la stessa cosa accade nelle nostre classi durante il momento della minilesson e della consulenza: insegniamo agli alunni come fare a inserire correttamente la virgola, a dare informazioni attraverso un dialogo, a generare idee… In pratica, insegniamo loro strategie: “come fare a…”.

In questo breve articolo cercheremo di capire la differenza tra obiettivi e strategie e quando e come proporle. 

Obiettivi e strategie

In estate, quando stendiamo il nostro piano di lavoro, ad esempio per il laboratorio di scrittura, decidiamo  i generi e le tipologie testuali che vogliamo affrontare con le nostre classi.

In quel momento sarebbe importante domandarsi quali abilità vorremmo sviluppare nei nostri alunni. Per rispondere però dobbiamo aver chiaro cosa sanno già fare e cosa devono migliorare nella loro scrittura rispetto al processo, alle tecniche…

Ecco, le abilità da sviluppare sono in altre parole gli obiettivi da perseguire. Aver chiaro su quali aspetti si vuol lavorare, orienta il lavoro e lo rende efficace. 

In The Writing Strategies Book,  Jennifer Serravallo propone questo elenco di obiettivi di scrittura: 

  • comporre con immagini 
  • motivare alla scrittura
  • generare e raccogliere le idee
  • individuare il focus/tema su cui scrivere
  • organizzare e pianificare un testo
  • elaborare il testo creando immagini nitide
  • scegliere le parole (lessico)
  • rispettare l’ortografia, sintassi, punteggiatura
  • collaborare con i pari (consulenze di scrittura)

Ora, quando preparo un percorso, tengo in considerazione questi obiettivi. Per esempio per il percorso sull’horror nella mia classe seconda ho deciso di concentrarmi soprattutto sulla pianificazione del testo (fase di prescrittura), sulla capacità di elaborare immagini nitide e sulla punteggiatura (in fase di revisione). 

Poi ho scelto i racconti da usare come modello di scrittura (mentor text) e le strategie. 

Individuare i mentor text

Durante la fase d’immersione possiamo leggere ad alta voce diversi racconti d’autore, articoli, albi illustrati e testi scritti dall’insegnante o da altri alunni, in modo da dare alla classe la possibilità di comprendere le caratteristiche del genere o della tipologia testuale che stiamo affrontando. Tuttavia nelle minilesson è bene concentrare l’attenzione su pochi testi che sceglieremo con cura. Ciò che conta infatti è che contengano le strategie che vogliamo insegnare. Questi testi diventano per la classe modelli di scrittura (mentor text).

Ogni racconto contiene moltissime strategie, ma anche in questo caso il docente deve fare una scelta. Un buon criterio potrebbe essere quello di scegliere al massimo tre/quattro strategie per obiettivo. 
Del resto, nel corso del triennio, le varie strategie andranno riprese e approfondite periodicamente.

Quando proporre le strategie?

La minilesson e le consulenze sono i momenti in cui si insegnano strategie nuove o si riprendono quelle già affrontate.
Dobbiamo ricordarci di offrire  una sola strategia alla volta, partendo da quelle più semplici. Gli alunni infatti vanno accompagnati ad acquisire le strategie con gradualità.

Delle consulenze abbiamo parlato negli articoli dello scorso mese, quindi ora concentrerei l’attenzione sulla minilesson. È chiamata “minilezione” perché generalmente dovrebbe durare non più di venti minuti. Tuttavia mi capita sovente di alternare minilesson di pochissimi minuti ad altre che necessariamente occupano l’intera ora. 

Indipendentemente dalla lunghezza una  minilesson si compone di quattro momenti: 

  • all’inizio della minilesson, l’insegnante  fa riferimento alle preconoscenze degli alunni o ai bisogni rilevati ed esplicita ai ragazzi cosa impareranno durante la lezione (teaching point).
  • Poi spiega in modo chiaro la strategia. Può essere utile presentarla sotto forma di elenco/procedura come fosse una ricetta.

È importante che alla spiegazione segua una dimostrazione pratica da parte del docente che ad  esempio leggerà davanti ai suoi studenti un testo modello commentando ad alta voce quanto sta facendo o scriverà sul momento, sperimentando la strategia spiegata. 

  • A questo punto si chiede ai ragazzi di provare a mettere in pratica, con l’aiuto dell’insegnante o di un compagno, la strategia. 
  • Si chiude la minilesson riprendendo a voce quanto insegnato e invitando gli alunni ad applicare la strategia nel proprio lavoro.

 

Dove trovare strategie da studiare e insegnare?

Per prima cosa consiglio vivamente, soprattutto a chi è agli inizi, la lettura e lo studio dei due libri di Jennifer Serravallo, The Reading Strategies Book e The Writing Strategies Book (casa editrice Heinemann). Per chi avesse qualche difficoltà con l’inglese, suggerisco di acquistare i due volumi in spagnolo (El libro de estrategias de escritura; El libro de estrategia de lectura), ed eventualmente scaricare l’app di Google traduttore: la traduzione offerta è in questo caso decisamente comprensibile. 

Questi due volumi sono una miniera di strategie e soprattutto aiutano a progettare percorsi. 

Inoltre prossimamente uscirà per Pearson Academy, Leggere, comprendere, condividere. Le autrici, Linda Cavadini, Loretta De Martin e Agnese Pianigiani, guidano i docenti a costruire passo dopo passo il laboratorio di lettura, proponendo inoltre percorsi e strategie.

Quando ho cominciato a sperimentare, ero desiderosa di apprendere quante più strategie possibili. Prendevo a destra e a sinistra ciò che con grande generosità le teachers condividevano su FB e non solo. Inoltre cercavo di fare mie quante più strategie di scrittura riuscivo a trovare in libri come On writing di Stephen King e Lezioni di scrittura creativa del Gotham Writers’ Whorkshop.  Con il tempo però ho capito che il mio approccio non era efficace. Quindi ho fatto ciò che sentivo continuamente ripetere: ho cominciato a leggere i racconti e ad analizzarli con occhio da scrittore e piano piano ho iniziato a ricavarne strategie. 

A riguardo un utile esercizio era stato proposto dalla prof.ssa Linda Cavadini su FB durante la primavera/estate del 2018. Settimanalmente Linda postava un racconto di R. Dahl e ci mostrava come analizzarlo al fine di individuare possibili strategie da insegnare. Lascio di seguito qualche link di riferimento: 

Infine ci tengo a precisare che tutti noi possiamo creare strategie, a partire dall’osservazione approfondita del nostro processo di lettura e scrittura. Quando leggiamo un racconto o un testo informativo chiediamoci: “Come ho fatto a comprenderlo? Quali passaggi ho svolto?”.
Similmente nelle scrittura possiamo domandarci: “Come si è generata in me un’idea? In che modo prendo spunto dai testi altrui? Come revisiono un testo?”.

Le domande possono riguardare tutte le fasi del processo di scrittura. Nel nostro percorso di studenti e di lettori – scrittori abbiamo assimilato molte strategie, le abbiamo fatte nostre senza nemmeno rendercene conto. Ecco, il lavoro che dobbiamo fare è “ritrovare”, scovare le strategie che noi stessi mettiamo in atto quando leggiamo e scriviamo. 

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