Horror (vacui) II parte

Horror (vacui) II parte

La parte che state per leggere descrive il percorso di scrittura successivo all’immersione di cui avete letto qui: Horror (vacui) I parte

Si tratta di un percorso che ci ha accompagnato per circa dieci ore e si è concluso con la lettura ad alta voce dei testi.

E ora scriviamo

A questo punto siamo pronti per scrivere: ogni studente ha sul suo quaderno uno schema con le caratteristiche del genere che abbiamo scandagliato e definito insieme, sarà la sua bussola durante la scrittura.

Trovare buone idee

Per aiutarli a trovare un soggetto interessante, ho proposto due attivatori, il primo è una sorta di elenco:

  • Oggetti che fanno paura
  • Persone/esseri che fanno paura
  • Animali/esseri animali che fanno paura
  • Luoghi che fanno paura

A cui è seguita questa istruzione esplicita all’interno di una successiva minilessoncon l’attivatore abbiamo adesso tutta una lista di esseri, oggetti, luoghi che potremmo usare nel nostro racconto di paura. Guarda i tuoi elenchi e poi scegline uno ed esploralo usando questi riferimenti

  • Dove si trova?
  • Come è fatto?
  • Cosa fa? 
  • Come ti fa sentire? Fa paura perché…

“Per aiutarti chiudi gli occhi e visualizza la scena, devi farti le domande giuste: Dove lo trovi? Quanto è grande? Da cosa è coperto? Ecco come ho fatto io, per esplorare il buio.”

dove si trova: dentro l’armadio della mia stanza

come è fatto: è tondo e ovale, se infilo una mano mi sembra che 1000 spilli mi trapassino, le sue mani sono come ragnatele che mi accarezzano. Mi risucchia e toglie le forze

cosa fa: mi aspetta ogni sera, manda segnali, io non voglio vederlo ma so che c’è

come ti fa sentire: piccola e fragile, mi blocca le gambe, la gola è secca.

La prescrittura

A questo punto, in prescrittura, hanno lavorato sulla struttura che avrebbero dato al loro testo, attraverso l’organizzatore grafico: prima succede che/poi succede che/ infine avviene che



E la curva della narrazione che ciascuno ha pianificato inserendo in seguito uno o più flashback, elemento della struttura che abbiamo imparato a conoscere e poi analizzato in immersione.



Stesura della bozza

I miei alunni hanno un quaderno triennale di minilesson di scrittura in cui sono raggruppate tutte le strategie proposte dalla prima. A questo punto, abbiamo già affrontato il testo autobiografico, il racconto fantastico, il testo poetico (in prima e seconda) e il testo espositivo e molte tecniche sono già loro note. Nella stesura della bozza del racconto horror ho, dunque, sviluppato le seguenti minilesson.

  • L’ambientazione 
  • La suspense
  • Il sistema dei personaggi: chi fa cosa e perché
  • Il conflitto tra reale e immaginario, possibile e impossibile
  • Il perturbante
  • L’incipit
  • Il finale

A puro titolo d’esempio ecco la minilesson sull’incipit

Chi ben comincia…

CONNESSIONE: Come tutti gli incipit anche nei racconti horror dovete fare attenzione! I lettori decideranno di continuare a leggere proprio se il vostro incipit li catturerà.  

INSEGNAMENTO CHIAVE: Oggi vedremo come scrivere un incipit cattura lettori. 

MODELING: Proviamo a mettere il naso su alcuni incipit di horror famosi

  • Incipit che ci svela qualcosa (c’è un terrore che dura 28 anni), ma incuriosisce con un particolare che è tutto tranne da racconto horror (barchetta di carta di giornale): 

“Il terrore che sarebbe durato per ventotto anni, ma forse anche di più, ebbe inizio, per quel che mi è dato sapere e narrare, con una barchetta di carta di giornale che scendeva lungo un marciapiede in un rivolo gonfio di pioggia.” Stephen King,  It

  • Incipit in cui il narratore si rivolge ai lettori e spiega i motivi per cui ha deciso di scrivere

“Per il più folle e insieme più semplice racconto che mi accingo a scrivere, non mi aspetto né sollecito credito alcuno. Sarei matto ad aspettarmelo in un caso in cui i miei stessi sensi respingono quanto hanno direttamente sperimentato. Matto non sono e certamente non sto sognando. ma domani morirò e oggi voglio liberarmi l’anima.Il mio scopo immediato è quello di esporre al mondo pianamente e succintamente una serie di semplici eventi domestici, senza commentarli. Le loro conseguenze mi hanno terrorizzato, torturato, distrutto, ma non tenterò di spiegarli.” Il gatto nero di E. A, Poe

  • Incipit che ci porta direttamente dentro la scena

“Hallowe’en! Hallowe’en” tutti gridavano. “Questa è la notte santa, la bella notte degli skelpis e della faires! Carrick, e tu Collean, venite? Ci sono tutti gli uomini di Carrick-Borrier, e verranno le nostre Meg e le nostre Jaennie. Porteremo del buon whisky nei boccali di stagno birra e schiuma, il buon parrich saporito. Il nostro tempo è bello, brillerà la luna; amici le rovine di Cassilis Dawnans non avranno mai visto riunione più lieta” Così parlava Jock Muirland, fattore, vedovo, ancora giovane.  L’occhio senza palpebra Philarete Chasles

“Avete comprato una chiesa?» esclamammo io e Michael all’unisono, alzando lo sguardo dalla pila di compiti sparsi ovunque sul tavolo della cucina. Io stavo scrivendo una poesia per la lezione di letteratura del signor Pelowski, e Michael si arrovellava su una ventina di problemi di matematica. La mamma riempì d’acqua il bollitore e lo mise sul fornello. Aveva le guance arrossate per il vento di marzo, e anche la punta del naso era rossa. «Tu e Molly ne sarete entusiasti» promise. «Io e Dave abbiamo cercato un posto così per tutto l’inverno. C’è una rimessa per le carrozze che lui userà come laboratorio di ceramiche e nella cantoria della chiesa c’è abbastanza spazio per organizzare il mio atelier. È perfetto!» «Ma come faremo a vivere in una chiesa?» incalzò Michael, lottando contro l’impulso di lasciarsi prendere dall’entusiasmo. «Oh, in realtà non è più una chiesa!» esclamò la mamma. «Dei tizi di Philadelphia l’hanno comprata l’anno scorso e hanno costruito un edificio annesso come abitazione. Avevano in mente di aprire un negozio di antiquariato nella chiesa vera e propria, ma dopo tutto quel lavoro, alla fine hanno scoperto di non andare matti per la vita di campagna.» «È in campagna?» Aggrottai la fronte mentre scarabocchiavo un gattino sul margine del foglio.” Mary Downing Hahn, Quando Helen verrà a prenderti

  • Incipit che descrive subito il personaggio

“Il cavaliere Ubaldo, un sereno pomeriggio d’autunno si trovò, durante la caccia staccato dai suoi. Stava appunto cavalcando in mezzo a montagne deserte, irte di boschi, allorché scorse un uomo vestito in modo strano e sgargiante, scendere da un pendio.” Joseph Karl von Eichendorff Sortilegio d’autunno 

  • Incipit che descrive un ambiente

“A occidente di Arkham le colline si innalzano all’improvviso, tra valli e boschi profondi che non hanno mai conosciuto la scure: vi sono macchie strette e buie dove gli alberi si inerpicano in maniera fantastica e ruscelli che non hanno mai visto la luce del sole. Sui pendii più dolci sorgono antiche fattorie di pietra e rozzi cottage coperti di musco che meditano da secoli sui segreti del New England, al riparo di grandi costoni di roccia: si tratta, per la maggior parte, di costruzioni ormai disabitate, con grandi comignoli in rovina e i fianchi di embrice pericolosamente gonfi sotto i tetti bassi a doppio spiovente.”  Howard Phillips Lovecraft, Il colore venuto dallo spazio

COINVOLGIMENTO ATTIVO. Ora tocca a te: guarda con attenzione a tua curva della narrazione e inizia a scrivere: quale incipit si adatta meglio? Vuoi che il lettore segua e conosca subito il personaggio? Hai scelto di scrivere in prima persona? Vuoi spiegare al tuo lettore perché hai deciso di scrivere? Vuoi descrivere prima l’ambiente? Vuoi iniziare direttamente portando il lettore sulla scena? Fai diverse prove e trova la soluzione che fa al caso tuo

Revisione

I ragazzi hanno steso la loro bozza sul block notes, ora sta a loro ricopiarlo su foglio protocollo e dedicarsi alla revisione, leggendolo nella doppia veste di editor e di lettore.  Per questo le minilesson proposte si muovono nella duplice veste:

Revisionare da editor:

  • Minilesson: la punteggiatura e l’andamento paratattico (costruiamo frasi brevi)
  • Minilesson: controlliamo i pronomi

Revisionare pensando ai lettori:

  • Minilesson: sono bilanciate le sequenze?
  • Minilesson: incipit e finale: posso fare meglio?

Process paper

Il giorno della consegna del compito è previsto il process paper che seguirà questa traccia, per la quale ringrazio Agnese Pianigiani: 

Cari ragazzi eccoci arrivati al momento del process paper, che ormai conoscete benissimo, questa volta però cercheremo di concentrarci anche sulla struttura del testo. Ciascun process paper dovrà avere un titolo ed essere diviso in paragrafi:

Il mio testo

Qui scrivete un piccolo riassunto del vostro testo, mettendo in luce le caratteristiche de genere horror che avete affrontato

L’ideazione

Come sei arrivato a scrivere la storia? Quale percorso hai seguito? Da dove ti è nata l’idea? A cosa ti sei ispirato? Come hai scelto i personaggi e a chi hai pensato nel progettarli?

La struttura

Quale struttura hai scelto? Chi è il narratore? Da cosa lo riconosciamo? Ha una voce e uno sguardo particolare? Quando e dove è ambientato il tuo racconto? Come hai presentato l’ambiente? Come hai scelto di spaventare il lettore?

I personaggi

Quale personaggio ti sembra meglio riuscito? C’è un conflitto? Perchè li hai chiamati così? Come sono i personaggi all’inizio e come sono alla fine? Perchè?

Commento personale

Cosa ne pensi del tuo testo? Quale parte ti piace di più? Dove, invece, lo senti debole? Ti è piaciuto scrivere questo testo? Quali difficoltà hai incontrato? Di cosa sei soddisfatto?

Consigli finali

Ripensa a tutto il percorso e dai alla docente un suggerimento per migliorarlo

 

In conclusione

Il racconto horror è un genere che i ragazzi amano ma il rischio che nei loro testi prevalga lo splatter, l’evento macabro e morboso è molto forte. Ho scelto di ragionare con loro e di aiutarli a costruire racconti in cui prevalessero il perturbante, la misura e l’equilibrio, di aiutarli a scegliere le parole per dare forma alle loro idee. Scrivere in fondo è questo, pensare su carta e costruire mondi. Scrivere è plasmare, creare.  E in terza ci aspetta il racconto distopico.

Bibliografia

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