Le consulenze di valutazione come moltiplicatore di efficacia.

Le consulenze di valutazione come moltiplicatore di efficacia.

RW : (ML+S) = L : E

No, non siamo impazzite né abbiamo cambiato disciplina. Erano questi i termini dell’equazione che pensavamo rendessero efficace il Laboratorio di lettura,

Reading Workshop : (Minilesson + Strategie) = Lettore : Efficacia

Quando ci siamo avvicinate al Laboratorio abbiamo infatti focalizzato la nostra attenzione sulle minilesson, sulle strategie di comprensione da abbinare alla lettura ad alta voce, convinte che questi elementi fossero i cardini del nostro lavoro. Eravamo incappate più volte nella frase “le consulenze sono il cuore del laboratorio” ma finché non abbiamo studiato il manuale A Teacher’s Guide to Reading Conferences di Jennifer Serravallo non ne abbiamo compreso veramente la portata. 

In questo articolo racconteremo la nostra esperienza nella creazione di un percorso, incentrato sulle consulenze, per sviluppare e seguire le abilità di lettura nelle nostre due classi prime medie.

Le fasi di lavoro proposte da Jennifer Serravallo sono chiare: inizialmente l’insegnante valuta il punto di partenza di ciascun lettore (attraverso consulenze di valutazione – assessment conferences), poi sulla base delle informazioni ricavate stimola l’alunno ad individuare un obiettivo sul quale lavorare (goal setting conferences); nelle fasi successive il docente monitora il percorso dello studente attraverso consulenze più o meno articolate durante le quali può limitarsi a fare un complimento (compliment conferences), fornire un feedback o una strategia (research compliment teach conferences, coaching conferences). Alla fine, una volta raggiunto l’obiettivo, docente e alunno ne individuano uno nuovo sul quale lavorare e si riprende il ciclo. 

Le prime fasi cioè la valutazione iniziale e l’individuazione degli obiettivi saranno il focus di questo articolo. 

 

Fase 1: individuazione di caratteristiche e bisogni

In sostituzione delle assessment conference, che avrebbero richiesto molto tempo, tre strumenti ci hanno aiutate nella rilevazione delle caratteristiche dei nostri lettori e dei loro bisogni: un questionario sulle abitudini di lettura, una prova di comprensione e un momento individuale di lettura ad alta voce. 

Abbiamo chiesto ai nostri alunni di rispondere agli stimoli del questionario in classe, rassicurandoli sul fatto che non sarebbe stato assegnato un voto per questa attività e che quindi dovevano sentirsi liberi di scrivere con sincerità. Ciò  ha permesso di dare importanza al momento, evitare intromissioni nelle risposte da parte dei genitori ed avere spontaneità e profondità.

Per quanto riguarda la prova di comprensione, Alice ha trasformato l’obbligo delle prove comuni d’Istituto in occasione per raccogliere dati sui suoi lettori. Barbara ha invece predisposto una prova apposita.

Entrambe le prove hanno fornito informazioni soprattutto su elementi di comprensione testuali dei seguenti aspetti: 

  • trama e ambientazione: ricostruzione della linea del tempo, individuazione degli eventi principali, individuazione della situazione problematica, descrizione del setting;
  • personaggi: identificazione ed interpretazione di tratti e sentimenti dei personaggi che rivelino la loro complessità;
  • lessico e linguaggio figurativo: uso del contesto per individuare il significato di parole ed espressioni sconosciute;
  • temi e idee: inferenza di temi e significati dagli eventi della storia.

Infine è stata svolta una prova di lettura ad alta voce per rilevarne la correttezza, il livello di scorrevolezza, l’espressività, il ritmo e il rispetto delle pause (vedi il modulo di osservazione utilizzato).

Dall’analisi di tutti i dati raccolti sono emersi i profili delle nostre classi.

La classe di Barbara è a indirizzo musicale, composta da 27 alunni, a netta prevalenza femminile, con due alunni cittadini italiani ma con un genitore di madrelingua straniera. La maggior parte degli alunni ha un’abitudine alla lettura già maturata alla scuola primaria e in famiglia. Sono presenti alcuni forti lettori. Il coinvolgimento durante l’attività in classe risulta molto buono: i tempi di attenzione sono generalmente adeguati alle proposte e la partecipazione vivace. La capacità di lettura strumentale in generale è di buon livello. Le prove di comprensione evidenziano delle carenze generali sulla ricostruzione della linea del tempo, individuazione degli eventi principali e capacità di sintesi. 

La classe di Alice è composta da 18 alunni, un quarto dei quali con entrambi i genitori madrelingua straniera. La quasi totalità degli alunni non ha un’abitudine alla lettura individuale ma ha vissuto alla primaria esperienze positive di lettura ad alta voce. C’è molto entusiasmo verso le attività laboratoriali e la partecipazione è in generale buona, si deve però lavorare sulle capacità attentive. La lettura strumentale è molto buona per un piccolo gruppo. Qualche alunno è invece in difficoltà. Le prove di comprensione mostrano carenze sulla ricostruzione della trama e dei nessi causa-effetto, sulla capacità di sintesi.

Per prepararci alla fase successiva, cioè alla definizione degli obiettivi, abbiamo realizzato per ogni alunno un modulo che unisce tutti i dati rilevanti emersi dall’analisi e che accoglierà anche le annotazioni sulle consulenze di tutto l’anno.

 

Fase 2: gli obiettivi

Per orientarci tra tutti i possibili obiettivi, abbiamo deciso di affidarci alla gerarchia proposta da Jennifer Serravallo nei suoi libri sulla lettura. 

 

È importante che l’obiettivo non venga imposto dall’insegnante ma risulti da un confronto, durante una consulenza (goal setting conference) tra il docente e il lettore; ciò permetterà di aumentare la motivazione e il senso di coinvolgimento nel proprio percorso di crescita.  

Ogni alunno ha quindi compilato un questionario che andava ad indagare la propria percezione di competenza sulle seguenti aree: motivazione, lettura strumentale, scorrevolezza, comprensione della trama e del setting, comprensione dei tratti caratteristici dei personaggi, temi e idee, lessico, scrivere e parlare di libri. 

Grazie ai risultati del questionario e alle attività svolte, è stato possibile suddividere gli alunni in gruppi dalle caratteristiche simili, con i quali saranno effettuate consulenze per individuare insieme gli aspetti su cui lavorare. Seguiranno poi l’indicazione delle strategie e il monitoraggio delle competenze di lettura. Questa seconda parte del percorso occuperà interamente il secondo quadrimestre. 

 

Un nuovo elemento nell’equazione

Questo lavoro, durato da dicembre a gennaio, ci ha permesso di avvicinarci in modo più sistematico all’osservazione delle competenze di lettura dei nostri studenti e all’individuazione di obiettivi personalizzati. Abbiamo inoltre compreso l’importanza e la centralità delle consulenze di lettura.

Una nuova bozza dell’equazione è andata a sostituire la precedente: 

RW : C(ML+S) = L : E

ovvero

Reading Workshop : Consulenze (Minilesson + Strategie) = Lettore : Efficacia

Le consulenze cioè, dandoci informazioni precise sui bisogni e le caratteristiche dei lettori, fungono da moltiplicatore di valore delle minilesson e delle strategie, rendendole più incisive.

Ora la sfida è proporre le strategie più efficaci per affiancare i ragazzi nel loro percorso di crescita come lettori, certe che altri elementi andranno ad arricchire l’equazione del nostro Reading Workshop.

 

Riferimenti bibliografici

J. Serravallo, A Teacher’s Guide to Reading Conferences, Heinemann, 2019.

J. Poletti Riz, Scrittori si diventa, Erickson, 2017.

 

Autrici

Alice Cabrelle – Insegnante appassionata, entra sempre in classe con il sorriso. Divora libri e cioccolato. Ama informarsi e apprendere. Cammina tra analogico e digitale in una scuola secondaria di primo grado in provincia di Padova.

 

 

Barbara Licastro – Mediterranea di origine, insegno a Senigallia, in una scuola media a pochi passi dal mare. Sempre alla ricerca di bellezza, domande e sogni, occhi negli occhi con gli alunni.

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