Il blog è servito

Il blog è servito

Ecco, si apre lo sportello del forno… lievitazione perfetta.

Fragrante al punto giusto, saporito e ricco, frutto del lavoro di tante instancabili chef.

Le IWT in questi mesi hanno selezionato con cura gli ingredienti, discusso della ricetta che potesse soddisfare i diversi palati, e poi impastato tutte insieme. Ed ora finalmente è pronto. Per chi non sa chi siano le IWT e con quale diritto si mettano a cucinare piatti a base di lettura e scrittura, leggete qui e consultate anche il nostro gruppo Facebook o i siti individuali delle Teachers. Troverete tanto materiale e soprattutto la prova che abbiamo prima studiato e lavorato tanto sul campo e solo dopo anni arriviamo a voi con il neonato blog: impresa corale nata dalla nostra comunità di insegnanti appassionate e folli con lo scopo di condividere quello che abbiamo imparato per crescere insieme a voi.

Questo spazio sarà il nostro e vostro blog sul Writing and reading workshop. Su come abbiamo cambiato il nostro modo di insegnare italiano rimettendo al centro gli studenti, la scrittura e la lettura.

Desideriamo farvi entrare nelle nostre classi: ogni post sarà un’istantanea di vita da insegnanti-scrittori e insegnanti-lettori. Vi racconteremo cosa facciamo e come decidiamo cosa fare, condivideremo strategie sperimentate, nodi irrisolti, possibili soluzioni. Andremo dietro le quinte per capire come pianificare e vi faremo gustare pillole, o meglio, cup cakes di laboratorio, ma anche di libri di cui noi per prime ci siamo deliziate.

Avremo tante rubriche, ognuna importante. Ogni mese sarà dedicato ad un tema per aiutarci a scandire i tempi del laboratorio, conducendo voi  e noi per mano, giorno dopo giorno.

Giusto per farvi venire l’acquolina vi consegno in poche righe qualche assaggio di argomenti e temi del mese: dall’aperitivo di luglio e agosto su aspetti organizzativi (così ci prepariamo alla partenza di settembre) al primo piatto a base di taccuino, accompagnato da un contorno di buone pratiche sulla biblioteca di classe, al secondo (rigorosamente vegetariano!) sul laboratorio di lettura con la pratica della lettura ad alta voce e una recensione di Chambers. E per finire il dolce: una sfoglia di fili sottili che uniscono il WRW alla tradizione italiana. E chi oserebbe cambiare ristorante? Naturalmente attendiamo recensioni entusiastiche su Tripadvisor, ma anche suggerimenti su come migliorare (questa volta dico sul serio) e proposte di argomenti da trattare.

Ci auguriamo che ogni post faccia nascere conversazioni come succede con ogni buon libro nelle nostre classi: potremo discutere qui o sul nostro salotto social su Facebook: siamo tra colleghi che studiano, pensano e cercano strade nuove, quindi non temete giudizi sulle vostre domande o sui vostri commenti.

Il blog è nostro ma anche vostro e in molti sensi: chiunque abbia una sua strategia, una pratica, un consiglio di lettura da condividere e vuole mandarci un articolo, è invitato a farlo, scrivendo alla redazione (redazione@italianwritingteachers.it)

E ora, vi lascio alla lettura, anzi, alla degustazione: ma occhio a non fare indigestione, siamo pericolose! Occorre infatti assaporare in modo meditato: poco alla volta, un articolo alla volta, per poi riflettere, magari scrivendo ognuno sul proprio taccuino, con quell’abitudine alla pratica riflessiva che tanto ci contraddistingue. Che il banchetto abbia inizio!

 

Foto di copertina – Jennifer Pallian

Insegnante appassionata e bibliofila esagerata, internet dipendente, ha scovato per caso tanti anni fa il libro che ha cambiato per sempre la sua vita, da allora denominato La Bibbia (In the middle di Nancie Atwell). Da allora ha studiato e sperimentato il Writing and reading Workshop entusiasmandosi e parlandone con chiunque capitasse a tiro. Ha poi capito che poteva farlo anche per lavoro ed è diventata formatrice e in seguito ha scritto per Erickson un manuale in cui racconta la sua storia di insegnante-scrittrice. Con incredibile fortuna ha trovato nel suo cammino tante colleghe diventate amiche con cui ha fondato prima un gruppo Facebook e poi una comunità, quella che si esprime proprio qui in modo corale.

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