WRW: una via percorribile. Parole chiave per avventurarsi (e non perdersi)

WRW: una via percorribile. Parole chiave per avventurarsi (e non perdersi)

Quando si incontra una pratica didattica nuova e rivoluzionaria come il Writing and Reading Workshop so, per esperienza, che si provano emozioni contrastanti.

Da un lato una fascinazione estrema, quella delle grandi scoperte e di una strada nuova che si apre.

Dall’altra la coscienza che un percorso simile apre  a una miriade di domande che nascono spontanee e che esigono risposte. Ci si può perdere, quindi, in questo viaggio entusiasmante.

Cercherò qui allora di fornire un piccolo stradario essenziale, di mostrarvi dei segnavia imprescindibili da portare sempre con sé. Per essere sicuri di non di non sbagliare strada partiamo dai fondamentali.

Pratica riflessiva.

Il primo termine da cui partire è questo. L’approccio metodologico del WRW prevede infatti, come punto di partenza,  la riflessione del docente sul suo operato, riflessione che tutte noi IWT abbiamo condotto e continuiamo a condurre quotidianamente. Ecco alcune domande guida da porsi all’inizio del percorso.

  • Qual è il bisogno più pressante dei ragazzi che stanno seduti davanti a me?
  • Quali sono le cose essenziali che io dovrei insegnare loro?
  • Quando e come potrei, durante l’anno scolastico, insegnare loro tutto questo?

Noi IWT riteniamo  la lettura e la scrittura  i nostri obiettivi fondamentali, che creare lettori e scrittori per la vita (non per la scuola) sia oggi una  imprescindibile esigenza didattica e sociale. Ragioniamo su questi cardini, costruiamo confronti, ricerchiamo metodi e orizzonti di senso su cui lavorare insieme. La comunità di lettori e scrittori cresce insieme, docente compreso.

Coinvolgimento

“L’interesse è ad un tempo uno stato cognitivo e uno stato affettivo che i ricercatori chiamano emozione della conoscenza” (Paul J Silvia, 2013). Questo assunto è alla base di ogni nostra azione educativa e didattica. Senza un reale coinvolgimento degli studenti, senza uno  spazio di interesse vero, non può essere innestato alcun processo di apprendimento. Come sappiamo l’apprendimento è una caratteristica naturale degli esseri umani. Sta a noi docenti improntare e costruire un ambiente di apprendimento della lettura e della scrittura che stimoli e coinvolga i ragazzi. Si diventa lettori e scrittori praticando lettura e scrittura in un ambiente accogliente e non giudicante., circondati da adulti lettori e scrittori appassionati. Nello spazio sicuro e rassicurante del workshop “la mente degli alunni brilla e il sapere si offre al piacere di imparare” (Meirieu). (da Elisa Turrini).

Coinvolgimento è dunque una parola d’ordine su cui riflettere.

Processo

Leggere e scrivere non sono doti naturali  e innate dell’uomo come parlare o camminare. Appunto per questo peró possono, anzi devono, essere imparate. (Aidan Chambers, Il lettore infinito)

Il verbo imparare presuppone anche il verbo  “insegnare”, ovviamente. Insegnare a scrivere e a leggere comporta lavorare su processi,  non su prodotti. I lettori come gli scrittori hanno bisogno di feedback continui mentre sviluppano un percorso, non solo alla fine quando devono consegnare un prodotto. La scuola italiana in questo è stata, da sempre, carente. L’enfasi è stata sempre posta sul risultato finale a cui assegnare un voto numerico. L’attenzione al processo è spesso mancata. Basterebbe invece rifarsi anche alla pedagogia nostrana (Lettera ad una professoressa, Lorenzo Milani) per capire come non sono le “constatazioni,” annotate in rosso sugli elaborati, che aiutano a crescere ma il fornire allo studente strumenti da infilare nella sua  personale “cassetta degli attrezzi”. Tutto ciò garantisce anche una crescita personale e individuale di ogni alunno. Ognuno di loro potrà, con le consulenze del docente, individuare il proprio percorso nella scrittura e nella lettura, il proprio personale modo di essere scrittore o lettore, nel rispetto delle caratteristiche e dei talenti individuali di ciascuno.

Scelta

È questa una pietra miliare del nostro percorso, a cui tutte siamo molto affezionate. Lettura e scrittura sono e devono essere Life Skills, abitudini mentali di lavoro che orienteranno per sempre le vite dei nostri studenti, futuri cittadini e saranno le basi del loro empowerment sociale.

La capacità di scegliere deve essere coltivata da subito e equivale altresì ad un grande passo verso l’autonomia e la assunzione di responsabilità. Nella lettura coltivare la scelta significa fornire l’opportunità di far incontrare ai nostri studenti il libro, o i libri,  giusti per loro fra un ampio ventaglio di titoli, autori e argomenti. Nella scrittura significa alimentare il desiderio di scrivere di ció che mi interessa davvero, su cui ho desiderio di radunare pensieri, esprimerli trasformandoli in frasi. Solo l’esperienza della scelta consapevole puó far crescere lettori e scrittori appassionati e critici. Solo la scelta garantisce la gestione dei modi e dei tempi di lavoro, motiva l’interesse e la voglia di migliorarsi .

Metacognizione

L’abitudine alla riflessione sul processo messo in atto è fondamentale per raggiungere la padronanza che produce competenza vera. Porsi domande sul modo di apprendere aiuta a individuare punti deboli su cui ancora migliorare e punti forti su cui far leva. La metacognizione nella pratica del WRW si inserisce in ogni azione didattica legata sia alla lettura che alla scrittura. Alcune Mini Lesson sono costruite ad hoc per sviluppare questa competenza che è fondamentale anche nell’orientamento. La metacognizione afferisce alla pedagogia della memoria: quanto appreso si ricorda di più se narrato. Nell’era dell’eterno presente, il ricordo recupera il passato e lo proietta nel futuro, attraverso le aspettative e i desideri. (Elisa Turrini).

Autonomia

Non lavoriamo perché gli studenti leggano UN libro (quello scelto da noi) o scrivano UN testo di cui noi abbiamo scelto il contenuto. Noi ci impegnano perché scoprano in cosa e come lettura e scrittura possano arricchire la vita di tutti, perché i ragazzi intuiscano, una volta per sempre, la bellezza delle parole. Per questo l’approccio del WRW favorisce e ricerca  sempre l’autonomia dello studente, incentiva la nascita del pensiero critico personale e la libera espressione della vera voce di ognuno. Nel laboratorio ogni studente è membro di una comunità di lettori o scrittori in cui il docente non è il portavoce dell’unica verità possibile, ma in veste di guida collabora con tutti per negoziare significati condivisi.

Fiducia

Come ogni altra metodologia anche il WRW non può risolvere ogni problema o gestire tutte le possibili difficoltà. Non è una ricetta infallibile e replicabile sempre  allo stesso modo , in ogni classe, in ogni situazione.

Tuttavia c’è un elemento fondamentale che ci caratterizza in questo percorso: la fiducia. Occorre avere fiducia che i ragazzi leggeranno e scriveranno ( Jenny Poletti Riz), costruire con loro ogni giorno un tassello di un mosaico vivente che prenderà forma sotto i nostri occhi. Se il docente vive la fiducia nel suo progetto, essa trapassa nei ragazzi aumentandone l’interesse, la serenità e l’autostima.

Routine

Il laboratorio nel WRW è un ambiente di apprendimento strutturato ma non rigido. Ciò significa che mette una cornice a determinate attività didattiche ( magari già  sperimentare singolarmente) portandole a sistema e nello stesso tempo organizza con precisione i tempi di lavoro in classe perché nulla vada sprecato. Il laboratorio è dunque impostato in modo metodico e routinario. I tempi di lettura e scrittura individuali o di gruppo sono prevedibili e generano sicurezza e serenità nella comunità degli studenti. Permettono ai ragazzi di programmare i tempi di lavoro e al docente di individuare le strategie opportune e pianificare gli interventi didattici.

Inclusione

Come riferivo più sopra alla voce processo, un aspetto fondamentale del nostro approccio è costituita dalla possibilità di agire nell’ottica di una vera inclusione nella didattica di ciascun studente. Poiché nel laboratorio ciascuno cresce con i suoi tempi ed esplorando il suo talento alla ricerca della sua vera voce, ad ognuno è data la possibilità di costruire un percorso personale e di non sentirsi escluso dalla via percorsa dalla classe. Ognuno verrà infatti valutato non in base ai prodotti consegnati e alle verifiche, ma in base al percorso seguito e alla crescita individuale. La figura del docente cambia completamente: da colui che è depositario del sapere e lo trasmette a colui che accompagna e allena.

Laboratorio

Ho lasciato per ultima la parola chiave che più ci rappresenta. Jenny Poletti Riz ha usato la metafora della bottega rinascimentale per descrivere il laboratorio. Andare a bottega è quello che si diceva nella Firenze del Rinascimento e che noi riproponiamo: l’apprendista, individualmente e con gli altri, impara copiando e imitando il maestro. Il maestro non solo fa partecipe i lavoranti del suo sapere, ma impara e cresce insieme a loro. Nella struttura del nostro laboratorio ognuno conta UNO ma contribuisce al lavoro di TANTI. Ognuno riceve la giusta dose di attenzione personale  al suo percorso, ma nello stesso tempo, contribuisce alla crescita complessiva di tutti e del gruppo.

Ho radunato qui alcuni segnavia importanti che ci permettono di muoverci sulla strada del WRW. La portata della rivoluzione che l’approccio comporta è ben visibile a chiunque. A nessuno può  sfuggire il cambio di rotta e di prospettiva che esso sottende.

È impegnativo? Certo

È fattibile? Di sicuro

Puó spaventare? Ne siamo coscienti, ma la forza e l’entusiasmo per i risultati che esso porta con sé  ripagano di ogni sforzo e dello studio che ne costituisce il punto di partenza. E di non ritorno. Almeno così è stato per me, per noi.

Bibliografia

Sono nata e vivo a Savona, il mare di fronte, alle spalle le montagne. Insegno nel Liceo del lavoro. Sempre in bilico sul crinale, sempre “in riva, anche alla vita”.

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