Quando la classe diventa un salotto letterario

Quando la classe diventa un salotto letterario

Come insegnante ho sempre ritenuto una priorità quella di spingere i bambini alla lettura, di renderli appassionati così come lo sono io. In classe ho sempre letto tanto, ho organizzato il prestito mensile in biblioteca e dispensato buoni “Consigli di lettura” prima delle vacanze. Sentivo però che non era abbastanza, era come mancasse un tassello: a volte le letture erano solo compiti svolti in modo diligente. L’incontro con il WRW e la lettura di Chambers mi hanno aperto gli occhi e ho capito cosa dovevo aggiungere.

Per far sì che i bambini leggano con passione non bastano i consigli di lettura prima delle vacanze e nemmeno la compilazione della “scheda del libro”, che rischia casomai di produrre l’effetto contrario. Occorre invece essere circondati da libri, vedere adulti che leggono e che raccontano le loro passioni di lettura, occorre lasciare ai bambini libertà nella scelta dei libri, rispettare i loro tempi senza standardizzarli e soprattutto occorre parlare di libri. Parlarne con gli adulti ma poterne parlare anche e soprattutto con gli amici, scambiare le opinioni, confrontarsi, ascoltare ciò che leggono i compagni e raccontare ciò che si legge con piacere.

Trovato il tassello mancante, l’organizzazione del Laboratorio doveva prevedere, oltre alla lettura individuale, un tempo dedicato alle conversazioni sui libri. È nata così, insieme alla collega, l’idea di creare il salotto letterario una volta al mese. Ed ecco che un venerdì pomeriggio ogni mese, i banchi hanno fatto posto ai cuscini su cui i bambini erano seduti comodamente per ascoltare le presentazioni di alcuni libri esposte dai compagni. Seguendo un calendario preciso stabilito insieme ai bambini ad inizio anno, ogni momento del Salotto Letterario è stato dedicato a tre o quattro bambini che hanno raccontato ai compagni un libro che li aveva particolarmente coinvolti, cercando di trasmettere agli altri la voglia di leggerlo.

Per la presentazione, che non deve superare i 10 minuti, avevamo stabilito insieme alcune regole da seguire:

  • avere il libro con sé, mostrarlo ai compagni, leggere il nome dell’autore;

  • raccontare brevemente la trama o l’argomento presentando il protagonista;

  • non svelare il finale;

  • fare connessioni con la propria vita (“questo personaggio mi somiglia perché…”, “la vicenda mi fa rivivere quella volta in cui…”);

  • leggere un brano significativo già preparato in precedenza; mostrare, se presenti, alcune illustrazioni già selezionate.

A livello grafico, pur presentando qualche proposta, ho lasciato ampio spazio alla loro fantasia: i bambini hanno creato poster, scatole da cui estraevano i personaggi, magliette, veri e propri teatrini e qualche volta, in quinta, si sono cimentati con presentazioni in formato digitale.

In alcuni casi, qualche bambino ha coinvolto i compagni in maniera attiva. Per esempio, durante la presentazione del libro illustrato “Dura la vita da duro”, una storia sul bullismo, una bambina ha distribuito a ogni compagno un foglietto chiedendo loro di indicare se preferivano sentirsi vittima o bullo. Un’altra, invece, dopo aver parlato di “Wonder”, ha consegnato ai compagni un sacchetto di carta da cui aveva ricavato una maschera, chiedendo loro di indossarlo per immedesimarsi nel personaggio. Alla fine di ogni presentazione, gli ascoltatori potevano intervenire con domande o commenti e, se volevano, potevano annotare sul taccuino il titolo del libro presentato nella lista rubricata con il tag #libridaleggere.

L’attività è stata apprezzata dai bambini e da una libraia della città che, in occasione della settimana dedicata all’evento #ioleggoperché, ha esposto alcuni manufatti in vetrina. In molti casi le presentazioni sono state davvero efficaci e lo scambio di libri è diventato maggiormente consapevole. In un momento diverso, inoltre, io stessa, una volta al mese, ho portato in classi alcuni libri, li ho presentati e li ho lasciati sullo scaffale della biblioteca dove per fortuna non sono rimasti a lungo: i consigli della maestra funzionano sempre!

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