Inizio dal giallo

Inizio dal giallo

“Tutti i miei romanzi, tutta la mia vita sono stati

solo una ricerca dell’uomo nudo”

GEORGES SIMENON

Rewind

Immaginate l’atmosfera frizzante di maggio e 27 ragazzini di seconda media che scalpitano per l’inizio delle vacanze ormai imminenti. Immaginate la fatica ed il sudore necessari a farli lavorare ancora per qualche ora a settimana, per arrivare a giugno con la coscienza tranquilla: l’insegnante propone un’attività semplice e coinvolgente, da svolgersi oralmente, seduti tutti in cerchio, cioè  una riflessione sull’anno che si sta concludendo.

Un classico del writing and reading workshop: una riflessione metacognitiva su punti di forza e di debolezza delle varie attività svolte.

Arriva poi  la mia domanda fuori programma, quella che non sapevo avrei rivolto loro: ”Ma l’anno prossimo che genere di testo vorreste scrivere?”. La discussione è animata e piacevole, e via via comincia a prendere corpo un’idea, molto ben definita direi.

“Prof, perché non facciamo laboratorio di scrittura sul giallo? Sarebbe bello provare a mettersi nei panni del detective!”.

“Io ho seguito tutti gli episodi di detective Conan, ho imparato un sacco di trucchi”.

“A me 10 piccoli Indiani è piaciuto tantissimo!”.

“No, molto meglio Il mistero della London eye!”.

“Sì prof, l’horror e l’avventura mi hanno stuzzicato l’appetito”.

I miei tentennamenti sono solo benzina che alimenta la fiamma: così concludo l’anno scolastico 2017/2018 sapendo che a settembre 27 ragazzini mi avrebbero aspettata al varco, pronti a calarsi nei panni dei novelli Conan. E già mi maledico per quella domanda foriera di guai.

 

L’estate porta consiglio

Mi trovo di fronte ad una situazione rischiosa, perché mi rendo conto che non sono affatto un’esperta di questo genere letterario. Ma accettare questa sfida è per me molto stimolante per questi motivi:

  1. significa riconoscere ai miei alunni lo statuto di scrittori autentici e curiosi, desiderosi di cimentarsi con un genere complesso, altamente sfidante;
  2. significa pormi nell’ottica del ricercatore e dello studioso io per prima, cercando testi di studio ed anche mentor text idonei a dei tredicenni.

Il testo di studio che trovo assai ben fatto, agile e concreto, è quello che mi consiglia Agnese: “Il noir. Scrivere in giallo e in nero di Carlo Cappi, una piccola pubblicazione edita da Feltrinelli nella collana Zoom Academy in collaborazione con la Scuola Holden. Il libretto, dopo un breve excursus storico sul genere, si sofferma su alcune caratteristiche tecniche che non possono mancare nei racconti gialli e che riguardano incipit, situazioni tipiche, caratteristiche dei personaggi principali, narratore, struttura del racconto ed ambientazione. Ovviamente una cura particolare viene riservata al metodo dell’indagine ed alla disseminazione degli indizi utili per risolvere il caso.

Decido subito infatti di concentrare la mia attenzione sui racconti gialli ad enigma, evitando la tipologia (forse ahimé per i ragazzi più avvincente perché più vicina alla loro sensibilità) dell’hard boiled (1): questa scelta mi dà la possibilità di focalizzare l’attenzione dei ragazzi sul meccanismo perfetto del racconto ad enigma, in cui ogni elemento è collegato agli altri in modo da formare un mosaico affascinante. Insomma voglio che i ragazzi sperimentino la possibilità, insieme ai loro detective, di riarrotolare il filo rosso della trama solo apparentemente ingarbugliato dal disordine del delitto, del crimine, dell’indicibile: voglio che vivano e mettano su carta l’ebbrezza dell’ordine ristabilito grazie alla razionalità umana che governa il “guazzabuglio” delle emozioni.

Ciò detto, mi metto a caccia di mentor: cerco racconti (non stralci di romanzi) accessibili ai ragazzi come linguaggio e tematiche, di autori riconosciuti maestri del genere o esemplari nella tecnica della scrittura breve. Sento che, anche per affezione dei miei alunni, non posso prescindere da Agatha Christie: sarà uno dei suoi racconti a costituire il mentor numero uno. Ma non posso limitarmi alla Christie: voglio dare un ventaglio di testi ampio come stili, come situazioni, come toni. Il mio scopo è che i ragazzi colgano le varie possibilità che la sperimentazione di un genere letterario come questo offre loro.

Dopo varie letture e grazie ai suggerimenti di alcune colleghe (grazie Loretta De Martin e Linda Cavadini!), individuo questi mentor: nella tabella che segue trovate esplicitati anche i teaching point che ho messo in luce per ognuno di essi nelle minilesson:

RACCONTO

TEACHING POINT

Albo “Tre portoghesi sotto un ombrello” di Rodolfo Walsh

Situazioni e personaggi tipici del giallo.

L’espresso per Plymouth” di Agatha Christie

  • Struttura narrativa: tecniche, sequenze, narratore, incipit, explicit.
  • Detective: presentazione indiretta di un personaggio

Cosciotto d’agnello” di Roald Dahl

  • Criminale: sviluppo del personaggio; legame tra emozione ed azione. Anatomia dell’”emozione rubata” che spinge al delitto
  • Linguaggio sensoriale
  • Colpo di scena
  • Utilizzo dell’ironia

Il sosia” di Ellery Queen

  • Scena del crimine: linguaggio sensoriale; mostra i dettagli; descrizione sensoriale
  • Metodo d’indagine deduttivo

Non sono scemo io!” di Ray Bradbury

  • Narratore interno (inattendibile) ed esterno (onnisciente)
  • Struttura circolare
  • Colpo di scena

Mezz’ora all’inferno” di Ray Bradbury

  • Scena del crimine: linguaggio sensoriale; mostra i dettagli
  • Metodo d’indagine deduttivo

Un mistero per sei oggetti” di Davide Morosinotto

Funzione del dialogo come strumento di indagine: dialogo-interrogatorio  e dialogo-ragionamento

Priscilla Mapple e il delitto della IIC” di Stefano Benni

Metodo d’indagine deduttivo

TUTTI I RACCONTI

Anatomia di incipit ed explicit possibili

 

In classe

Le fasi di lavoro in classe hanno seguito questa successione:

LANCIO: lettura dell’albo di Walsh ed analisi dei primi elementi del genere attraverso questa tabella:

STRUTTURA NARRATIVA

RUOLI DEI PERSONAGGI

LESSICO SPECIFICO

La storia si può suddividere in alcune situazioni tipiche?

I personaggi rivestono ruoli particolari?

Ci sono termini che presumibilmente ritroveremo in un racconto di questo genere?

 

IMMERSIONE: durante questa fase, seguendo il modo di lavorare della Atwell, ci siamo goduti la lettura dei vari mentor text elencati sopra. È stata una lettura condivisa, a volte condotta  ad alta voce da me, a volte affidata ai ragazzi suddivisi a gruppi. Qual è stato il risultato  dell’immersione? Quello di far sì che gli alunni, esposti massicciamente ad una tipologia o genere testuale, ne individuassero le caratteristiche, condivise, discusse e poi elencate in una sorta di check list, da monitorare durante la revisione. Senz’altro i mentor che hanno maggiormente stupito e coinvolto i ragazzi sono “Cosciotto d’agnello” e “Non sono scemo io!”: il primo per la protagonista che ha destato la loro simpatia; il secondo perché il narratore in prima persona inattendibile ed il colpo di scena finale li hanno letteralmente catturati. 

PRESCRITTURA: questa fase è stata fondamentale, perché il genere è tale che richiede una pianificazione molto precisa. Innanzitutto ho chiesto ai ragazzi di usare questo attivatore in forma di tabella per arrivare ad individuare la storia che avrebbero poi raccontato.

AUTORE DEL DELITTO, MOVENTE, ARMA

VITTIMA

OCCASIONE

INDIZI

SETTING

NARRATORE

 

Quindi, una volta individuati gli elementi della storia, ho chiesto loro di sistemarli in un organizzatore grafico a forma di puzzle, come questo che ho scritto per l’Espresso per Plymouth e che vedete sotto: lo scopo è quello di costringere i ragazzi a pensare alla concatenazione di fatti che costituiranno l’ossatura della storia.

Grande spazio è stato dedicato anche allo studio dei personaggi, soprattutto il detective e la vittima: ho cercato di far capire ai ragazzi l’importanza della caratterizzazione precisa, con qualche elemento di originalità per il detective soprattutto, da non copiarsi però pedissequamente dai detective incontrati nei mentor (soprattutto Poirot e Priscilla Maple).

Molto utile la minilesson sull’”emozione rubata” (tratta da una videolezione di Enrico Luceri), grazie alla quale abbiamo fatto uno zoom sulle emozioni del criminale e sull’escalation emotiva che lo porta al crimine. Come mentor abbiamo usato la protagonista di “Cosciotto d’agnello”, la cui evoluzione interiore è stata analizzata con questo organizzatore grafico:

STESURA BOZZE/REVISIONE: dopo la stesura della prescrittura nel modo che ho descritto, la scrittura è stata fluida. Non è sicuramente facile cimentarsi con un genere letterario di questo tipo, in cui tutto rigorosamente deve stare al suo posto ed il lettore deve essere costantemente sollecitato a trovare la soluzione del crimine. Pertanto diversi sono gli aspetti che i ragazzi hanno affrontato in revisione, ripresi da me in consulenza con rimandi a minilesson passate:

  • un eccesso di sequenze narrative;
  • conclusione affrettata, e non giustificata da alcun indizio;
  • pochi indizi;
  • personaggi piatti;
  • situazioni improbabili.

Direi che il consiglio più frequente di revisione che ho fornito è stato quello della coerenza logica, soprattutto per coloro che non avevano lavorato bene in prescrittura.

Un altro rimando di revisione è stato quello al ruolo del dialogo in un racconto giallo: dialogo-interrogatorio o dialogo-ragionamento è sempre comunque funzionale all’intreccio, senza contare il fatto che caratterizza fortemente il personaggio.

In conclusione

Mi cimenterò di nuovo in questa unità didattica? Assolutamente sì, mi sono detta:

  1. le valutazioni sono state quasi tutte sufficienti e per alcuni alunni addirittura eccellenti; 
  2. i ragazzi erano assolutamente rapiti ed infine soddisfatti del proprio lavoro: tutti hanno deciso di scrivere almeno un racconto giallo, pur avendo dato io libertà di scelta in tal senso;
  3. mi ha dato la possibilità di lavorare ad ampio raggio sulla costruzione del personaggio e sulla complessità dell’animo e delle reazioni umane; 
  4. lo si può considerare un modo per introdurre il testo argomentativo: il metodo d’indagine si basa su fatti, su prove. Così come le buone argomentazioni.

Cosa potrei migliorare, mi sono chiesta:

  1. monitorare meglio la prescrittura soprattutto per gli alunni più fragili: una buona prescrittura costituisce una buona garanzia per una valutazione positiva;
  2. insistere di più con minilesson specifiche sul metodo d’indagine e sulla coerenza logica;
  3. chiedere ai ragazzi di leggere un romanzo giallo durante l’unità didattica di scrittura per agevolare l’immersione.

 

 

 

NOTE:
1)  Con questo termine ci si si riferisce ad un sottogenere della narrazione mistery che nasce negli Stati Uniti negli anni Venti. Nei racconti hard boiled  la rappresentazione del crimine è effettuata in modo realistico e crudo: l’ambientazione è la città degradata e violenta;  lo stesso detective è un personaggio che vive al limite dell’illegalità e usa modi da “duro” (hard boiled, appunto, espressione colloquiale per indicare il livello di cottura dell’uovo sodo).

BIBLIOGRAFIA:

  1. “Il Noir” di Andrea Carlo Cappi, Feltrinelli Zoom Academy 2014
  2. “La costruzione del giallo” di Guido Conti, collana La scuola del racconto 2014
  3. “Omicidi d’annata”  di  Ray Bradbury, Mondadori 1984
  4. Il meglio dei racconti” di Agatha Christie, Mondadori 2015
  5. Tutti i racconti” di Roald Dahl, Longanesi 2009
  6. Il Bar sotto il mare” di Stefano Benni, Feltrinelli 2015
  7. Esperimenti deduttivi” di Ellery Queen”, Mondadori 2015
  8. Annuario rivista Andersen del 2018, in cui è stato inserito il racconto di Morosinotto
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